Posts Tagged ‘elezioni’

Elezioni in Tunisia: rivoluzione al 2° turno

19.Settembre.2019 · Posted in attualità

Un professore universitario esperto di Costituzione e un uomo d'affari in carcere si fronteggeranno al secondo turno delle presidenziali tunisine previste per il 6 ottobre. Segue l'articolo del sito web marocchino Libe.ma. ...

Un professore universitario esperto di Costituzione e un uomo d’affari in carcere si fronteggeranno al secondo turno delle presidenziali tunisine previste per il 6 ottobre.

L’articolo del sito web marocchino Libe.ma, pubblicato il 18 settembre 2019, spiega come sono andate queste elezioni presidenziali tunisine e intervista il candidato Saied, uscito dal primo turno in cima alle preferenze.

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Burkina Faso: il punto di vista di Cecile Kyenge – vita.it

09.Marzo.2016 · Posted in politica

E’ stata una rivoluzione silenziosa. Una rivoluzione di cui sono stata una testimone diretta – un privilegio – e che a mio avviso è un esempio a cui l’Africa e la Comunità internazionale dovrebbero ispirarsi se si vuole che la democrazia e i diritti umani possano un giorno trionfare su tutto il continente africano. Questa ...

E’ stata una rivoluzione silenziosa. Una rivoluzione di cui sono stata una testimone diretta – un privilegio – e che a mio avviso è un esempio a cui l’Africa e la Comunità internazionale dovrebbero ispirarsi se si vuole che la democrazia e i diritti umani possano un giorno trionfare su tutto il continente africano. Questa rivoluzione è quella di milioni di uomini e donne che hanno espresso in modo pacifico, prima nelle strade, e poi attraverso le urne la loro strenua volontà a cambiare pacificamente con la democrazia il destino di un paese – il Burkina Faso – in cui lo Stato di diritto è stato calpestato per quasi un trentennio.
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Guinea: Alpha Condè rieletto al primo turno, l’opposizione protesta

26.Ottobre.2015 · Posted in attualità

Sabato sera Mohamed Alpha Conde’ e’ stato rieletto Presidente della Guinea al primo turno con il 57,8% che gli ha consegnato la maggioranza assoluto del paese. Il suoi avversario Dalien Diallo si è fermato al 31,4%. Un risultato a dir poco sorprendente nonostante che Condè fosse il grande favorito. Cinque anni fa gli stessi contendenti ...

Sabato sera Mohamed Alpha Conde’ e’ stato rieletto Presidente della Guinea al primo turno con il 57,8% che gli ha consegnato la maggioranza assoluto del paese. Il suoi avversario Dalien Diallo si è fermato al 31,4%.

Un risultato a dir poco sorprendente nonostante che Condè fosse il grande favorito. Cinque anni fa gli stessi contendenti andarono infatti al ballottaggio e Dalien Diallo fu sconfitto per una manciata di voti. (altro…)

Tunisia:elezioni nuovamente rinviate al 23 ottobre

25.Giugno.2011 · Posted in attualità

Questa volta e’ definitivo, o cosi pare. Il primo ministro ha annunciato di aver trovato un’accordo sulla nuova data delle elezioni. I toni sono quanto mai nervosi. Durante la conferenza stampa, il primo ministro Béji Caïd Essebsi chiede “basta proteste, basta scioperi”. Parla dialetto tunisino, linguaggio semplice, toni diretti. ...

Questa volta e’ definitivo, o cosi pare. Il primo ministro ha annunciato di aver trovato un’accordo sulla nuova data delle elezioni. I toni sono quanto mai nervosi.

Durante la conferenza stampa, il primo ministro Béji Caïd Essebsi chiede “basta proteste, basta scioperi”. Parla dialetto tunisino, linguaggio semplice, toni diretti. (altro…)

Tanzania, urne in bilico

02.Novembre.2010 · Posted in attualità

Tafferugli in alcuni seggi per i ritardi nell’ufficializzazione dei risultati elettorali. In piena notte, a 24 ore dalla chiusura delle votazioni per le elezioni generali, i sostenitori dei partiti d’opposizione presidiano i seggi  in cui sono convinti della vittoria. Si tengono svegli gli uni con gli altri. Sanno che addormentarsi può voler dire la sconfitta, ...

Tafferugli in alcuni seggi per i ritardi nell’ufficializzazione dei risultati elettorali.

In piena notte, a 24 ore dalla chiusura delle votazioni per le elezioni generali, i sostenitori dei partiti d’opposizione presidiano i seggi  in cui sono convinti della vittoria. Si tengono svegli gli uni con gli altri. Sanno che addormentarsi può voler dire la sconfitta, in un paese in cui il trionfo elettorale pare non essere determinato solo dalle urne.

