Posts Tagged ‘mutilazioni genitali femminili’

Giornata Contro le Mutilazioni Genitali Femminili

06.Febbraio.2020 · Posted in varie

6 febbraio: Giornata Internazionale Contro le Mutilazioni Genitali Femminili In occasione della Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili, l’Italia conferma il suo forte impegno per la lotta ad ogni forma di violenza contro le donne e le bambine. Si tratta di una delle priorità del nostro attuale mandato in Consiglio Diritti Umani delle Nazioni ...

6 febbraio: Giornata Internazionale Contro le Mutilazioni Genitali Femminili

In occasione della Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili, l’Italia conferma il suo forte impegno per la lotta ad ogni forma di violenza contro le donne e le bambine. Si tratta di una delle priorità del nostro attuale mandato in Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite (2019- 2021).

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Intervista a Osotimehin Babatunde, direttore UNFPA

23.Ottobre.2013 · Posted in attualità

Ex ministro della salute in Nigeria, Osotimehin Babatunde è direttore generale del UNFPA, il fondo della Nazioni Unite per la popolazione. Ieri, 22 ottobre 2013, è stato a Roma per la conferenza internazionale sulle mutilazioni genitali femminili. Quelle che seguono sono le risposte date ad africanews.it via mail. Il direttore del UNFPA ha scelto di ...

Ex ministro della salute in Nigeria, Osotimehin Babatunde è direttore generale del UNFPA, il fondo della Nazioni Unite per la popolazione. Ieri, 22 ottobre 2013, è stato a Roma per la conferenza internazionale sulle mutilazioni genitali femminili.

Babatunde_Osotimehin_at_the_London_Summit_on_Family_Planning

Quelle che seguono sono le risposte date ad africanews.it via mail. Il direttore del UNFPA ha scelto di non rispondere a due domande, riportate qui sotto, giudicandole “personali”.

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MGF: far applicare risoluzione Onu – Bonino

23.Ottobre.2013 · Posted in attualità

La base da cui partire è la risoluzione Onu 67/146, approvata nel dicembre del 2012. L’obiettivo è rendere vigente e omogenea la sua applicazione, ponendo così fine all’orribile pratica delle mutilazioni genitali femminili (Mgf). Sono questi i due grandi pilastri entro i quali va inquadrata la conferenza internazionale “Action to achieve commitments in UNGA Resolution ...

La base da cui partire è la risoluzione Onu 67/146, approvata nel dicembre del 2012. L’obiettivo è rendere vigente e omogenea la sua applicazione, ponendo così fine all’orribile pratica delle mutilazioni genitali femminili (Mgf).

Sono questi i due grandi pilastri entro i quali va inquadrata la conferenza internazionale “Action to achieve commitments in UNGA Resolution 67/146. Intensifyng global efforts for the elimination of female genital mutilations” organizzata a Roma dall’United Nations Population Fund (UNFPA) in collaborazione con il Ministero degli Esteri, l’United Nations International Children Emergency Fund (UNICEF) e l’Associazione Italiana donne per lo sviluppo (Aidos). E ad aprire la conferenza è stato proprio il capo della diplomazia italiana, Emma Bonino, da anni in prima linea per il bando delle mutilazioni genitali femminili. “La risoluzione dà un messaggio globale che ora dobbiamo applicare”, è stato l’invito lanciato dal Ministro dall’Auditorium Parco della Musica, che ospita l’iniziativa.

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MGF: conferenza a Roma

23.Ottobre.2013 · Posted in attualità

Le organizzazioni internazionali, UNFPA, UNICEF, AIDOS, insieme al Ministero degli Esteri sono state protagoniste della Conferenza internazionale dal titolo “Action to achieve commitments in UNGA Resolution 67/146. Intensifying global efforts for the elimination of female genital mutilations“, tenutasi all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 22 ottobre. ...

Le organizzazioni internazionali, UNFPA, UNICEF, AIDOS, insieme al Ministero degli Esteri sono state protagoniste della Conferenza internazionale dal titolo “Action to achieve commitments in UNGA Resolution 67/146. Intensifying global efforts for the elimination of female genital mutilations“, tenutasi all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 22 ottobre.

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L’impegno italiano sulle mutilazioni genitali femminili

06.Febbraio.2013 · Posted in varie

LE RADICI DELL’IMPEGNO ITALIANO L’impegno per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili (MGF) è centrale nell’azione internazionale condotta dall’Italia. Sin dal 2004, l’Italia si è attivamente impegnata alle Nazioni Unite per perseguire l’obiettivo dell’eliminazione dell’orrenda pratica, profondamente lesiva della dignità della donna. Nel 2006, il Parlamento ha varato una Legge, la n. 7 ...

LE RADICI DELL’IMPEGNO ITALIANO

L’impegno per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili (MGF) è centrale nell’azione internazionale condotta dall’Italia.

