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La città dei morti – di Luca Pistone

01.Ottobre.2010 · Posted in cultura

"La città dei morti" è il luogo dove abitano i cittadini "in esubero" del Cairo. Ci si potrebbe aspettare una bidonville ai bordi della città. In realtà è molto di più. Il fotoreportage che ci ha inviato il fotografo Luca Pistone. ...

ANIME IN CARNE ED OSSA

Di Luca Pistone

Nella Città dei Morti, il museo monumentale del Cairo, la vita continua.

Attualmente questa necropoli è abitata da circa 800.000 “anime in carne e ossa” che da decenni si sono installate all’interno delle cappelle funerarie adibite alla sepoltura dei defunti. Vivono a contatto con i morti.

Il Cairo, metropoli di oltre 17 milioni di abitanti, non ha più lo spazio necessario per ospitare i suoi cittadini in esubero. Diviene dunque semplice comprendere come anni fa qualcuno (c’è chi dice una famiglia composta da padre, madre e figlio) abbia avuto la geniale intuizione di mettere radici in un luogo per definizione inospitale.

A questo qualcuno, a questo pioniere, fu sufficiente attraversare l’autostrada alle spalle della cittadella di Mohammed Ali per rendersi conto di avere innanzi a sé un luogo salubre (per il clima secco) ed estremamente economico.

Fu così sfatato un tabù.

Il precursore fu in breve tempo seguito da molti altri indigenti.

Senza dubbio gli albori della rinascita del cimitero videro un esercito di mendicanti riempire gli stretti vicoli sterrati. Ma presto ci si rimboccò le maniche: i nuovi inquilini lavorarono sodo per migliorare le condizioni del “quartiere” (tubature dell’acqua, corrente elettrica ed illuminazione per le strade non mancano).

I rapporti tra la gente del luogo e i parenti dei defunti sottostanno ad un tacito accordo: le tombe tradizionali includono infatti una stanza per il morto e delle stanze adiacenti per i vivi, così da permettere ai parenti dei defunti di visitare i propri morti per lunghi periodi.

Oggi gli abitanti del cimitero conducono una vita del tutto simile a quella dei loro corrispettivi del centro del Cairo. Certo non navigano nel lusso, ma neanche nella miseria come ci si può aspettare.

Il luogo è stato stigmatizzato dalle autorità come posto pericoloso per i numerosi criminali presenti e per questo inaccessibile ai turisti e ai curiosi. Le apparenze contano e Mubarak, Nazif e soci di certo non sfavillano nell’olimpo della politica che conta quando viene fatto loro presente che una delle nascenti attrazioni del Cairo è un cimitero di straccioni.

Ma non si tratta assolutamente di straccioni. O almeno non solo.

I soggetti di questo reportage sono tutti personaggi del ceto medio egiziano accomunati dalla loro provenienza o residenza: la Città dei Morti. L’intenzione è quella di testimoniare la loro dignità durante momenti passati dentro e fuori la Città dei Morti.

C’è chi ripulisce la propria strada.

C’è chi s’improvvisa venditore ambulante di pomodori.

C’è chi chiacchiera di sera con la vicina.

C’è chi prende la metropolitana per andare all’università.

C’è chi è riuscito ad aprire una piccola libreria.

C’è chi fa il barista.

C’è chi prega per strada e chi va alla moschea.

C’è chi aspetta l’autobus.

E c’è chi manifesta per una causa.

Ci sono tante persone che dimostrano ai benpensanti che decoro e rispettabilità non sono necessariamente legate alla provenienza.

Ci sono persone che sfatano tutti i tabù.

Foto e testo di Luca Pistone, www.pistonephotography.com