Posts Tagged ‘napolitano’

Gentiloni: «L’Europa di Napolitano» (L’Unità)

01.Giugno.2016 · Posted in punto di vista

Un coraggioso manifesto • dell’europeismo ai tempi delle semplificazioni populiste, delle spinte alla disgregazione e di una crisi senza precedenti del progetto europeo. È questo il libro di Giorgio Napolitano, “Europa, politica e passione”, che costruisce un ponte tra il passato, il presente e il futuro. Ripercorre le tappe principali del processo di integrazione europea ...

Un coraggioso manifesto • dell’europeismo ai tempi delle semplificazioni populiste, delle spinte alla disgregazione e di una crisi senza precedenti del progetto europeo.

È questo il libro di Giorgio Napolitano, “Europa, politica e passione”, che costruisce un ponte tra il passato, il presente e il futuro. Ripercorre le tappe principali del processo di integrazione europea e ricorda gli ideali e gli eventi che hanno ispirato, anche in Italia, l’Europa come passione politica .

Si sofferma poi sulla (altro…)

Segre bacchetta Napolitano su rafforzamento Frontex

08.Ottobre.2013 · Posted in punto di vista

Quello che segue è un articolo tratto dal blog di Andrea Segre, professore universitario e regista, in cui esprime il suo punto di vista sull’attuale cordoglio nazionale per le vite dei migranti perdute in fondo al mare, vicino Lampedusa. Invece di chiedere il rafforzamento di Frontex – sostiene Segre – bisognerebbe rivedere una politica dell’immigrazione ...

Quello che segue è un articolo tratto dal blog di Andrea Segre, professore universitario e regista, in cui esprime il suo punto di vista sull’attuale cordoglio nazionale per le vite dei migranti perdute in fondo al mare, vicino Lampedusa. Invece di chiedere il rafforzamento di Frontex – sostiene Segre – bisognerebbe rivedere una politica dell’immigrazione che è un totale fallimento su scala europea da ormai tanti anni.

Nel post di Segre, manca solo un piccolo accenno al fatto che in Europa ormai nessuno accetta più nessuno. Chi non accetta i neri, chi non vuole i musulmani, e tutti, bene o male, non accettano i poveri che potrebbero un giorno venire a rubare in casa. Ecco forse bisognerebbe fare una riflessione sul declino culturale europeo sin dai tempi delle guerre di Jugoslavia degli anni ’90 quando, come a Sarajevo, vivevano pacificamente insieme persone di etnie e religioni diverse. Ma questo è uno spunto per un altro post. Intanto buona lettura.

“Si ma allora, come si fa? Possiamo mica prenderli tutti qui, no?”

Leggo nel Corriere della Sera di oggi l’articolo sui “miliziani dei barconi” di Fiorenza Sarzanini: “Tantissimi [potenziali migranti] vengono “avvicinati” dai trafficanti, pronti a tutto pur di avere “merce” umana da imbarcare, che li convincono a seguirli. ” E ancora, qualche riga dopo: “Altre migliaia di stranieri aspettano di intraprendere lo stesso viaggio. Merce umana inconsapevole del reale pericolo di essere mandati a morire, o forse pronti a tutto pur di cercare un’altra vita.”

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Napolitano parla all’Assemblea costituente tunisina

19.Maggio.2012 · Posted in politica

Napolitano parla all’Assemblea costituente tunisina: “Partenariato strategico” modello per Paesi Mediterraneo. ...

Napolitano parla all’Assemblea costituente tunisina: “Partenariato strategico” modello per Paesi Mediterraneo.

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Libia: Gheddafi fermi azioni militari-Napolitano

04.Marzo.2011 · Posted in attualità

"Gheddafi deve fermare ogni azione militare contro il suo popolo". Lo ha detto il presidente della repubblica italiana, Giorgio Napolitano, durante il suo discorso al consiglio per i diritti umani di Ginevra. ...

‘’Sosterremo qualunque sforzo’’ affinche’ la Libia rispetti i diritti umani e sia riammessa al Consiglio per i diritti umani dell’Onu da cui e’ stata sospesa. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Consiglio per i diritti umani di Ginevra.

‘’Gheddafi – ha aggiunto – deve fermare ogni azione militare diretta contro il suo popolo’’.

Per il Capo dello Stato c’’e ‘’un atteggiamento di aperta sfida del colonnello Gheddafi alla comunita’ internazionale, una provocazione nei confronti dei protagonisti della vita internazionale’’.