Sin dal 2004, l’Italia si è attivamente impegnata alle Nazioni Unite per perseguire l’obiettivo dell’eliminazione dell’orrenda pratica, profondamente lesiva della dignità della donna. Nel 2006, il Parlamento ha varato una Legge, la n. 7 di quell’anno, che il Segretario Generale dell’ONU ha citato a titolo di esempio come strumento normativo fra i più avanzati al mondo. Riguarda “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”, e costituisce una Legge di vasta portata, che non solo proibisce le mutilazioni genitali attraverso la creazione di una fattispecie penale ad hoc, ma prevede anche una serie di misure preventive e di servizi di assistenza alle vittime di tale pratica.

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Mutilazioni: Belloni incontra attiviste africane

17.Febbraio.2011 · Posted in varie

Il direttore generale della cooperazione italiana, Elisabetta Belloni, ha incontrato oggi sette attiviste africane per fare il punto sul contrasto alle mutilazioni genitali femminili. ...

Una risoluzione per il bando universale delle mutilazioni genitali femminili è un obiettivo che si può perseguire “con buona prospettiva” alla prossima assemblea generale dell’Onu, il prossimo settembre. Lo ha affermato il direttore generale della Cooperazione Italiana, Elisabetta Belloni, che oggi alla Farnesina ha incontrato sette attiviste africane per fare il punto sulle politiche di contrasto al fenomeno. “Anche se falliamo nei tempi previsti, questa battaglia nel lungo termine sarà vinta”, ha assicurato poi.

Bandire le mutilazioni genitali femminili, ha spiegato il capo della Cooperazione, è un “affare di diritti umani e non di religione o medicina”.

Inoltre, è necessaria “una sempre maggiore ownership africana” sul dossier e cioè che sia uno dei paesi coinvolti nella battaglia a farsi promotore della risoluzione. Con il bando dell’Onu, hanno spiegato le attiviste africane (Senegal, Burkina Faso, Mali, Camerun, Sierra Leone, Guinea), i loro Paesi saranno praticamente costretti ad emanare delle leggi restrittive in materia, per sentirsi a pieno titolo membri della comunità internazionale.

I Ministeri degli Esteri e delle Pari Opportunità sono impegnati da tempo in una campagna di educazione e sensibilizzazione su una pratica che colpisce almeno ottomila bambine al giorno. Le attività istituzionali si arricchiscono della collaborazione della società civile.

Ultima, in ordine di tempo, è una raccolta firme on-line promossa dalla ong ‘Non c’è pace senza giustizia’, che ha già registrato 17.000 adesioni in una settimana.

Fonte: comunicato stampa esteri.it

Kenya: Italia sostiene campagna anti mutilazioni femminili

25.Novembre.2010 · Posted in attualità

Il 25 novembre è stato scelto come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e la Cooperazione Italiana in Kenya si associa alla campagna contro le mutilazioni genitali femminili lanciata dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna e dalla vice presidente del Senato Emma Bonino – e coordinata dalla ONG AIDOS. Dal ...

Il 25 novembre è stato scelto come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e la Cooperazione Italiana in Kenya si associa alla campagna contro le mutilazioni genitali femminili lanciata dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna e dalla vice presidente del Senato Emma Bonino – e coordinata dalla ONG AIDOS.

Dal 20 al 23 novembre l’Utl di Nairobi ha organizzato quattro seminari sul tema della salute riproduttiva con un focus specifico sulle mutilazioni genitali.

I seminari si sono tenuti a Eastleigh, il quartiere di Nairobi dove vivono oltre 40mila rifugiati dalla Somalia, paese dove i casi di infibulazione sulle bambine tocca punte del 98%.

I seminari sono stati condotti da una ONG della diaspora somala, Dialogue Forening, e da AMWICK che da anni lavora con AIDOS sul tema delle FGM in Kenya.

I partecipanti sono stati oltre 130, in prevalenza uomini.

L’approccio “maschile” è parte della metodologia di DF che si occupa di educazione di genere agli uomini.

L’affluenza maggiore si è avuta dai capi religiosi (gli Imam), insegnanti e personale medico delle cliniche private di Eastleigh, giovani di varie associazioni e donne di differente età appartenenti a varie categorie e giornalisti di radio locali.

Sono stati affrontati temi come: i falsi miti sulle FGM, le implicazioni delle FGM sulla salute pubblica, gli effetti nefasti dell’infibulazione, diritti delle donne e riferimenti sulla legislazione in materia di FGM in Kenya.

I primi di novembre l’UTL ha organizzato una conferenza che ha riunito 40 organizzazioni femminili dalla Somalia e donne della Diaspora americana ed europea allo scopo di combinare una strategia comune per difendere il ruolo e i diritti delle donne nella nuova Costituzione somala.

L’obiettivo della Conferenza è stato anche quello di rafforzare la piattaforma internazionale per l’eradicazione delle mutilazioni genitali femminili, formata da donne della Somali Women Agenda e varie associazioni della diaspora somala in Europa, e di fare lobby sulla Commissione indipendente che si sta occupando della scrittura della nuova costituzione per inserire degli articoli che equiparino i diritti delle donne a quelli degli uomini, che proteggano le donne da ogni forma di violenza e soprattutto che bandiscano le FGM.

La conferenza ha dato l’occasione alle donne della Somalia di discutere delle violenze di genere e di identificare i gap esistenti nel supporto alle donne in Somalia.

Fonte: esteri.it