Posts Tagged ‘africani’

Morte Traoré: parlano il fratello e un amico

10.Giugno.2016 · Posted in extrafrica

L’intervista al fratello e a un amico di Sakine Traore, il ventisettenne del Mali che ieri ha perso la vita, ucciso da un colpo di pistola esploso da un carabiniere che tentava di difendersi perché aggredito. ...

L’intervista al fratello e a un amico di Sakine Traore, il ventisettenne del Mali che ieri ha perso la vita, ucciso da un colpo di pistola esploso da un carabiniere che tentava di difendersi perché aggredito.
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Tragedia alla tendopoli: la protesta di questa mattina

09.Giugno.2016 · Posted in extrafrica

I migranti sono andati dalla tendopoli al comune di San Ferdinando. ...

I migranti sono andati dalla tendopoli al comune di San Ferdinando.

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Gli africani, gli europei e la schiavitù

20.Ottobre.2013 · Posted in punto di vista

GLI AFRICANI HANNO DIMENTICATO DI EDUCARE GLI EUROPEI AFFINCHÉ ACCETTINO IL FATTO CHE LA SCHIAVITÙ SIA FINITA JPP17/10/2013 Traduzione: Piervincenzo Canale In Francia esiste una legge che vieta la pubblicazione dei patrimoni dei cittadini. Contrariamente all’Italia, per esempio, nessun giudice francese ha il diritto di mettere il naso nel reddito, che giustifichi il tenore di ...

GLI AFRICANI HANNO DIMENTICATO DI EDUCARE GLI EUROPEI AFFINCHÉ ACCETTINO IL FATTO CHE LA SCHIAVITÙ SIA FINITA

JPP17/10/2013
Traduzione: Piervincenzo Canale

In Francia esiste una legge che vieta la pubblicazione dei patrimoni dei cittadini. Contrariamente all’Italia, per esempio, nessun giudice francese ha il diritto di mettere il naso nel reddito, che giustifichi il tenore di vita o meno, a meno che non si sia in presenza di un sequestro da parte dell’amministrazione fiscale. Questa regola è impunemente violata quando si tratta dei capi di stato africani nel momento in cui hanno smesso di essere docili o quando li si vuole distruggere. La prossima volta, prima di farvi manipolare e consegnare la propaganda anti-africana, chiedetevi questo: perché queste stesse organizzazioni che parlano degli stessi 3 capi di stato africani, Bongo, Sassou e Obiang, non parlano mai dei dignitari del Qatar, dei kuwaitiani o dei sauditi che in Francia non nascondono neanche l’opulenza del loro tenore di vita? Si ha come l’impressione che questa caccia all’uomo inizi nel momento in cui questi capi di stato hanno messo gli occhi su Pechino e che tutta l’impalcatura francese in Africa stia cadendo inesorabilmente. Se gli altri dovessero seguire il loro esempio, sarebbe la catastrofe.

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Alternative possibili a stato emergenza permanente

09.Maggio.2011 · Posted in extrafrica

Qui le proposte di Fulvio Vassallo Paleologo per la cosiddetta "emergenza migranti". ...

1. Per una tragedia evitata sotto gli occhi di tutti, sugli scogli di Lampedusa, continua in tutto il Canale di Sicilia la strage infinita dei migranti in fuga dal Nord-Africa, e persino il ministro Maroni, che sino a qualche settimana fa rilanciava i consueti allarmi diffusi dai servizi segreti sulla presenza di terroristi tra i profughi, avverte oggi che tutti gli ultimi arrivati dalla Libia saranno trattati come profughi ed avranno dunque un permesso di soggiorno per motivi di protezione internazionale. (altro…)

Africani in Sinai: situazione ormai insostenibile

03.Febbraio.2011 · Posted in varie

Profughi nel Sinai. Riceviamo aggiornamenti da parte di don Mussie Zerai e da parte di famiglie eritree soggette ad estorsione da parte dei trafficanti. ...

Roma, 3 febbraio 2011. Profughi nel Sinai. Riceviamo aggiornamenti da parte di don Mussie Zerai e da parte di famiglie eritree soggette ad estorsione da parte dei trafficanti.

E’ confermato che i migranti giunti da poco nel governatorato del nord del Sinai si trovano ancora nella mani di bande di beduini Rashaida, che chiedono un riscatto di “soli ” 3000 dollari per condurre gli africani al confine con Israele.

Sorge spontanea una domanda: come faranno a mantenere la promessa, visto che attualmente i controlli al confine sono capillari e coinvolgono sia le forze di sicurezza egiziane che quelle israeliane? Se i prigionieri non trovano il modo di ottenere la somma entro pochi giorni, verranno ceduti a bande di beduini Sawarqa ed al-Tarabin, i quali rialzeranno il riscatto a 8/10.000 dollari pro capite.

Secondo attivisti del Sinai, attualmente almeno 1000 africani sono detenuti nei campi di prigionia delle bande del nord del Sinai, che in questo periodo di conflitti si muovono liberamente tra le varie località del deserto.

“I profughi,” spiega Zerai in una nota, “raccontano di trasferimenti dal luogo di detenzione verso località più a sud, lontane della zona militarizzata del Sinai. Stamane ho potuto parlare con un gruppo di 150 persone, fra cui vi sono tre ragazze che ogni sera vengono sottoposte a violenze sessuali dai predoni.