Nel ribadire la ferma condanna ‘’degli atti criminali’’ del regime libico il ministro Franco Frattini ha detto, nel corso del suo intervento all’Assemblea dell’Aspem alla Camera dei deputati, che ‘’gli appelli e le decisioni dell’Onu, dell’Europa e della Lega araba dovranno portare a conseguenze serie per chi continua a violare i diritti basilari delle persone’’.

Il ministro ha anche annunciato che il primo team di esperti della cooperazione e della Protezione civile che deve preparare la fase operativa della missione umanitaria italiana a Tunisi e’ gia’ operativo sul campo e sta verificando il luogo fisico dove montare le tende per assistere i migliaia di profughi scappati dalla Libia.

Dal canto suo il direttore generale per la Cooperazione e lo Sviluppo della Farnesina, Elisabetta Belloni, che ha parlato di una crisi umanitaria di ‘’dimensioni tali da necessitare di uno sforzo aggiuntivo, non solo dell’Europa ma dell’intera comunita’ internazionale’’, ha detto di temere che ‘’il flusso dalla Libia, al confine tra la stessa Libia e la Tunisia, continui e riprenda nelle prossime ore e nei prossimi giorni’’.

Belloni ha confermato che e’”operativo” in Tunisia, al confine con la Libia, il team italiano di ricognizione avanzata e che e’ tutto pronto per far partire le due missioni in Nordafrica: “una diretta a Bengasi per fornire assistenza umanitaria, e una piu’ impegnativa diretta in Tunisia, al confine con la Libia”.

“Siamo pronti – ha spiegato Belloni -soprattutto a rimpatriare, su richiesta del governo egiziano e tunisino, i lavoratori egiziani che si trovavano in gran numero in Libia e che ora vogliono tornare in Egitto”.

Quanto al ruolo dell’Italia, non soltanto nell’emergenza umanitaria ma anche nei processi di transizione in corso in Nord Africa, Frattini ha sostenuto che ‘’non dobbiamo dettare noi l’agenda, ma aiutare generosamente e senza troppi formalismi’’.

A giudizio di Frattini l’Italia ‘’puo’ favorire i processi di modernizzazione dei Paesi della sponda Sud, rilanciando l’idea di integrazione euro-mediterranea sulla base dei principi di liberta’ economica.

A partire dalla piu’ intensa circolazione di capitali, beni e persone.

Per questo – ha aggiunto Frattini – invochiamo un ‘nuovo Patto per il mediterraneo’’. A questo scopo l’Italia – ha sottolineato – potrebbe mobilitare ‘’quasi un miliardo di euro’’ per lo sviluppo dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo.

Il ministro ha inoltre annunciato che l’Italia sostiene ‘’il progetto della Bei di una rete europea per rilanciare le piccole e medie imprese’’ nei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo.

E’ uno studio – ha affermato Frattini –che da tempo ‘’stiamo facendo che credo la Bei possa avviare all’inizio di marzo in modo da avere un’agenzia euro mediterranea per le Pmi’’, sottolineando che si tratta ‘’di una proposta italiana da sempre’.

Fonte: comunicato stampa esteri.it, foto Frattini di Antonio Scattolon

Inderogabile il dovere di solidarietà – Napolitano

15.Novembre.2010 · Posted in varie

L’INDEROGABILE DOVERE DI SOLIDARIETÀ NELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO L’APPELLO LANCIATO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO L’importante messaggio perché l’agenda politica e la stessa opinione pubblica italiana tornino a considerare gli impegni di cooperazione internazionale è stato pronunciato in occasione della cerimonia per i 60 anni di fondazione e di attività di Medici con l’Africa ...

L’INDEROGABILE DOVERE DI SOLIDARIETÀ
NELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
L’APPELLO LANCIATO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO

L’importante messaggio perché l’agenda politica e la stessa opinione pubblica italiana tornino a considerare gli impegni di cooperazione internazionale è stato pronunciato in occasione della cerimonia per i 60 anni di fondazione e di attività di Medici con l’Africa Cuamm, svoltasi a Padova giovedì 11 novembre.