Domenica in Tanzania si è votato per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, i membri del Parlamento e i rappresentanti locali. A contrastare il partito di maggioranza, il partito della rivoluzione (CCM, Chama Cha Mapinduzi) che è al potere dall’indipendenza nel 1961, ci sono diversi raggruppamenti d’opposizione. Ma gli unici in grado di mettere in difficoltà l’attuale governo sono lo storico partito legato alle rivendicazioni delle isole, CUF (Civic United Front) e un outsider, CHADEMA (il partito per la democrazia e lo sviluppo) che ha guadagnato inaspettati consensi denunciando gli scandali e la corruzione dell’attuale governo.

La partita per Zanzibar, che gode di una forma semiautonoma di governo, è già chiusa e ufficializzata. Un accordo tra maggioranza e opposizione (CUF) siglato nei mesi scorsi ha blindato il risultato. L’accordo “per un governo di unità nazionale” prevede una forma  di gestione congiunta del potere a prescindere dal risultato. E così, per un pugno di voti,  Ali Mohamed Shein (CCM) sarà il nuovo Presidente di Zanzibar, mentre il rivale Seif Sharif Hamad (CUF) verrà probabilmente insignito della carica di Primo Ministro.

Ma sulla terraferma gli avvenimenti stanno andando in modo diverso. La presidenza di Jakaya Kikwete verrà probabilmente riconfermata per il secondo e ultimo mandato. Invece la lotta per i posti in Parlamento rimane aperta.  Nelle città più importanti (Mwanza, Arusha, Dar es Salaam) alcuni scontri hanno caratterizzato la giornata di ieri. La commissione nazionale per le elezioni (NEC), nominata dal governo uscente, ha ritardato nell’annunciare i risultati di alcuni seggi.  A Dar Es Salaam, nei quartieri di Tandika, Temeke e Mwananyamala la polizia ha caricato e disperso con i gas lacrimogeni  i manifestanti delle opposizioni che chiedevano la chiusura dei risultati.

Ieri sera, verso le 22, la tensione era palpabile ad Ubungo, il quartiere universitario. Si dice che il governo abbia protratto la chiusura delle università per impedire il voto degli universitari. Tre camionette militari e un camion per il lancio di getti d’acqua presidiavano il seggio, mentre i tanti sostenitori del Chadema, accorsi dopo aver avuto notizia degli avvenimenti,  invocavano l’ufficializzazione della vittoria.

“Perchè ci mettono così tanto a dare i risultati. Da ieri sera i seggi sono chiusi. Nei villaggi, dove si suppone ci debbano mettere di più per la difficoltà degli spostamenti è già tutto fatto. Qui in città ci sono ottime strade ma ancora niente di ufficiale. Eppure noi lo sappiamo di aver vinto. Questo è il motivo per cui siamo qui. Vogliamo che la nostra volontà elettorale sia rispettata. Nessun imbroglio questa volta.” È un sostenitore del CHADEMA che parla.

Sono le tre di notte, davanti alla scuola elementare di Oysterbay, uno dei quartieri di più ricchi di Dar Es Salaam. Ci sono ambasciate, alberghi di lusso e forse turisti assopiti. E poi ci sono i sostenitori dell’opposizione che si danno il cambio davanti alla scuola. Di fronte a loro i militari, divisi da una linea invisibile. Si guardano, si studiano reciprocamente. Attendono ordini dall’alto. È una situazione nuova per entrambe le parti. Comunque vada a finire è chiaro a tutti che qualcosa, nel modo di fare politica in Tanzania, sta cambiando radicalmente.

Testo e foto di Elisabetta Campagnola

La Tanzania alla vigilia del voto più difficile

30.Ottobre.2010 · Posted in attualità

Il partito al potere da cinquanta anni e le opposizioni si fronteggiano per le elezioni generali scongiurando scontri e violenze. “Siamo seri. Facciamo sul serio. Questa volta siamo pronti a prenderci  i nostri voti a qualunque costo”. Cosí Junior, giovanissimo attivista del CHADEMA (Chama Cha Demokrasia na Maendeleo), uno dei partiti all’opposizione, spiega quello che ...

Il partito al potere da cinquanta anni e le opposizioni si fronteggiano per le elezioni generali scongiurando scontri e violenze.

“Siamo seri. Facciamo sul serio. Questa volta siamo pronti a prenderci  i nostri voti a qualunque costo”. Cosí Junior, giovanissimo attivista del CHADEMA (Chama Cha Demokrasia na Maendeleo), uno dei partiti all’opposizione, spiega quello che sta succedendo in Tanzania a pochi giorni dalle elezioni.

