Posts Tagged ‘immigrati italia’

“MARE NOSTRUM” al teatro Golden di Roma

17.Novembre.2014 · Posted in cultura

“MARE NOSTRUM”: LO SPETTACOLO TEATRALE DI MANFRE’ E PERROTTA VA IN SCENA AL TEATRO GOLDEN DI ROMA Il 26 novembre 2014 sulle musiche eseguite dal vivo da Carlo Muratori in scena anche 15 migranti ospiti del CARA e degli SPRAR di Mineo ...

“MARE NOSTRUM”: LO SPETTACOLO TEATRALE DI MANFRE’ E PERROTTA

VA IN SCENA AL TEATRO GOLDEN DI ROMA

Il 26 novembre 2014 sulle musiche eseguite dal vivo da Carlo Muratori

in scena anche 15 migranti ospiti del CARA e degli SPRAR di Mineo

LOCANDINA-MARE-NOSTRUM-A-ROMA

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4 su 10 immigrati pensano di lasciare l’Italia

02.Ottobre.2013 · Posted in economia, extrafrica

Paure crescenti, insicurezza sul futuro, lavori dequalificati e sottopagati: i dati della ricerca dell’Associazione Bruno Trentin-Isf-Ires Cgil che sarà presentata il 2 ottobre. Quattro immigrati su dieci pensano di non poter restare più in Italia e di dover riprendere un nuovo percorso migratorio verso altri Paesi europei o di rientro nei Paesi di origine. È ...

Paure crescenti, insicurezza sul futuro, lavori dequalificati e sottopagati: i dati della ricerca dell’Associazione Bruno Trentin-Isf-Ires Cgil che sarà presentata il 2 ottobre.

Quattro immigrati su dieci pensano di non poter restare più in Italia e di dover riprendere un nuovo percorso migratorio verso altri Paesi europei o di rientro nei Paesi di origine. È questo uno dei risultati di un’indagine condotta dall’Associazione Bruno Trentin-Isf-Ires della Cgil su un campione di oltre mille immigrati provenienti da diverse aree del mondo, in 10 regioni del nord, centro e sud Italia. I risultati della ricerca dal titolo Qualità del lavoro e impatto della crisi tra i lavoratori immigrati verranno presentati il 2 ottobre alle 10 presso la sede della Cgil nazionale, alla presenza del vice ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maria Cecilia Guerra. Interverrà il presidente dell’associazione Fulvio Fammoni e concluderà i lavori il segretario confederale della Cgil Vera Lamonica.

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I CIE GALLEGGIANTI DI PALERMO

26.Settembre.2011 · Posted in extrafrica

Si è svolto oggi, domenica 25 settembre nel pomeriggio, un presidio per chiedere l’immediata liberazione dei migranti tunisini detenuti illegalmente nelle navi ormeggiate al porto di Palermo e provenienti da Lampedusa. Dopo aver sostato all’ingresso principale antistante Via Amari, il presidio si è successivamente spostato verso i Cantieri navali. ...

Si è svolto oggi, domenica 25 settembre nel pomeriggio, un presidio per chiedere l’immediata liberazione dei migranti tunisini detenuti illegalmente nelle navi ormeggiate al porto di Palermo e provenienti da Lampedusa. Dopo aver sostato all’ingresso principale antistante Via Amari, il presidio si è successivamente spostato verso i Cantieri navali. (altro…)

Immagini dal CIE di Palazzo, Basilicata

22.Giugno.2011 · Posted in extrafrica

Ricordate la circolare 1305 e il divieto di ingresso dei giornalisti nei Cie? Per qualche strano motivo, alla prefettura di Potenza non è mai arrivata. Chissà perché… un fax inceppato, un dirigente in ferie, un funzionario distratto? Poco importa, fattosta che quando Raffaella Cosentino ha chiesto l’accredito stampa per visitare il centro, in Prefettura non ...

Ricordate la circolare 1305 e il divieto di ingresso dei giornalisti nei Cie? Per qualche strano motivo, alla prefettura di Potenza non è mai arrivata. Chissà perché… un fax inceppato, un dirigente in ferie, un funzionario distratto?

