Posts Tagged ‘cleo dioma’

Ottobre Africano: il direttore intervistato dalla CISL

03.Novembre.2014 · Posted in Ottobre Africano 2014

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=yhEwlw-wa6w?feature=player_embedded&w=540&h=304] Si è conclusa nel fine settimana appena passato, la 12ma edizione del festival Ottobre Africano che ormai da tanti anni fa conoscere le culture dell’Africa a tanti italiani, da quest’anno non solo a Parma ma in tante città italiane a nord a sud. Nel video qui sopra un’intervista al direttore artistico del festival, ...

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=yhEwlw-wa6w?feature=player_embedded&w=540&h=304]

Si è conclusa nel fine settimana appena passato, la 12ma edizione del festival Ottobre Africano che ormai da tanti anni fa conoscere le culture dell’Africa a tanti italiani, da quest’anno non solo a Parma ma in tante città italiane a nord a sud.

Nel video qui sopra un’intervista al direttore artistico del festival, Cleophas Adrien Dioma, da parte del canale YouTube della CISL.

 

 

Inizia oggi il mese dell’Ottobre Africano

01.Ottobre.2014 · Posted in cultura

La prima volta che ho sentito parlare dell’Ottobre Africano mi sono chiesto: chissà che roba è questo festival? Ma perché ottobre? E l’Africa con ottobre che c’entra? Poi ho conosciuto Cleo, al secolo Cleophas Adrien Dioma, un burkinabé alto e largo come un giocatore di basket. Al festival del cinema di Verona presentava un suo ...

La prima volta che ho sentito parlare dell’Ottobre Africano mi sono chiesto: chissà che roba è questo festival? Ma perché ottobre? E l’Africa con ottobre che c’entra? Poi ho conosciuto Cleo, al secolo Cleophas Adrien Dioma, un burkinabé alto e largo come un giocatore di basket. Al festival del cinema di Verona presentava un suo film, il cui titolo in italiano faceva “cosa c’è là che non c’è qua“. Era in breve una piccola autobiografia cinematografica in cui spiegava come e perché è arrivato in Italia e, anche se non esplicitamente, spiegava le ragioni del suo impegno, spesso volontario cioè senza grandi guadagni o senza guadagni per niente, nell’Ottobre Africano.

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Ecco, per quello che ho visto, l’Ottobre Africano è il risultato della capacità del suo direttore artistico e fondatore di coinvolgere italiani e africani in un progetto culturale o, più semplicemente, in un’esperienza che faccia capire agli uni e agli altri che hanno molte più cose in comune di quanto loro stessi pensino. (altro…)

Ottobre Africano si sposta a Roma e Milano

17.Ottobre.2013 · Posted in cultura, extrafrica

Riprendiamo questo post pubblicato da Cleophas Dioma, direttore del festival Ottobre Africano in corso in diverse città italiane. Da oggi iniziano le attività del festival a Roma e Milano. Qui il programma dell’Ottobre Africano 2013 ...

Riprendiamo questo post pubblicato da Cleophas Dioma, direttore del festival Ottobre Africano in corso in diverse città italiane. Da oggi iniziano le attività del festival a Roma e Milano.

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Qui il programma dell’Ottobre Africano 2013

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Ottobre a Parma sarà un Ottobre Africano

01.Settembre.2010 · Posted in cultura

Riceviamo e pubblichiamo il programma del prossimo Ottobre Africano, un evento culturale annuale che propone a Parma una serie di eventi per conoscere diverse realtà africane. Ottobre Africano è ideato e organizzato dal burkinabé Cleophas Dioma. Programma Ottobre Africano 2013 Per ulteriori informazioni: ottobreafricano.org ...

Riceviamo e pubblichiamo il programma del prossimo Ottobre Africano, un evento culturale annuale che propone a Parma una serie di eventi per conoscere diverse realtà africane. Ottobre Africano è ideato e organizzato dal burkinabé Cleophas Dioma.

Programma Ottobre Africano 2013

Per ulteriori informazioni: ottobreafricano.org

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Anch’io qualche volta sono razzista – di Cleo Dioma

31.Gennaio.2010 · Posted in varie

Cleophas Dioma, direttore artistico del festival “Ottobre Africano”, ci ha segnalato questo articolo già pubblicato su Arcoiris.tv Lo ripubblichiamo volentieri. 28-01-2010 di Cleophas Adrien Dioma Non vedo il colore…. (Sorriso). Sì bisogna sorridere e basta. Io vedo il colore, lo vedo  eccome. Vedo la differenza. Mi vedo e vedo l’altro. Ma non è quello il ...

Cleophas Dioma, direttore artistico del festival “Ottobre Africano”, ci ha segnalato questo articolo già pubblicato su Arcoiris.tv

Lo ripubblichiamo volentieri.

28-01-2010
di Cleophas Adrien Dioma

Non vedo il colore…. (Sorriso). Sì bisogna sorridere e basta. Io vedo il colore, lo vedo  eccome. Vedo la differenza. Mi vedo e vedo l’altro. Ma non è quello il problema.

Il mio problema. Non la differenza. Non il colore.

Il problema è quando il colore e la differenza creano problemi.