Padova, 15/11/2010 – Il richiamo principale è all’Articolo 2 della Costituzione Italiana: «L’imperativo della solidarietà, è uno dei fondamenti della Costituzione repubblicana e quindi del patto che ci lega come italiani. Mi permetto di ricordare che si usa il termine “inderogabili” doveri di solidarietà. Ebbene, dal momento che si è parlato anche di quello che stiamo e non stiamo facendo come Paese, come Stato italiano, come istituzioni, dobbiamo dire che, quanto a bilancio dello Stato per l’Africa, stiamo derogando da quegli “inderogabili” doveri di solidarietà. Questi che non sono solo doveri di solidarietà all’interno della nostra società, ma doveri di solidarietà verso il resto del mondo».

Così si è espresso il Presidente della Repubblica «a proposito del fatto che con un tratto di penna si cancellino stanziamenti, impegni per la cooperazione allo sviluppo, per gli aiuti internazionali» e ha proseguito: «La sola risposta che sono in grado di dare è che oramai c’è una grandissima confusione, un buio, un vuoto di riflessione e di confronto su una questione cruciale: quella delle scelte da compiere e delle priorità da osservare nella destinazione delle risorse pubbliche».

Forte l’invito alla più alta mediazione politica: «Io credo che non dobbiamo né non tagliare niente, né tagliare tutto. L’arte della politica, la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità da parte dei poteri pubblici consiste proprio nel fare delle scelte, nello stabilire delle priorità, nel dire “no, a questo non possiamo rinunciare, non possiamo derogare”, mentre ad altro possiamo rinunciare, possiamo apportare tagli. Ecco, io sento la necessità forte che si superi questo vuoto di riflessione e di confronto su una questione così cruciale».

Serve un rinnovato impegno per un patto di solidarietà con l’Africa: «D’altronde, non si parla forse, di tanto in tanto, sporadicamente, della necessità di provvedere allo sviluppo dell’Africa, provvedere allo sviluppo di Paesi dai quali vengono verso l’Europa schiere di immigrati, cercando in qualche modo una condizione di lavoro più umana o una qualsiasi possibilità di lavoro e di sostegno? Allora sì, in quei casi ne parliamo, ma quali conseguenze ne traiamo? Conseguenze assai labili, deboli; eppure, l’avanzamento economico, sociale e civile dell’Africa e dei Paesi più poveri rappresenta anche un interesse fondamentale di lungo periodo dell’Europa e dei Paesi che si sono finora considerati i più sviluppati».

L’invito è rivolto a tutti: «Quindi, se si vuole fare una politica che non è “a fondo perduto”, ma una politica in grado di raggiungere degli obbiettivi e dei risultati per l’Africa, la si può fare oggi: bisogna crederci, e bisogna lottare perché questa politica prenda corpo, perché decolli».

Napolitano incontra oggi ONG Medici con l’Africa

11.Novembre.2010 · Posted in varie

COMUNICATO STAMPA – Sessant’anni fa nasceva il Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari. Oggi il Cuamm, che ha assunto la nuova denominazione di “Medici con l’Africa Cuamm”, è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Il sessantesimo dalla ...

COMUNICATO STAMPA –

Sessant’anni fa nasceva il Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari. Oggi il Cuamm, che ha assunto la nuova denominazione di “Medici con l’Africa Cuamm”, è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane.
 
Il sessantesimo dalla fondazione sarà ricordato a Padova il prossimo 11 novembre, alla presenza del Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano.

Il Presidente ha così ufficialmente accolto l’invito della città di Padova, presentato lo scorso 16 luglio, durante la speciale udienza riservata alla delegazione padovana, guidata dal sindaco Flavio Zanonato e dal magnifico rettore Giuseppe Zaccaria, accompagnati dal Prefetto e dai vertici della Fondazione Cariparo.
 
Il programma dell’11 novembre:

  • 9.30-10.15, AULA MAGNA DEL BO
    Conferimento della Laurea Honoris Causa in “Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace” a Mons Luigi Mazzucato, direttore di Medici con l’Africa Cuamm dal 1955 al 2008 –
  • 11.00-12.15, CENTRO CULTURALE SAN GAETANO
    “Storia e futuro” – Incontro del Capo dello Stato con Medici con l’Africa Cuamm

 
Intervengono:

  • Flavio Zanonato, sindaco di Padova
  • Mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova
  • Giuseppe Zaccaria, rettore Università di Padova
  • Peter Lochoro, coordinatore dei progetti di Medici con l’Africa Cuamm in Uganda
  • Antonio Finotti, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
  • Don Dante Carraro, direttore Medici con l’Africa Cuamm

 
L’appuntamento continua VENERDÌ 12 NOVEMBRE, alle ore 17,30 con l’inaugurazione della mostra “NeraMadre”, in piazza Cavour a Padova, alla presenza degli autori, Aldo Cibic ed Enrico Bossan.
 