Poco importa, fattosta che quando Raffaella Cosentino ha chiesto l’accredito stampa per visitare il centro, in Prefettura non hanno battuto ciglio e le hanno cortesemente fissato un appuntamento al centro di identificazione e espulsione. (altro…)

I clandestini non esistono. Guida per immigrati

06.Aprile.2011 · Posted in extrafrica

Anche dopo una lunga serie di leggi discriminatorie, lo straniero in Italia conserva dei diritti. Un glossario sulle varie situazioni in cui può trovarsi, dalla richiesta di asilo fino all`irregolarità (che può arrivare anche dopo l`ingresso regolare). E qualche consiglio utile per lo straniero che viene fermato dalle forze di polizia. Ecco come far valere ...

Immigrazione irregolare

La legge base che regola la condizione giuridica dello straniero extracomunitario è il Testo Unico, n. 286/98, ampiamente modificato dalla L. 189/2002 meglio nota come “legge Bossi Fini`.

All`art. 2 il Testo Unico riconosce anche agli stranieri irregolari i diritti fondamentali della persona umana.

In particolare i minori stranieri entrati irregolarmente non sono espellibili o respingibili e le autorità di polizia devono informare al più presto della loro presenza i competenti Tribunali per i minori. Anche le donne in stato di gravidanza e quelle che hanno partorito da meno di sei mesi non sono espellibili ed hanno diritto ad un permesso di soggiorno.

Tutele particolari sono previste per le persone vittime di tortura e per i malati.

Gli ingressi per lavoro per i c.d. “migranti economici` sono regolati dal sistema delle quote: la legge prevede che ogni anno si stabilisca per decreto il numero di stranieri non comunitari che possono entrare per lavoro subordinato, stagionale e autonomo.

Tale sistema si basa esclusivamente sul principio della chiamata a distanza, con il datore di lavoro sul territorio italiano mentre il lavoratore straniero deve restare nel proprio paese di origine: attraverso una complessa procedura, se la domanda del datore di lavoro viene accolta, è rilasciata una autorizzazione all`ingresso, inviata poi al consolato italiano del paese di origine ove il cittadino straniero otterrà il visto di ingresso per lavoro, sulla base della relativa autorizzazione.

Molto spesso però i decreti flussi annuali servono per regolarizzare persone già presenti in Italia, i cui datori di lavoro fanno richiesta di ingresso come se si trovassero ancora nel paese di origine.

In assenza di visto d`ingresso, qualora non venga presentata una istanza di asilo, di protezione internazionale o di protezione umanitaria ex art.5.6 del T.U. sull`immigrazione, può scattare l`ipotesi di reato relativa all`immigrazione clandestina dello straniero extracomunitario nel territorio dello Stato, punito con la contravvenzione da 5.000 a 10.000 euro, ed espulsione dello straniero da parte del giudice.

Il giudice, acquisita la notizia dell`esecuzione dell`espulsione o del respingimento ai sensi dell`articolo 10, comma 2, pronuncia sentenza di non luogo a procedere.

Il giudizio sul reato di immigrazione clandestina è sospeso durante la procedura per il riconoscimento dello status di asilo.

In caso di espulsione scatta un divieto di reingresso per 10 anni. La disciplina delle espulsioni appare in molti punti in contrasto con la direttiva rimpatri 2008/115/CE, ma, anche se i magistrati stanno disapplicando la normativa interna in favore delle norme previste dalla direttiva, la polizia continua ad applicare le norme interne. Essenziale dunque l`intervento di un avvocato di fiducia in ogni caso nel quale sia possibile effettuare la nomina.

Qualora, a seguito di una espulsione o di un respingimento differito, che è immediatamente esecutivo con accompagnamento alla frontiera, non ne sia possibile l`esecuzione, il soggetto da espellere viene rinchiuso nei c.d. CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), previa convalida da parte dell`autorità giudiziaria, per un periodo massimo di giorni 180. In questa fase l`immigrato ha diritto ad un difensore, anche d`ufficio e può comunicare con l`esterno.

L`Italia non ha risolto la questione della legittimità della detenzione dei migranti e dei richiedenti asilo immediatamente dopo l`arrivo. Come sottolineato dal Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria delle Nazioni Unite (Wgad), che ha visitato l`Italia nel novembre 2008, durante il primo periodo di permanenza nei centri dopo l`arrivo in Italia, i richiedenti asilo sono sottoposti a una detenzione de facto, priva di basi legali certe e di controllo giudiziario.