Quando qualcuno, qualche struttura, qualche istituzione decide che l’essere straniero è un problema.

Io so benissimo che non tutti gli italiani sono razzisti.

So benissimo, che ci sono delle persone, che ci vogliono talmente bene al punto da essere pronti a morire per noi. So che non tutti gli antirazzisti sono razzisti. Un altro sorriso. Ma ritorno ancora alla mia domanda: cosa porta una persona ad essere antirazzista?

Anch’io qualche volta sono razzista.

Qualche volta odio i bianchi. Ho dei problemi a parlare con gli arabi. Non capisco gli albanesi. Anch’io ho i miei pregiudizi. Qualche volta certe cose mi danno fastidio. È normale. L’essere umano è qualche volta intollerante a certe cose. Io vedo il colore. Vedo la differenza. La differenza di cultura. La differenza nella maniera di vedere le cose. I punti di vista diversi. La difficoltà a concepire un mondo dove tutti noi potremo stare bene.

Si parla adesso di società multiculturale. Multietniche. La somma delle differenze. Ma come diceva Kossi Komlan, questa somma non deve creare un purè ma una macedonia. Sì, una realtà dove si possano sentire tutti i gusti. Dove le differenze possano vivere insieme con una certa armonia.

È forse un’utopia, ma qualche volta serve avere qualche utopia. Sognare un mondo migliore.

Non quello del Cristo dove tutti ci vogliono bene, ma un mondo dove tutte le differenze possono o essere  accettate o almeno tollerante. Tutti quelli che mi dicono che non vedono le differenze o il colore mi fanno pena.

Il mondo è già questo: pieno di diversità. Allora non ci dobbiamo nascondere dietro false ideologie.

Dobbiamo partire da quello che siamo per arrivare a quello che vogliamo.

Cosa ho contro gli antirazzisti? Il loro antirazzismo. Questa maniera di volere lottare per persone che qualche volta non hanno chiesto niente. Che qualche volta hanno un’altra maniera di vedere le cose. Che qualche volta hanno voglia di dire le cose come le pensano loro. Di essere diversi. Non abbiamo bisogno di guide. Di protettori.

Non siamo mica bambini.

Non conoscere la lingua, non sapere come muoversi, non capire i meccanismi delle società italiane non fanno di noi dei bambini a cui dare la mano e portare in giro. Se dopo tutti questi anni dovete pescare ancora per noi, quando impareremo a pescare?

Ma il problema è che peschiamo già. Abbiamo imparato a pescare. Abbiamo imparato ad alzare la mano e dire quello che pensiamo.

Scriviamo. Facciamo politica. Partecipiamo al dibattito. Qualcuno dirà che non siamo in tanti. Ma serve la quantità o la qualità? Garibaldi, Gramsci  non erano il popolo. Ma ad un certo momento della loro vita hanno rappresentato una cultura politica, una filosofia, un ideale che metteva molti italiani insieme.

Dunque abbiamo bisogno di persone che abbiano voglia di partecipare al dibattito. Di mettersi insieme e lavorare ad un incontro diverso. Un incontro diverso tra italiani e stranieri. Da tempo cerchiamo di organizzarci non solo tra di noi, tra le nostre comunità, ma anche tra le diverse comunità e etnie.

La strada è lunga, ma non abbiamo fretta. Siamo qui. Già. Allora la lotta è non avere quella fretta del risultato, ma lavorare pian piano, ma sodo. Con un obiettivo chiaro. Alzarsi ogni mattina e andare a parlare con la gente. Le persone italiane, le persone straniere. Ascoltare. Molto. Incontrarci. Discutere. Parlare delle cose che ci mettono insieme. Lavorare sulle nostre differenze. Siamo diversi e non è facile.

I cosiddetti stranieri sono diversi tra di loro. Hanno storie, culture, vissuti diversi. E non è facile metterli insieme. Ma non è impossibile. Noi ci stiamo provando. Mettono un mattone dopo l’altro. Con le difficoltà che ciò comporta. I dubbi. Le domande. Le paure. Il fatto che di fronte a noi nessuno ha veramente voglia di ascoltarci. Di sentire la nostra voce. Che a molti (e non solo gli italiani) serve il fatto che siamo divisi. Che molti lottano per questa divisione. Per potere sfruttare questa situazione. Dire: “Non sono neanche capace di mettersi insieme. Facciamo noi per loro”.

Ma arriverà il momento in cui riusciremo a metterci insieme. Il momento dove riusciremo a parlare con la stessa voce. Dove riusciremo a fare sentire i nostri gridi.

Il momento dove arriveremo a dire che la nostra lotta è la stessa di tanti italiani: stare bene insieme, nel rispetto delle leggi e delle tradizioni della nostra nuova terra, senza dimenticare la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni.

Forse chiediamo troppo.

Ma non possiamo chiedere altro. Chiediamo ascolto. Chiediamo rispetto. Chiediamo possibilità. Chiediamo rispetto per la nostra differenza. Per la nostra voglia di essere diversi. La nostra voglia di essere diversi non vuole dire essere contro.

Ma essere quello che siamo vivendo in questa Italia già somma di tante diversità.