La sua denuncia è quella di tanti giovani stanchi del CCM (Chama Cha Mapinduzi), il partito di governo che controlla la Tanzania dall’indipendenza nel 1961. Mai come questa volta dall’istitituzione del multipartitismo nel 1992 le elezioni politiche generali, che si terranno domenica  31 ottobre, si presentano cosí cariche di tensione. Le opposizioni non hanno alcuna intenzione di lasciarsi rubare la vittoria e sono pronte a contestare ogni tentativo di broglio elettorale dell’attuale governo.

E anche se Willbrod Slaa, il candito presidenziale del CHADEMA, in un’intervista televisiva distende i toni di una difficile campagna elettorale dichiarando che “la pace è  più importante della vittoria delle elezioni ed è necessario salvaguardare i giovani da ogni forma di violenza” non retrocede di un passo, convinto della storica vittoria.

La sua popolarità sembra salire di giorno in giorno. In un sondaggio effettuato  di recente, curato da un esperto di economia dell’Università di Dar es Salaam per conto di una organizzazione non governativa (Tanzania Citizen Information Bureau) , il dottor Slaa sembra addirittura in vantaggio di quattro punti  sull’attuale presidente della Tanzania e candidato per il CCM Jakaya Kikwete.

Tuttavia il presidente uscente, che nel 2005 aveva vinto con il 70% dei consensi , non può tollerare alcuna forma di sconfitta. In una recente conferenza stampa l’esercito e le forze di polizia congiunte si sono implicitamente schierate a sostegno del l’attuale governo  dichiarandosi pronte ad intervenire con qualunque mezzo per assicurare lo svolgimento pacifico, ordinato e tranquillo delle elezioni generali di domenica.

Contro questo comunicato si è già espressa la missione osservatrice dell’Unione Europea  (EU-EOM) che si dice preoccupata per il fare intimidatorio delle dichiarazioni ma convinta dello svolgimento sereno e democratico del voto.

Eppure in molti si aspettano e scongiurano un’imminente ondata di violenza. “Non sappiamo ancora quello che succederà. Attendiamo gli avvenimenti. La Tanzania è un paese tranquillo, politicamente stabile. Ma nelle moschee e nelle chiese preghiamo da tempo affinchè le elezioni si svolgano in maniera pacifica.” Così si espromo  gli anziani seduti all’ombra dei grandi alberi di mango per le strade di Dar es Saalam, la capitale economica del paese.

In passato i disordini e gli scontri si sono manifestati in relazione ad un altro importante partito d’opposizone, il CUF (Civic United Front) storico raggruppamento legato alle rivendicazioni delle isole e molto forte nelle zone costiere e a maggior concetrazione musulmana.

Ma nelle elezioni del 2010 i problemi sembrano arrivare direttamente dalla terraferma. Da nord  a sud, dietro un’adesione formale al presidente si nasconde spesso una generale voglia di cambiamento.  E la crisi economica mondiale, che ha coinvolto anche la Tanzania  negli ultimi due anni, ha aggravato la situazione e la precarietà delle esistenze, rendendo più forte la rabbia della popolazione.

“ Siamo stanchi, vogliamo cambiare le cose. Quelli al potere rubano. Noi vogliamo uguale sviluppo per tutti.” Così si esprime un giovane pittore trentenne di Mtwara, l’ultima grande città al confine con il Mozambico, mentre dipinge le bandiere del CUF.

Ma in gioco c’è molto di più dello sviluppo e dell’alternanza democratica. Il conflitto politico è anche una lotta per il controllo delle risorse dello stato. La Tanzania oltre ad essere un paese fortemente improntato al turismo è anche ricchissimo dal punta di vista minerario.

E’ il terzo paese africano più importante  per l’esportazione d’ oro. Possiede importanti miniere di diamanti nelle vicinanze del lago Vittoria. È l’unico paese al mondo in cui è possibile trovare la preziosa tanzanite, una pietra usata nell’industria dei gioielli. Ed è recente la notizia della scoperta di depositi di uranio nelle vicinanze del lago Malawi. Si tratta insomma di un territorio appetibile agli occhi di molti investitori internazionali. Non solo.

La posizione strategica rispetto alla regione dei grandi laghi non è sfuggita a Bush che nel 2008 ha siglato un accordo per la costruzione di una base militare sull’oceano indiano nelle vicinanze di Dar es Salaam.

E così, mentre la foto di un sorridente Kikwete nei colori ufficiali del partito, verde e oro, campeggia ovunque per le strade del paese, la gente per le strade si lamenta dei soldi spesi per la campagna elettorale: “con quei soldi il governo avrebbe potuto costruire ospedali e scuole in ogni distretto”.

Testo e foto di Elisabetta Campagnola