Posts Tagged ‘msf’

Burundi: MSF soccorre 60 feriti

17.Febbraio.2016 · Posted in attualità

Lo scorso lunedì mattina, Medici Senza Frontiere ha soccorso più di 60 persone dopo l’esplosione di granate in diverse zone della capitale Bujumbura, in Burundi. “Abbiamo ricevuto tante persone, tra cui donne e bambini, con traumi e fratture aperte, ferite alla testa e tagli. È la seconda volta in meno di una settimana che riceviamo ...

Lo scorso lunedì mattina, Medici Senza Frontiere ha soccorso più di 60 persone dopo l’esplosione di granate in diverse zone della capitale Bujumbura, in Burundi.

Abbiamo ricevuto tante persone, tra cui donne e bambini, con traumi e fratture aperte, ferite alla testa e tagli. È la seconda volta in meno di una settimana che riceviamo così tanti feriti presso il nostro centro traumatologico”, spiega Efstathios Kyrousis, capo missione di MSF in Burundi. Le granate sono esplose in diverse zone della città, soprattutto nelle aree di mercato, e hanno provocato due morti.

Un intervento chirurgico presso il centro traumatologico di MSF a Bujumbura, Burundi. Il chirurgo sta operando una ragazza ferita allo stomaco da una pallottola vagante

Un intervento chirurgico presso il centro traumatologico di MSF a Bujumbura, Burundi. Il chirurgo sta operando una ragazza ferita allo stomaco da una pallottola vagante

(altro…)

SUD SUDAN: urge più assistenza e protezione per la popolazione intrappolata nella violenza

25.Dicembre.2015 · Posted in attualità

SUD SUDAN: urge più assistenza e protezione per la popolazione intrappolata nella violenza MSF: dopo due anni di combattimenti, nello stato di Unity una crisi umanitaria con tassi di malnutrizione allarmanti Roma, 15 dicembre 2015 – A dicembre di due anni fa scoppiava il conflitto in Sud Sudan e i combattimenti iniziati nella capitale Juba ...

SUD SUDAN: urge più assistenza e protezione per la popolazione intrappolata nella violenza

MSF: dopo due anni di combattimenti, nello stato di Unity una crisi umanitaria con tassi di malnutrizione allarmanti

© Foto di MSF

© Foto di MSF

Roma, 15 dicembre 2015 – A dicembre di due anni fa scoppiava il conflitto in Sud Sudan e i combattimenti iniziati nella capitale Juba si diffondevano rapidamente in tutto il paese. Lo Stato più colpito dalle violenze è però quello di Unity – nel nord del Paese, al confine col Sudan – dove la popolazione civile vive in condizioni terribili, i tassi di malnutrizione sono allarmanti e la necessità di accesso alle cure mediche non è mai stata così urgente. In occasione di questo triste anniversario, Medici Senza Frontiere (MSF) chiede il rispetto della popolazione civile e un aumento urgente della risposta umanitaria internazionale.

© Foto di Anna Surinyach/MSF

© Foto di Anna Surinyach/MSF

(altro…)

Ebola, fine dell’epidemia in Sierra Leone – MSF

09.Novembre.2015 · Posted in attualità

Ebola, fine dell’epidemia in Sierra Leone ma i sopravvissuti hanno enormi problemi di accesso alle cure.  Finché il virus sarà presente in Guinea non si potrà abbassare la guardia Roma, 7 novembre 2015 – Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato la fine dell’epidemia di Ebola in Sierra Leone ma nella vicina Guinea le ...

Ebola, fine dell’epidemia in Sierra Leone
ma i sopravvissuti hanno enormi problemi di accesso alle cure. 

Finché il virus sarà presente in Guinea non si potrà abbassare la guardia

Roma, 7 novembre 2015 – Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato la fine dell’epidemia di Ebola in Sierra Leone ma nella vicina Guinea le persone continuano a essere infettate da una malattia che ha provocato la morte di più di 11.000 persone in Africa occidentale.  (altro…)

Sud Sudan: Picco di malaria a Bentiu

02.Ottobre.2015 · Posted in attualità

Sud Sudan: Picco di malaria a Bentiu. Fino a 4.000 casi a settimana, 43 volte i numeri di inizio anno ...

Sud Sudan: Picco di malaria a Bentiu.
Fino a 4.000 casi a settimana, 43 volte i numeri di inizio anno

I nuovi arrivati attendono di essere registrati presso il PoC di Bentiu. Sono le condizioni di insicurezza, i combattimenti continui e la mancanza di cibo a spingere le persone a trasferirsi qui. Foto di Brendan Bannon. Bentiu, Sud Sudan. Settembre 2015.

