Posts Tagged ‘italia’

Nato continua in Libia mentre Italia chiede una pausa

23.Giugno.2011 · Posted in attualità

La NATO ha ribadito oggi di voler continuare i bombardamenti in Libia nonostante la richiesta dell’Italia, uno stato membro, di fermare le ostilità per permettere l’arrivo di aiuti umanitari dato l’aumentato numero di vittime civili. ...

La NATO ha ribadito oggi di voler continuare i bombardamenti in Libia nonostante la richiesta dell’Italia, uno stato membro, di fermare le ostilità per permettere l’arrivo di aiuti umanitari dato l’aumentato numero di vittime civili. (altro…)

Italia cancella debito Repubblica Dem. Congo

06.Giugno.2011 · Posted in Featured

L’Italia ha annullato la totalità del debito congolese per sostenere lo sviluppo economico del Paese africano. ...

L’Italia ha annullato la totalità del debito congolese per sostenere lo sviluppo economico del Paese africano. (altro…)

Italia migliori le condizioni dei migranti – Msf

03.Maggio.2011 · Posted in varie

MSF pubblica oggi il documento dal titolo “In cerca di salvezza. La sofferenza nascosta. Le testimonianze dei migranti sbarcati in Italia”.

Il documento è composto dalle testimonianze dei migranti e dei rifugiati arrivati in Italia che raccontano la situazione di totale insicurezza in Nord Africa dove hanno cercato ogni mezzo per sopravvivere. ...

MSF pubblica oggi il documento dal titolo “In cerca di salvezza. La sofferenza nascosta. Le testimonianze dei migranti sbarcati in Italia”.

Il documento è composto dalle testimonianze dei migranti e dei rifugiati arrivati in Italia che raccontano la situazione di totale insicurezza in Nord Africa dove hanno cercato ogni mezzo per sopravvivere.

L’Italia migliori le condizioni di rifugiati,
richiedenti asilo e migranti in fuga dal Nord Africa

In un documento di MSF le testimonianze dei migranti

Roma/Bruxelles, 3 maggio 2011 – Lo scorso fine settimana un totale di 12 imbarcazioni con 2.665 rifugiati, richiedenti asilo e migranti è approdato in Italia, mentre altre 715 persone sono state salvate da una barca in avaria nel canale di Sicilia. I tre quarti di questi mezzi trasportavano persone in fuga dal conflitto in Libia. La risposta che le autorità italiane hanno messo in campo per accoglierle è stata del tutto inadeguata e ciò ha ulteriormente aggravato la loro sofferenza.

L’organizzazione medico-umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) ribadisce alle autorità italiane di migliorare le condizioni di accoglienza per i nuovi arrivati, in particolare per i più vulnerabili: le donne e i bambini, i minori non accompagnati e le persone che sono state vittime di violenza.

“Sebbene sia risaputo che il numero di imbarcazioni che arrivano aumentino con il sopraggiungere dell’estate e che adesso la guerra in Libia costringa molte migliaia di migranti alla fuga, le autorità italiane continuano a fornire una risposta limitata e inadeguata”, dichiara Rolando Magnano, Capomissione di MSF per i progetti sull’immigrazione in Italia.

“Lo scorso fine settimana le autorità non avevano nemmeno coperte né quantità di acqua a sufficienza per le persone arrivate in ipotermia o sotto schock. Centinaia di persone sono state costrette a dormire all’aperto, mentre altre nei centri sovraffollati, dove utilizzavano materassi sporchi, non c’erano abbastanza asciugamani, coperte o sapone. Tutto ciò è inaccettabile”.

Questi nuovi arrivi dello scorso fine settimana si sono aggiunti alle 27.000 persone che hanno già raggiunto l’Italia via mare quest’anno.

Molti migranti sono stati spinti ad avventurarsi in un pericoloso viaggio in mare a seguito delle ribellioni e della violenza esplose nel dicembre 2010 in Nord Africa. La maggior parte delle persone arrivate nei primi mesi del 2011 erano tunisine, ma il numero di coloro che fuggono dalla Libia sta aumentando sempre di più, come dimostra lo sbarco del 19 aprile, il più grande per il numero di migranti stipati nella stessa imbarcazione mai avvenuto sull’isola di Lampedusa.

La maggior parte delle persone che giungono dalla Libia sono originarie di Somalia, Eritrea, Sudan e Nigeria: molte sono già fuggite dalla violenza nei loro rispettivi paesi, prima ancora di scappare dalle disumane condizioni di detenzione o dall’estrema violenza presente in Libia.

“Coloro che arrivano dalla Libia raccontano delle violenze e delle minacce che hanno subito, ad alcuni è stato sparato, altri sono stati picchiati o hanno visto con i propri occhi i loro amici morire”, aggiunge Rolando Magnano.