Qualunque altra forma di detenzione amministrativa che si realizza al di fuori dei CIE, che devono essere quelli previsti da un apposito decreto del ministro dell`interno, al di fuori delle 96 ore, e delle esigenze di prima identificazione, si può ritenere illegittima.

Appare quindi priva di fondamento normativo il trattenimento nelle tendopoli/CIE, recentemente istituite dal ministero dell`interno con i provvedimenti che dichiarano l`ennesimo “stato di emergenza`, con una evidente limitazione della libertà personale dei migranti che vi vengono internati.

I provvedimenti di espulsione o di respingimento vanno adottati rispettivamente dal Prefetto e dal Questore del luogo nel quale è avvenuto l`ingresso irregolare.

Il trasferimento di migranti privi di provvedimenti di espulsione o di respingimento differito da una parte all`altra del territorio nazionale non appare conforme a legge ed alla previsione dell`art. 13 della Costituzione. Secondo questa norma in caso di arresto da parte della polizia, entro 48 ore deve essere informata l`autorità giudiziaria, che nelle successive 48 ore deve convalidare l`arresto.

Per arresto, secondo la Corte Costituzionale, si intende qualunque limitazione della libertà personale.

Se l`espulsione non viene eseguita, il soggetto riceve un ordine di lasciare il territorio entro il termine di 5 giorni: se non ottempera «senza giustificato motivo» a tale ordine, commette un reato punito da 1 a 4 anni di reclusione, con arresto obbligatorio e giudizio direttissimo.

Recentemente la Corte Costituzionale ha ribadito che se si prova il “giustificato motivo` consistente nella mancanza di mezzi o di documenti, il reato non ricorre.

 

Diritto di asilo

Chiunque voglia fare richiesta di asilo, o altra forma di protezione internazionale ha diritto di inoltrare la relativa istanza compilando il modulo C3 senza che la polizia possa impedire la formalizzazione della volontà della persona e senza che la domanda possa essere dichiarata manifestamente infondata.

Tutte le domande di protezione internazionale devono essere trasmesse alla competente Commissione territoriale nel più breve termine.

Nonostante la Direttiva europea 2005/85/CE riguardante le procedure per la protezione internazionale, inserita nel diritto italiano con il Decreto legislativo n.25 del gennaio 2008, escludesse la detenzione amministrativa dei richiedenti asilo, con successivo decreto legislativo, n, 159 del 2008 è stata ripristinata la misura del trattenimento obbligatorio nei CIE di tutti i richiedenti asilo già destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento differito ex art. 10 comma 2 del T.U. sull`immigrazione, con un forte ampliamento della discrezionalità dell`autorità di pubblica sicurezza circa le modalità di accesso alla procedura di asilo.

L`aspetto più grave riguarda le modalità di tutela giurisdizionale contro le decisioni di rigetto della domande di asilo, tramite la soppressione dell`efficacia sospensiva del ricorso giurisdizionale, con grave violazione del nucleo essenziale del diritto di asilo e del diritto di difesa garantiti dalla Costituzione italiana, nonché in contrasto insanabile con il principio di effettività del ricorso di cui all`art. 13 della Convenzione Europea per i Diritti dell`Uomo.
Come comportarsi in caso di fermo da parte dell`autorità di polizia

Gli ufficiali-agenti di polizia (polizia di stato, carabinieri e altri corpi appartenenti all`esercito, polizia municipale – ma questi ultimi solo se hanno la qualifica di agente di polizia di sicurezza) possono costringere chiunque a seguirli nei propri uffici se rifiuti dichiarare le tue generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita) o mostrare un documento d`identità oppure quando ci sono indizi sufficienti per ritenere che il nome dato o i documenti siano falsi (art. 11, d.l. 21.3.1978 n. 59): questo viene chiamato fermo di identificazione o accompagnamento.

Gli ufficiali-agenti di polizia che accompagnano in questura per identificare devono darne immediata notizia al Procuratore della Repubblica e possono trattenere per il tempo necessario alla tua identificazione e comunque entro le 24 ore ti devono rilasciare.

Non è previsto in questo caso il diritto alla nomina di un difensore, ma si possono informare comunque le associazioni o conoscenti.