I nuovi arrivati attendono di essere registrati presso il PoC di Bentiu. Sono le condizioni di insicurezza, i combattimenti continui e la mancanza di cibo a spingere le persone a trasferirsi qui. Foto di Brendan Bannon. Bentiu, Sud Sudan. Settembre 2015.

(altro…)

NAUFRAGIO, MSF: ENNESIMA TRAGEDIA IN MARE

06.Agosto.2015 · Posted in extrafrica

NAUFRAGIO, MSF: ENNESIMA TRAGEDIA IN MARE, AUMENTARE SUBITO CAPACITA’ DI RICERCA E SOCCORSO NEL MEDITERRANEO Mercoledì 5 agosto – L’ennesima tragedia nel Mediterraneo, in cui centinaia di persone sono annegate dopo il capovolgimento di un barcone che portava circa 600 persone, evidenzia la grave carenza di un adeguato sistema di ricerca e soccorso in mare. ...

NAUFRAGIO, MSF: ENNESIMA TRAGEDIA IN MARE, AUMENTARE SUBITO CAPACITA’ DI RICERCA E SOCCORSO NEL MEDITERRANEO

Mercoledì 5 agosto – L’ennesima tragedia nel Mediterraneo, in cui centinaia di persone sono annegate dopo il capovolgimento di un barcone che portava circa 600 persone, evidenzia la grave carenza di un adeguato sistema di ricerca e soccorso in mare. Lo afferma l’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF), che oggi ha partecipato ai soccorsi.

(altro…)

MSF sulla crisi umanitaria in Europa

23.Giugno.2015 · Posted in punto di vista

LA VERGOGNOSA INAZIONE DEI GOVERNI E’ LA CAUSA DELLA CRISI UMANITARIA SUL CONTINENTE EUROPEO  L’appello di MSF alla vigilia del Consiglio Europeo sulla migrazione, 25-26 giugno ...

LA VERGOGNOSA INAZIONE DEI GOVERNI E’ LA CAUSA DELLA CRISI UMANITARIA SUL CONTINENTE EUROPEO 

L’appello di MSF alla vigilia del Consiglio Europeo sulla migrazione, 25-26 giugno

(altro…)

Sudan: MSF chiude per accesso negato

29.Gennaio.2015 · Posted in varie

SUDAN: IL GOVERNO NEGA L’ACCESSO. SEZIONE MSF COSTRETTA A CHIUDERE LE ATTIVITA’     Bruxelles/Roma, 29 gennaio 2015 – Poiché le autorità sudanesi hanno sistematicamente impedito l’accesso alle persone bloccate nelle aree del conflitto, il centro operativo di Medici Senza Frontiere (MSF) basato a Bruxelles ha annunciato oggi di non poter più raggiungere le comunità ...

SUDAN: IL GOVERNO NEGA L’ACCESSO.
SEZIONE MSF COSTRETTA A CHIUDERE LE ATTIVITA’

 
 
Bruxelles/Roma, 29 gennaio 2015 – Poiché le autorità sudanesi hanno sistematicamente impedito l’accesso alle persone bloccate nelle aree del conflitto, il centro operativo di Medici Senza Frontiere (MSF) basato a Bruxelles ha annunciato oggi di non poter più raggiungere le comunità che hanno maggiore necessità e di essere quindi costretto a chiudere le proprie attività nel paese.

(altro…)

Sudan: bombardato ospedale di MSF

24.Gennaio.2015 · Posted in attualità

SUDAN: BOMBARDATO OSPEDALE DI MSF. ATTO DELIBERATO PER COLPIRE LA COMUNITA’   New York/Parigi/Roma, 23 gennaio 2015 – Un ospedale gestito dall’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) in Sudan è stato colpito in modo mirato da un bombardamento aereo, martedì 20 gennaio, con conseguente arresto delle attività mediche.   ...

SUDAN: BOMBARDATO OSPEDALE DI MSF. ATTO DELIBERATO PER COLPIRE LA COMUNITA’
 
New York/Parigi/Roma, 23 gennaio 2015 – Un ospedale gestito dall’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) in Sudan è stato colpito in modo mirato da un bombardamento aereo, martedì 20 gennaio, con conseguente arresto delle attività mediche.
  (altro…)

Libia: MSF invia lettera a leader europei sui migranti

19.Maggio.2011 · Posted in attualità

Lettera aperta di Medici senza frontiere che chiede ai leader europei di non chiudere le porte a chi fugge dalla guerra in Libia e cerca riparo in Europa. ...

LETTERA APERTA A SILVIO BERLUSCONI E AGLI ALTRI LEADER EUROPEI

L’Europa deve accogliere le persone in fuga dalla Libia

MSF critica l’inconsistenza dell’Europa che proclama di proteggere i civili impegnandosi in una guerra mentre chiude le sue frontiere a chi fugge dal conflitto

Parigi/Roma, 19 maggio 2011 – Una lettera aperta di Medici Senza Frontiere è stata pubblicata oggi su 13 quotidiani europei* e inviata ai leader degli Stati membri dell’Unione Europea impegnati nella guerra in Libia.