“Altre persone ci raccontano delle tremende condizioni di detenzione presenti là, come nel caso di 65 persone trattenute in una piccola stanza di 40 metri quadrati per un mese con pochissima acqua a disposizione. Altre ancora, hanno visto affogare i loro parenti mentre affrontavano il pericoloso viaggio in mare per raggiungere l’Italia. Tuttavia, una volta che arrivano qui la sofferenza semplicemente continua. Aumentano ansia e depressione e alcune donne raccontano di aver troppa paura per dormire, per cambiarsi i vestiti o persino andare in bagno, perché non vengono separate dagli uomini in modo adeguato”.

Nei giorni scorsi 1200 migranti erano stipati nel CSPA (Centro di Soccorso e Prima Accoglienza) di Lampedusa, che può accoglierne solo 800.

Di solito, dopo aver trascorso qualche giorno a Lampedusa, i migranti e i rifugiati sono poi trasferiti nelle nuove strutture di accoglienza italiane, come a Cinisi, Manduria, Caltanissetta e Mineo. Secondo quanto prevedono gli standard europei, l’Italia ha il dovere di fornire ai richiedenti asilo che hanno subito violenza un trattamento prioritario e adatto ai loro bisogni, inclusa l’assistenza medica e il supporto in salute mentale.

Attualmente queste misure sono del tutto inadeguate. Inoltre, la separazione fra donne e uomini è insufficiente e i migranti ricevono scarse informazioni sui loro diritti e sulle procedure legali.

A ciò si aggiunge il fatto che i bambini e i minori non accompagnati sono trattenuti in centri chiusi simili a “carceri”, il che non giova affatto alle condizioni di un minore. Una prima valutazione in merito alla salute mentale compiuta da MSF nei centri di accoglienza nel mese di aprile, evidenzia nei migranti il rischio di una consistente ansia, depressione e disperazione, uno stato a cui contribuiscono in parte anche le condizioni inaccettabili e di totale incertezza che stanno affrontando.

“Mentre in Europa continuano le discussioni politiche sul futuro dei migranti dei rifugiati, proseguiranno gli sbarchi e le persone continueranno a soffrire inutilmente. A questo punto l’Italia deve assolutamente fare un passo avanti ed assumersi la responsabilità di garantire condizioni di accoglienza adeguate e umane a tutte quelle persone che arrivano esauste sulle nostre coste”, dichiara Loris De Filippi, Direttore delle Operazioni di MSF.

MSF ha cominciato a fornire assistenza medica e supporto mentale in Italia a migranti, rifugiati e richiedenti asilo nel 1999, in risposta alla crisi del Kosovo. Dal 2002 al 2009 MSF ha lavorato a Lampedusa e in Sicilia, entrambi punti di approdo per i migranti.

Da febbraio 2011 MSF è intervenuta per garantire il triage medico dei pazienti nel porto di Lampedusa e per seguire il loro stato di salute nei centri di accoglienza dell’isola. Da febbraio MSF ha effettuato oltre 1300 visite mediche e ha distribuito 4.500 kits igienico-sanitari e lenzuola e ha prestato assistenza a 17.000 migranti sbarcati (più di 500 donne e più di 300 bambini).

Soltanto nello scorso fine settimana MSF ha distribuito 1000 coperte e 900 bottiglie d’acqua (450 litri in totale).

 

Fonte: comunicato stampa Medici senza frontiere

Nord Africa: in calo scambi commerciali con Italia

09.Aprile.2011 · Posted in economia

In calo gli scambi commerciali dell'Italia con i paesi del nord Africa. ...

Le rivolte popolari esplose in quasi tutti i paesi del nord Africa, con la sola eccezione del Marocco e dell’Algeria, porteranno ad un calo dell’export italiano in questi paesi.

Nel 2011 s’interromperà il trend di crescita degli scambi commerciali che aveva portato l’Italia a diventare uno dei più importanti partner commerciali dei paesi del nord Africa.

Alcuni dati serviranno a comprendere le dimensioni delle perdite che subiranno le imprese esportatrici italiane in nord Africa.

Nel corso del 2010 le esportazioni italiane verso la Tunisia erano aumentate del 30% facendo dell’Italia il secondo partner commerciale della Tunisia dopo la Francia.

L’Algeria, tradizionale esportatore di gas, nel 2010 ha avuto l’Italia quale terzo partner commerciale dopo Francia e Cina.

C’è preoccupazione per gli investimenti italiani in Egitto riguardanti principalmente i settori dell’agro-alimentare, della meccanica e del tessile-abbigliamento. L’Italia riveste l’importante ruolo di primo partner commerciale europeo dell’Egitto e il secondo considerando gli scambi globali dopo gli Stati Uniti.

Nel 2010 l’Italia aveva consolidato il ruolo di primo partner commerciale della Libia con il 20 per cento delle importazioni libiche.

La guerra civile che insanguina la Libia ha portato ad un quasi totale stallo delle attività economiche con pesanti ripercussioni sulle imprese italiane operanti nel paese nordafricano.

In questo quadro poco confortante, si segnala, per mancanza di acume e totale cecità, la politica xenofoba della Lega incurante del fatto che le principali imprese esportatrici italiane in nord Africa si trovano nei territori del nord Italia.