Con la sua presenza, il presidente Napolitano ha voluto pubblicamente riconoscere ciò che Medici con l’Africa Cuamm ha fatto e continua a fare in e con l’Africa, quotidianamente attraverso il lavoro dei suoi volontari che operano in Africa e che aiutano dall’Italia.
 
Sessant’anni sul campo, sessant’anni di fatti e non di parole.

Le uniche usate sono state quelle per avvicinarsi alla gente, aiutarla quando la quotidianità si fa dramma. Mai per autocelebrarsi.

Per questo il momento celebrativo è volutamente concentrato, ampio invece il programma di azioni destinate a far sempre più conoscere la realtà di Medici con l’Africa Cuamm.
 
Un libro che ricostruisce la memoria di 60 anni di cammino, una mostra che offre la possibilità di immergersi nella quotidianità di un impegno che si rinnova, una grande campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per rilanciare sul futuro: a questi tre strumenti principali è affidato il compito di trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni, il fascino e la sfida di una grande storia di servizio a favore degli ultimi.
 
Per approfondimenti: www.mediciconlafrica.org

Gruppo Facebook scrive a Napolitano contro razzismo

13.Gennaio.2010 · Posted in attualità

Alla Presidenza della Repubblica. Il nostro Paese oggi non è quello immaginato, né dagli Italiani del Risorgimento, né dai Partigiani della Resistenza, specialmente quando esso si macchia di gravissime colpe come quella di essere diventato terra di discriminazioni razziali. La Storia italica ha nelle sue stesse radici, più che in ogni altro angolo del mondo, ...

Alla Presidenza della Repubblica.

Il nostro Paese oggi non è quello immaginato, né dagli Italiani del Risorgimento, né dai Partigiani della Resistenza, specialmente quando esso si macchia di gravissime colpe come quella di essere diventato terra di discriminazioni razziali.
La Storia italica ha nelle sue stesse radici, più che in ogni altro angolo del mondo, una componente : la risultante millenaria dell’incontro tra grandi civiltà diverse, che hanno fatto sì che nel nostro stesso patrimonio genetico di abitanti di questa penisola siano inevitabilmente presenti elementi di multietnicità. Persino i nostri stessi caratteri somatici testimoniano questa verità: si provi ad entrare in una qualsiasi aula scolastica frequentata anche da soli cittadini italiani in qualunque regione italiana e si noterà che, a differenza che in paesi anglosassoni, scandinavi, slavi, lì troviamo volti i più diversi : mori, biondi, rossi, castani ; occhi neri, occhi azzurri, pelle scura, pelle olivastra, pelle chiara: sono proprio loro, i nostri figli !

I Padri Costituenti la Repubblica vollero solennemente sancire principi fondamentali che l’art. 3C ci ricorda: . Ma oggi appare così lontana l’osservanza di tali principi che, per quelli, che come noi, ne hanno fatto la loro base etica di vita, l’indignazione ha raggiunto un livello di non più sopportazione.

Nel ricordare che l’Italia ha aderito alle piu’importanti convenzioni internazionali in tema di diritti umani, I cittadini, che si sono raccolti intorno al gruppo titolato : , presente tra le pagine del social network “Facebook”, si rivolgono ad Ella, Signor Presidente della Repubblica, affinchè ci sia un Suo intervento chiaro, nelle vesti di Garate della Carta Costituzionale, inteso a far valere quei principi, a richiamare il governo di questo Paese all’osservanza di quei principi, a sanzionare senza esitazione quelle formazioni partitiche che si sono distinte per atteggiamenti e propositi xenofobi e razzisti.

Noi Le inviamo questa nostra richiesta fiduciosi.

Ci auguriamo quanto prima che vengano presi provvedimenti chiari, intesi a porre un freno a quest’ondata di razzismo nel nostro Paese.

Il nostro gruppo, che non è il solo, ha però anche una precisa posizione che è quella, nel caso di insensibilità a questa nostra richiesta, di procedere a manifestazioni e proteste senza fermarci, intenzionati a condurre un’azione di civile lotta contro ogni forma di discriminazione razziale e ingiustizia sociale nei confronti dei deboli di qualsiasi etnia.

La ringraziamo per l’attenzione.

IL GRUPPO CONTRO IL RAZZISMO:
“NON SONO BIANCO, NON SONO NERO VOGLIO ESSERE A COLORI”