Nella lettera, l’organizzazione medico umanitaria critica la politica contraddittoria europea, che da un lato proclama di condurre una guerra per proteggere i civili e dall’altro chiude le sue frontiere alle vittime della guerra stessa, con il pretesto di prevenire un afflusso massiccio di immigrati irregolari.

“Gli Stati europei impegnati nella guerra in Libia si stanno sottraendo ai loro obblighi, legali e morali, e stanno dimenticando le vittime della guerra di cui sono parte,” afferma Konstantinos Moschochoritis, Direttore generale di Medici Senza Frontiere Italia.

“Le parole e le azioni dei nostri leader, presentate nella logica della lotta all’immigrazione clandestina, attualmente restringono l’accesso in Europa delle vittime della guerra. Questo cinismo politico è vergognoso.”

MSF enfatizza la discrepanza tra l’accoglienza offerta da Tunisia ed Egitto, che hanno già accolto oltre 630.000 persone in fuga dalla Libia, e quella offerta dagli Stati europei che hanno voltato le spalle alle persone che attraversano il Mediterraneo rischiando le loro vite per raggiungere l’Europa.

“Le persone che stiamo vedendo a Lampedusa ci raccontano delle violenze e delle minacce che hanno subito in Libia: alcuni sono stati picchiati, altri hanno visto i propri familiari morire davanti ai loro occhi”, dichiara Loris De Filippi, Direttore delle operazioni di MSF.

“Arrivano esausti, spesso in stato di ipotermia, dopo aver viaggiato per diverse ore, rischiando la vita. Quello che trovano quando raggiungono l’Europa sono condizioni di accoglienza inaccettabili e totale incertezza sul loro futuro”.

La lettera aperta evidenzia anche l’obbligo legale di proteggere i diritti delle vittime di guerra “garantendo il loro non-respingimento dalle acque e dal territorio europei verso zone di guerra e assicurando che esse siano accolte adeguatamente in Europa e abbiano accesso alle procedure di asilo quando richiesto”.

Il testo integrale della lettera è disponibile al seguente link.

 

Fonte: comunicato MSF

Italia migliori le condizioni dei migranti – Msf

03.Maggio.2011 · Posted in varie

MSF pubblica oggi il documento dal titolo “In cerca di salvezza. La sofferenza nascosta. Le testimonianze dei migranti sbarcati in Italia”.

Il documento è composto dalle testimonianze dei migranti e dei rifugiati arrivati in Italia che raccontano la situazione di totale insicurezza in Nord Africa dove hanno cercato ogni mezzo per sopravvivere. ...

MSF pubblica oggi il documento dal titolo “In cerca di salvezza. La sofferenza nascosta. Le testimonianze dei migranti sbarcati in Italia”.

Il documento è composto dalle testimonianze dei migranti e dei rifugiati arrivati in Italia che raccontano la situazione di totale insicurezza in Nord Africa dove hanno cercato ogni mezzo per sopravvivere.

L’Italia migliori le condizioni di rifugiati,
richiedenti asilo e migranti in fuga dal Nord Africa

In un documento di MSF le testimonianze dei migranti

Roma/Bruxelles, 3 maggio 2011 – Lo scorso fine settimana un totale di 12 imbarcazioni con 2.665 rifugiati, richiedenti asilo e migranti è approdato in Italia, mentre altre 715 persone sono state salvate da una barca in avaria nel canale di Sicilia. I tre quarti di questi mezzi trasportavano persone in fuga dal conflitto in Libia. La risposta che le autorità italiane hanno messo in campo per accoglierle è stata del tutto inadeguata e ciò ha ulteriormente aggravato la loro sofferenza.

L’organizzazione medico-umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) ribadisce alle autorità italiane di migliorare le condizioni di accoglienza per i nuovi arrivati, in particolare per i più vulnerabili: le donne e i bambini, i minori non accompagnati e le persone che sono state vittime di violenza.

“Sebbene sia risaputo che il numero di imbarcazioni che arrivano aumentino con il sopraggiungere dell’estate e che adesso la guerra in Libia costringa molte migliaia di migranti alla fuga, le autorità italiane continuano a fornire una risposta limitata e inadeguata”, dichiara Rolando Magnano, Capomissione di MSF per i progetti sull’immigrazione in Italia.

“Lo scorso fine settimana le autorità non avevano nemmeno coperte né quantità di acqua a sufficienza per le persone arrivate in ipotermia o sotto schock. Centinaia di persone sono state costrette a dormire all’aperto, mentre altre nei centri sovraffollati, dove utilizzavano materassi sporchi, non c’erano abbastanza asciugamani, coperte o sapone. Tutto ciò è inaccettabile”.