E` perciò importante e – hai diritto di pretendere – che la comunicazione al Procuratore della Repubblica venga effettuata subito al momento dell`accompagnamento, perché solo da questo momento si contano le 24 ore entro cui devono rilasciarti.

Se rifiuti di dire le tue generalità / esibire i documenti, oltre all`accompagnamento in questura di cui abbiamo parlato, puoi essere denunciato per i seguenti reati: se sei cittadino extracomunitario e non fai vedere i documenti (passaporto-permesso), senza un valido motivo, ad agenti-ufficiali di polizia quando te lo chiedono puoi essere denunciato e rischi la pena dell`arresto fino a 6 mesi; se c`è motivo di dubitare della tua identità, puoi essere accompagnato in questura per rilievi segnaletici (fino a un max di 24 ore.)

Se invece fornisci false generalità a un pubblico ufficiale o a un incaricato di pubblico servizio, il reato è punito con pene maggiori (che sono stata aggravate col c.d. pacchetto sicurezza – d.l. 23.5.2008, n. 92): se dichiari (a voce o per iscritto) false generalità e rischi il carcere fino a un massimo di sei anni (artt. 495 e 496 c.p.); la stessa pena è prevista se alteri il tuo corpo per impedire la tua identificazione – es. alterazioni delle impronte digitali (art. 495-ter c.p.).

Si possono fare perquisizioni personali e nei locali senza mandato del giudice, nei seguenti casi:

1) quando si sta commettendo un reato o una evasione (fuga) o quando si deve eseguire un`ordinanza di custodia cautelare o un ordine di carcerazione o un fermo (art. 352 c.p.p.);

2) la polizia giudiziaria (polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale) può perquisire le persone, i locali, le macchine, i bagagli e gli effetti personali per prevenire o reprimere il traffico di droga (art. 103 dpr n. 309/1990) o se ha fondato motivo di credere che ci sono armi, munizioni o esplosivi, qualcuno cercato dalla polizia che si nasconde, un evaso in relazione a determinati delitti di associazione mafiosa, traffico di droga o delitti con finalità di terrorismo (art. 41 tulps e art. 25 d.l.8.6.1992, n. 306).

Anche in questi casi ti devono lasciare sempre una copia del verbale di perquisizione, anche se non viene sequestrato nulla, dove si indicano le operazioni fatte, il motivo per cui hanno fatto la perquisizione senza l`autorizzazione del giudice, i nomi e la qualifica degli agenti che hanno fatto la perquisizione.

Se sequestrano oggetti, documenti, devono essere specificamente indicati nel verbale di perquisizione. Se non sei in grado di leggere, hai diritto ad un interprete e comunque fai sempre scrivere che non parli l`italiano.
Tutela legale

L`uso illegittimo/arbitrario della forza e/o dell`autorità da parte delle forze dell`ordine può essere sempre denunciato all`autorità giudiziaria penale.

In caso di percosse, trattenimenti e perquisizioni illegali, atti di razzismo da parte delle forze dell`ordine e controllori dei mezzi di trasporto, può essere presentata una denuncia/querela alla Procura della Repubblica del luogo dove si è verificato il reato.

Per i reati che vengono perseguiti solo se la vittima fa denuncia (per es. percosse, lesioni lievi, ingiuria, minaccia ecc.), la denuncia- querela deve essere presentata nei tre mesi successivi al reato. La denuncia-querela può essere presentata dalla vittima personalmente; è comunque consigliabile l`assistenza di un legale o il supporto di associazioni che offrono assistenza legale, anche per contrastare le eventuali controdenunce.

Contro qualsiasi atto (anche di carattere normativo, come leggi statali, regionali, regolamenti comunali, ordinanze del sindaco, ecc.) e/o comportamento che abbia l`effetto di creare un trattamento differenziato in ragione dell`origine nazionale, etnica, razziale o religiosa può essere proposta l`azione civile contro le discriminazioni etnico-razziali.

Quando il giudice accerta che è in atto una discriminazione, può condannare a risarcire i danni, anche di natura esistenziale, subiti dalla vittima della discriminazione.

E` possibile in questi casi rivolgersi ad associazioni che operano nella lotta alla discriminazioni razziali: queste possono infatti avviare questo tipo di processo, sia a supporto di vittime di discriminazioni sia contro le discriminazioni collettive.

