Posts Tagged ‘eritrei’

Intervista a Kiros Menghistie, ass. Italo-Etiope-Eritrea

18.Ottobre.2013 · Posted in attualità

Intervista al presidente dell’Associazione di Solidarietà Italo-Etiope-Eritrea, Kiros Menghistie due giorni prima della manifestazione di Genova prevista per il 19 ottobre 2013 per denunciare la dittatura in atto in Eritrea, il paese da cui scappavano i morti nelle acque antistanti Lampedusa. ...

Intervista al presidente dell’Associazione di Solidarietà Italo-Etiope-Eritrea, Kiros Menghistie due giorni prima della manifestazione di Genova prevista per il 19 ottobre 2013 per denunciare la dittatura in atto in Eritrea, il paese da cui scappavano i morti nelle acque antistanti Lampedusa.

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IL DRAMMA DEGLI ERITREI

16.Ottobre.2013 · Posted in attualità

Riprendiamo dalla rete Peacelink questo scritto degli eritrei in Italia. Come avete sentito tutti l’alba del giorno 3 ottobre 2013 i nostri connazionali eritrei provenienti dalla Libia, quando ormai pensavano di aver raggiunto la meta tanto sofferta e averla avuta vinta, hanno trovato la morte. Si parla di 500 persone e i sopravvissuti sono solo ...

Riprendiamo dalla rete Peacelink questo scritto degli eritrei in Italia.

Come avete sentito tutti l’alba del giorno 3 ottobre 2013 i nostri connazionali eritrei provenienti dalla Libia, quando ormai pensavano di aver raggiunto la meta tanto sofferta e averla avuta vinta, hanno trovato la morte. Si parla di 500 persone e i sopravvissuti sono solo 155. Il loro racconto è drammatico.

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Wikileaks: eritrei picchiati da marina italiana

03.Febbraio.2011 · Posted in extrafrica

Sotto accusa il comportamento dell'Ambasciatore italiano a Tripoli. Eritrei pestati dai militari della marina italiana durante i respingimenti in Libia e l'Ambasciatore italiano a Tripoli che fa finta di niente e si nega alle pressanti richieste dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite. ...

Nel mese di agosto 2009 il Gruppo EveryOne, dopo aver protestato contro i respingimenti e le politiche xenofobe italiane e aver richiesto più volte l’intervento dell’Alto Commissario Onu per i Rifugiati a tutela dei profughi respinti, ricevette minacce gravi, con l’invito a sospendere la “campagna diffamatoria contro le autorità italiane”.

Roma, 3 febbraio 2011. E’ quanto si legge nei documenti diplomatici Usa diffusi dal sito Wikileaks e pubblicati oggi dall’Unità.

In un cablogramma datato 5 agosto 2009, l’Ambasciatore americano Gene Cretz riferisce sull’incontro avuto con il direttore dell’Alto Commissariato dei rifugiati a Tripoli, l’iracheno Mohamed Alwash, in piena stagione di respingimenti.

Obiettivo dell’incontro è definire un piano di accoglienza negli Stati uniti per un gruppo di rifugiati eritrei respinti dall’Italia e detenuti a Misratah, ma Alawash racconta anche del pestaggio subito dagli eritrei respinti dalla marina italiana il 1 luglio e dell’ostruzionismo dell’Ambasciatore italiano, Francesco Trupiano.

Il 1 luglio, i militari italiani intercettano un barcone con 89 persone a bordo, tra cui 75 eritrei, comprese nove donne e tre bambini.

“Quando l’imbarcazione è stata intercettata – racconta Alwash all’Ambasciatore – tre degli eritrei hanno chiesto di parlare con il comandante della nave italiana per informarlo del loro status di rifugiati. Diversi passeggeri hanno mostrato al comandante i loro attestati rilasciati dagli uffici dell’Alto commissariato dei rifugiati delle Nazioni Unite”.

Ma il comandante risponde che c’è “un ordine tassativo del governo italiano di riportare i migranti in Libia” e quindi ordina a tutti di salire sulla nave italiana diretta in Libia.

Al rifiuto degli eritrei, i militari italiani passano alle maniere forti: Alwash riferisce di “scontri fisici tra i migranti e l’equipaggio italiano che si concludono con alcuni degli africani picchiati dagli italiani con bastoni di plastica e di metallo”.

Alla fine si contano “almeno sei feriti“. Dopo due giorni di insistenti richieste, gli operatori delle Nazioni Unite ottengono l’autorizzazione a incontrare il gruppo dei migranti respinti.

Alwash sollecita il governo italiano, ma non arrivano risposte, e agli americani confida di ritenere che “il governo italiano faccia intenzionalmente ostruzionismo alle Nazioni Unite“.

In particolare, il responsabile Onu afferma che l’Ambasciatore italiano “Trupiano si rifiuta di incontrarsi con l’Unhcr” e di aver saputo che il diplomatico dice di lui che è soltanto un “piantagrane”. Trupiano, continua Alwash, è concentrato solo sui respingimenti e dice addirittura di non sapere niente di un iniziale accordo tra Nazioni Unite e governo italiano per riportare in Italia una ventina dei 93 titolari di asilo politico che le Nazioni Unite hanno identificato tra i respinti in Libia.