Questi nuovi arrivi dello scorso fine settimana si sono aggiunti alle 27.000 persone che hanno già raggiunto l’Italia via mare quest’anno.

Molti migranti sono stati spinti ad avventurarsi in un pericoloso viaggio in mare a seguito delle ribellioni e della violenza esplose nel dicembre 2010 in Nord Africa. La maggior parte delle persone arrivate nei primi mesi del 2011 erano tunisine, ma il numero di coloro che fuggono dalla Libia sta aumentando sempre di più, come dimostra lo sbarco del 19 aprile, il più grande per il numero di migranti stipati nella stessa imbarcazione mai avvenuto sull’isola di Lampedusa.

La maggior parte delle persone che giungono dalla Libia sono originarie di Somalia, Eritrea, Sudan e Nigeria: molte sono già fuggite dalla violenza nei loro rispettivi paesi, prima ancora di scappare dalle disumane condizioni di detenzione o dall’estrema violenza presente in Libia.

“Coloro che arrivano dalla Libia raccontano delle violenze e delle minacce che hanno subito, ad alcuni è stato sparato, altri sono stati picchiati o hanno visto con i propri occhi i loro amici morire”, aggiunge Rolando Magnano.

“Altre persone ci raccontano delle tremende condizioni di detenzione presenti là, come nel caso di 65 persone trattenute in una piccola stanza di 40 metri quadrati per un mese con pochissima acqua a disposizione. Altre ancora, hanno visto affogare i loro parenti mentre affrontavano il pericoloso viaggio in mare per raggiungere l’Italia. Tuttavia, una volta che arrivano qui la sofferenza semplicemente continua. Aumentano ansia e depressione e alcune donne raccontano di aver troppa paura per dormire, per cambiarsi i vestiti o persino andare in bagno, perché non vengono separate dagli uomini in modo adeguato”.

Nei giorni scorsi 1200 migranti erano stipati nel CSPA (Centro di Soccorso e Prima Accoglienza) di Lampedusa, che può accoglierne solo 800.

Di solito, dopo aver trascorso qualche giorno a Lampedusa, i migranti e i rifugiati sono poi trasferiti nelle nuove strutture di accoglienza italiane, come a Cinisi, Manduria, Caltanissetta e Mineo. Secondo quanto prevedono gli standard europei, l’Italia ha il dovere di fornire ai richiedenti asilo che hanno subito violenza un trattamento prioritario e adatto ai loro bisogni, inclusa l’assistenza medica e il supporto in salute mentale.

Attualmente queste misure sono del tutto inadeguate. Inoltre, la separazione fra donne e uomini è insufficiente e i migranti ricevono scarse informazioni sui loro diritti e sulle procedure legali.

A ciò si aggiunge il fatto che i bambini e i minori non accompagnati sono trattenuti in centri chiusi simili a “carceri”, il che non giova affatto alle condizioni di un minore. Una prima valutazione in merito alla salute mentale compiuta da MSF nei centri di accoglienza nel mese di aprile, evidenzia nei migranti il rischio di una consistente ansia, depressione e disperazione, uno stato a cui contribuiscono in parte anche le condizioni inaccettabili e di totale incertezza che stanno affrontando.

“Mentre in Europa continuano le discussioni politiche sul futuro dei migranti dei rifugiati, proseguiranno gli sbarchi e le persone continueranno a soffrire inutilmente. A questo punto l’Italia deve assolutamente fare un passo avanti ed assumersi la responsabilità di garantire condizioni di accoglienza adeguate e umane a tutte quelle persone che arrivano esauste sulle nostre coste”, dichiara Loris De Filippi, Direttore delle Operazioni di MSF.

MSF ha cominciato a fornire assistenza medica e supporto mentale in Italia a migranti, rifugiati e richiedenti asilo nel 1999, in risposta alla crisi del Kosovo. Dal 2002 al 2009 MSF ha lavorato a Lampedusa e in Sicilia, entrambi punti di approdo per i migranti.

Da febbraio 2011 MSF è intervenuta per garantire il triage medico dei pazienti nel porto di Lampedusa e per seguire il loro stato di salute nei centri di accoglienza dell’isola. Da febbraio MSF ha effettuato oltre 1300 visite mediche e ha distribuito 4.500 kits igienico-sanitari e lenzuola e ha prestato assistenza a 17.000 migranti sbarcati (più di 500 donne e più di 300 bambini).

Soltanto nello scorso fine settimana MSF ha distribuito 1000 coperte e 900 bottiglie d’acqua (450 litri in totale).

 

Fonte: comunicato stampa Medici senza frontiere