 

 

Fonte: terrelibere.org

Conferenza rimesse immigrati: “Serve roadmap”

09.Novembre.2009 · Posted in attualità

Stabilire una “road map” che definisca tempi e modi per una “riduzione significativa” dei costi di invio delle rimesse degli immigrati. E’ questo l’obiettivo della Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse, in programma alla Farnesina, organizzata dal MAE insieme con la Banca Mondiale nell’ambito della Presidenza italiana del G8. Aprendo i lavori, il Ministro Franco ...

Stabilire una “road map” che definisca tempi e modi per una “riduzione significativa” dei costi di invio delle rimesse degli immigrati. E’ questo l’obiettivo della Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse, in programma alla Farnesina, organizzata dal MAE insieme con la Banca Mondiale nell’ambito della Presidenza italiana del G8. Aprendo i lavori, il Ministro Franco Frattini ha spiegato che si vogliono ridurre i costi delle rimesse “dall’attuale 10% al 5% in 5 anni (il cosiddetto 5×5)”.

Nel 2008 ci sono state rimesse per 338 miliardi di dollari verso i Paesi in via di sviluppo, e con “un dimezzamento dei costi ci saranno 15-20 miliardi di dollari in più l’anno”, ha sottolineato il Ministro.

Oggi è necessario un “uso più produttivo delle risorse che valorizzi la crescita dei Paesi d’origine”, soprattutto quelli dell’Africa sub-sahariana. A questo proposito si sta lavorando alla creazione di un Istituto euro-africano per le rimesse, finanziata dalla Commissione UE in accordo con l’Unione Africana.

Per dimezzare i costi delle rimesse servono ad esempio “lo sviluppo delle infrastrutture dei sistemi di pagamento, una maggiore concorrenza tra operatori e trasparenza”. Per quest’ultimo scopo da oggi è on-line il sito www.mandaisoldiacasa.it, grazie al quale gli immigrati potranno conoscere i vari operatori, i costi e i tempi delle rimesse.

Il Ministro Frattini ha auspicato che il processo di riduzione dei costi delle rimesse, iniziato al G8 dell’Aquila, “coinvolga tutti”, perchè sarebbe “la prova tangibile di come si possano dare risposte concrete in materia di governance mondiale”.

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Festivaletteratura: tre video presentano Asinitas

16.Settembre.2009 · Posted in cultura

Il terzo incontro organizzato da Lettera27, WikiAfrica e la scuola per rifugiati Asinitas, è stato l’appuntamento più “politico” tra i tre dedicati all’Africa all’interno del Festivaletteratura di Mantova. È stato detto chiaro e tondo da tutti i relatori quali sono gli obiettivi e gli ideali, peraltro contenuti nella nostra Costituzione, che spingono all’azione in favore ...

Il terzo incontro organizzato da Lettera27, WikiAfrica e la scuola per rifugiati Asinitas, è stato l’appuntamento più “politico” tra i tre dedicati all’Africa all’interno del Festivaletteratura di Mantova.

È stato detto chiaro e tondo da tutti i relatori quali sono gli obiettivi e gli ideali, peraltro contenuti nella nostra Costituzione, che spingono all’azione in favore dei rifugiati. E’ stato spiegato, inoltre, che il lavoro con i media serve a fornire una corretta informazione sui temi dell’immigrazione in modo da cercare di controbilanciare l’attuale disinformazione.

Anche per questo, sono stati proiettati tre video sulle attività della scuola Asinitas e, successivamente, il dibattito si è aperto con le domande del pubblico.

“Non prendetela tanto come una critica – ha detto un signore presente in sala – ma come una domanda che vuole contenere una critica costruttiva. Perché, lì al tavolo, siete tutti italiani, a parte Dag?”

Alessandro Triulzi, che ha coordinato i tre eventi di Lettera27 al Festivaletteratura, ha detto: “Perché questo tavolo sia paritario ci vuole molto tempo e occorre creare un contesto all’interno del quale questo è possibile. E’ certamente auspicabile che la prossima a questo tavolo ci sia non solo una parità ma addirittura più volti altri di quelli nostri”.

Durante l’incontro sono stati proiettati tre video che hanno spiegato il lavoro della scuola Asinitas per rifugiati e richiedenti asilo. Un lavoro sostenuto da Lettera27, Tavola Valdese e Fondazione Charlemagn

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