Un quadro che porta il responsabile Onu a concludere che “l’accordo di cooperazione tra Italia e Libia per respingere i migranti intercettati nel Mediterraneo verso la Libia stia violando i diritti umani dei migranti e mettendo in pericolo i richiedenti asilo”.

Fonte: gruppo everyone

Eritrei in Sinai: ci sarebbero tre morti – ONG

29.Novembre.2010 · Posted in attualità

Riceviamo e pubblichiamo un aggiornamento rispetto al precedente appello di un gruppo di ONG che sta monitorando la situazione di alcuni eritrei che sarebbero ridotti in schiavitù nel Sinai. Tre persone sarebbero state uccise secondo quanto è stato riferito dai parenti di alcuni di questi eritrei. “Poche parole per descrivere una tragedia. I parenti di ...

Riceviamo e pubblichiamo un aggiornamento rispetto al precedente appello di un gruppo di ONG che sta monitorando la situazione di alcuni eritrei che sarebbero ridotti in schiavitù nel Sinai. Tre persone sarebbero state uccise secondo quanto è stato riferito dai parenti di alcuni di questi eritrei.

Poche parole per descrivere una tragedia. I parenti di alcuni rifugiati eritrei ci riferiscono un terribile evento. Tre uomini sono stati assassinati ieri dai trafficanti, perché le loro famiglie non hanno pagato il riscatto. Gli assassini hanno ucciso i tre uomini con colpi di pistola.

Le Nazioni Unite, l’Unione europea, i governi dei paesi civili, il governo dell’Egitto hanno il dovere di intervenire. Se gli assassini non vengono arrestati e gli ostaggi liberati, l’Egitto avrà legalizzato il traffico di esseri umani, la schiavitù, la tortura, l’omicidio a sangue freddo.

Aspettiamo una risposta e le azioni che possano salvare i 77 rifugiati ancora in vita. Chiediamo che anche il governo italiano e le personalità politiche attente ai diritti umani e alla vita dei rifugiati compiano ogni sforzo possibile per evitare nuove atrocità.

Gruppo EveryOne, Agenzia Habeshia e la rete di ong contro gli abusi sui rifugiati“.

Fonte: everyonegroup.com

Libia rilascia eritrei in cambio di lavori socialmente utili

07.Luglio.2010 · Posted in attualità

E’ stato raggiunto un accordo in Libia che ”consentirà di uscire a tutti gli eritrei rinchiusi a Braq” nei pressi di Seba, nel sud della Libia. Lo ha annunciato il sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi, in un’audizione alla Commissione esteri del Senato dedicata alla vicenda. L’accordo consentirà ai 250 eritrei di uscire dal carcere ed ...

E’ stato raggiunto un accordo in Libia che ”consentirà di uscire a tutti gli eritrei rinchiusi a Braq” nei pressi di Seba, nel sud della Libia. Lo ha annunciato il sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi, in un’audizione alla Commissione esteri del Senato dedicata alla vicenda.

L’accordo consentirà ai 250 eritrei di uscire dal carcere ed ottenere la residenza in cambio di “lavoro socialmente utile in diverse Shabie (comuni) della Libia”.

Il sottosegretario ha spiegato che “l’accordo è stato firmato con il ministero del lavoro libico” e ha assicurato che l’Italia non è direttamente è coinvolta nella vicenda. ”Non c’è, allo stato, nessuna prova che questi cittadini eritrei facessero parte di respingimenti’, ha detto.

Una posizione ribadita anche dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. “Il governo italiano non ha nessuna responsabilità, se si chiede al governo italiano di svolgere una missione umanitaria in Libia, il nostro ministro degli Esteri valuterà; ma se viene avanzata questa richiesta – osserva Maroni – lo si fa proprio sulla base del presupposto che non vi sia nessuna responsabilità dell’Italia per quanto avviene”.

Per il titolare del Viminale, “è assolutamente indimostrato che queste persone siano state respinte all’interno degli 850 respingimenti e quindi io rifiuto ogni responsabilità del governo italiano. Noto però che dall’Onu e soprattutto dall’Europa non è venuto nessun interessamento; e francamente mi pare una cosa singolare, direi incredibile”.

Per Maroni, “le istituzioni Ue devono interessarsi e non solo chiedere all’Italia di farlo. Il governo, con il ministro degli Esteri che ne ha la competenza, valuterà i termini di una missione umanitaria. Ma ribadisco il rifiuto di responsabilità, che pure sono state affacciate, del governo italiano in questa vicenda. Non esite alcuna nostra responsabilità”.

Gli eritrei, nel centro di detenzione da 8 giorni, avevano denunciato di essere stati maltrattati e torturati e avevano rivolto un appello all’Italia e all’Europa per essere inseriti in un programma per rifugiati politici.

Fonte: yahoo.com