 

di Carmelo Panassiti

Foto: JacobEnosAndres RuedaUS Army AfricaPicasMimmoBen Piven,

Libia: Frattini riferisce oggi in Senato-esteri.it

23.Marzo.2011 · Posted in attualità

La Nato scende in campo dopo l’accordo politico tra Usa, Francia, e Gran Bretagna in sintonia con la posizione dell’Italia ed ora i rappresentanti dei 28 Stati membri dell’Alleanza sono riuniti a Bruxelles per “tradurre” l’indicazione in un nuovo schema operativo di comando. ...

La Nato scende in campo dopo l’accordo politico tra Usa, Francia, e Gran Bretagna in sintonia con la posizione dell’Italia ed ora i rappresentanti dei 28 Stati membri dell’Alleanza sono riuniti a Bruxelles per “tradurre” l’indicazione in un nuovo schema operativo di comando.

Intanto in Parlamento, oggi al Senato, domani alla Camera, il governo attraverso gli interventi dei ministri Franco Frattini e Ignazio La Russa illustrerà la posizione dell’Italia quale Paese che, a pieno titolo, partecipa alla coalizione internazionale chiamata ad operare per il rispetto della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il Segretario Generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen ha detto che il Consiglio Atlantico ha stabilito che la NATO farà rispettare l’embargo sulle armi alla Libia previsto dalla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Ed ha aggiunto che sono stati completati anche i piani per un eventuale coinvolgimento della NATO nel rispetto della “no-fly zone”. Tutti gli alleati – ha affermato Rasmussen – si sono impegnati per assumersi le loro responsabilità come previsto dalla risoluzione delle Nazioni Unite per fermare l’intollerabile violenza contro i civili libici”. L’embargo sulle armi sarà imposto con l’uso dei mezzi navali ed aerei che dovranno “monitorare, denunciare e, se necessario, fermare le navi sospette di trasportare armi illegali o mercenari”.

Fonte: comunicato stampa esteri.it

Italia cancella debito paesi africani – esteri.it

29.Ottobre.2010 · Posted in attualità

In una nota stampa il ministero degli esteri afferma di aver cancellato il debito di alcuni paesi dell’Africa e dell’America Latina sottolineando che Antigua non è tra questi perché l’Italia non aveva crediti nei confronti di quel paese. Segue il comunicato stampa della Farnesina. ...

In una nota stampa il ministero degli esteri afferma di aver cancellato il debito di alcuni paesi dell’Africa e dell’America Latina sottolineando che Antigua non è tra questi perché l’Italia non aveva crediti nei confronti di quel paese.

Segue il comunicato stampa della Farnesina.
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Italia-Africa, partners in business

01.Luglio.2010 · Posted in varie

Infrastrutture e agroindustria al centro del Forum “Italy and Africa Partners in Business”, in programma a Roma l’1 e 2 luglio, organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e con SIMEST, e che sarà aperto dal Ministro Franco Frattini. Il forum è alla seconda edizione. Quest’anno sarà dedicato ...

Infrastrutture e agroindustria al centro del Forum “Italy and Africa Partners in Business”, in programma a Roma l’1 e 2 luglio, organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e con SIMEST, e che sarà aperto dal Ministro Franco Frattini.

Il forum è alla seconda edizione. Quest’anno sarà dedicato ai temi delle infrastrutture e dell’agroindustria, con una particolare attenzione all’individuazione delle opportunità di partnership commerciale e industriale tra imprese italiane e africane in questi settori.

Gli inviti sono stati estesi ai competenti Ministri di 24 Paesi africani (13 Paesi per l’Agricoltura, 11 per le Infrastrutture), individuati in particolare sulla base dell’andamento delle relazioni bilaterali con l’Italia, con la prospettiva di farle crescere ulteriormente.

Sono previsti gli interventi, tra gli altri, del Vice Ministro per lo Sviluppo Economico Adolfo Urso, del Presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick, del Sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, del Presidente dell’ICE Umberto Vattani, del Presidente della Camera Gianfranco Fini, del Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan e del Sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Italia potrebbe doventare un “paese pericoloso”, Amnesty

12.Giugno.2008 · Posted in attualità

"Per quanto riguarda l'Italia, temiamo che il clima di razzismo e le leggi o proposte di legge contrarie agli standard internazionali sui diritti umani la stiano trasformando in un paese pericoloso", ha detto Daniela Carboni, direttrice dell'Ufficio campagne e ricerca della Sezione Italiana di Amnesty International (Ai). ...

Per quanto riguarda l’Italia, temiamo che il clima di razzismo e le leggi o proposte di legge contrarie agli standard internazionali sui diritti umani la stiano trasformando in un paese pericoloso“, ha detto Daniela Carboni, direttrice dell’Ufficio campagne e ricerca della Sezione Italiana di Amnesty International (Ai).

Africanews.it l’ha intervistata sui pericoli per gli africani in Italia.

In che modo gli africani in Italia potrebbero essere danneggiati dall’attuale clima politico e dalle leggi che questo Governo sostiene? (altro…)