Il gruppo di profughi subisce torture e violenze e riferiscono anche casi di amputazione e mutilazione: un metodo spietato usato dai trafficanti per ottenere i riscatti”. Purtroppo durante azioni di assalto alle carceri, i predoni hanno liberato alcuni dei loro capi, detenuti per crimini legati al traffico di esseri umani, organi, armi e droghe pesanti, oltre che per omicidi e violenze gravi. Come divulgato dal Gruppo EveryOne e dall’Agenzia Habeshia fin dal mese di dicembre 2010, i trafficanti hanno referenti non solo in Egitto, ma anche in Sudan, nel Dubai e persino in Israele, a Tel Aviv.

Il Mossad è stato avvertito di questa realtà, ma finora non ha agito neanche nei confronti dei criminali basati nella capitale dello stato ebraico. E’ un errore, perché il denaro proveniente dai traffici finanzia il terrorismo internazionale e dunque anche i movimenti che si propongono di annientare Israele.

“I trafficanti pretendono il pagamento del riscatto, tramite Western Union, nei paesi dove sono dislocate le loro persone di fiducia,” conferma Zerai, “al Cairo, in Sudan, nel Dubai e a Tel Aviv, perché sono ramificati in diversi paesi del Medio Oriente. Attendiamo un azione concreta dell’Ue sia riguardo al Sinai che in risposta alla necessità di protezione internazionale per i migranti detenuti in Egitto e Israele, senza dimenticare le persone che sono state respinte dall’Italia tra il 2009 e il 2010, che sono tuttora in Libia, in attesa del pronunciamento della Corte Europea.

Chiediamo all’Unione europea di agire con ogni strumento a disposizione per la liberazione e il reinsediamento umanitario dei profughi in ostaggio nel Sinai e per combattere il traffico di esseri umani e di organi. Chiediamo inoltre programmi di prevenzione e accoglienza – repetiita juvant: piani di reinsediamento – per evitare che i profughi cadano nel mercato degli schiavi”.

Fonte: gruppo Everyone

Calabria: agricoltore sfruttava africani, arrestato

05.Giugno.2010 · Posted in attualità

Riprendiamo il comunicato stampa dei Carabinieri di Reggio Calabria che hanno arrestato il 3 giugno scorso un imprenditore agricolo che sfruttava manodopera straniera, in particolare cittadini africani, pagandoli inizialmente 15 euro per poi non pagarli più. I Carabinieri ...

Riprendiamo il comunicato stampa dei Carabinieri di Reggio Calabria che hanno arrestato il 3 giugno scorso un imprenditore agricolo che sfruttava manodopera straniera, in particolare cittadini africani, pagandoli inizialmente 15 euro per poi non pagarli più. I Carabinieri
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Africani a Rosarno: Reality su La7

18.Maggio.2010 · Posted in varie

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Entro fine anno, africani avranno una banca

03.Febbraio.2010 · Posted in economia

Entro la fine dell’anno gli africani che vivono o sopravvivono in Italia avranno una propria banca etica. E’ questo in sintesi il risultato dell’incontro di ieri a Roma nella sala Aniene della Regione Lazio. Tutti i presenti hanno ascoltato la presentazione di Francis Nzepa, presidente della Management Consulting Group, la societa’ che si sta occupando ...

Entro la fine dell’anno gli africani che vivono o sopravvivono in Italia avranno una propria banca etica.

E’ questo in sintesi il risultato dell’incontro di ieri a Roma nella sala Aniene della Regione Lazio.

Tutti i presenti hanno ascoltato la presentazione di Francis Nzepa, presidente della Management Consulting Group, la societa’ che si sta occupando di avviare la futura Unicontinental Bank, una banca fatta da africani per gli africani e gli immigrati. In breve BEDA, Banca Etica della Diaspora Africana.

Il primo obiettivo della BEDA e’ quello di offrire servizi bancari agli immigrati senza i costi delle banche tradizionali.

Oggi le rimesse, cioe’ i soldi che ogni immigrato invia nel suo paese, vengono tassate intorno al 10% per ogni transazione da societa’ come Western Union o Money Transfer. La BEDA farebbe la stessa cosa per il 3%.

Gli esempi sono tanti e sottolineano tutti che gli immigrati in Italia non chiedono carita’ ma diritti.

Con la BEDA si andrebbe a garantire il diritto dell’accesso al credito e alla bancarizzazione, cioe’ ad avere un conto bancario e servizi associati.

Un grande passo in avanti per il benessere generale in Italia e in Africa ed evitare altri scontri sociali come a Rosarno, Castelvolturno e Villa Literno.

Africani a Rosarno: AnnoZero 14 gennaio 2010

18.Gennaio.2010 · Posted in speciali

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Africani a Rosarno: “chi pagherà?” – ass. Dossetti

16.Gennaio.2010 · Posted in varie

Associazione G. Dossetti: “Sfruttamento di immigrati e violazione della Legge Bossi Fini: chi pagherà?”   Roma, lunedì 11 gennaio 2010 –  I recenti fatti di Rosarno, comune in provincia di Reggio Calabria sciolto per infiltrazioni mafiose, hanno manifestato evidenti violazioni delle norme legislative in materia di immigrazione, sanità, rispetto dei diritti civili. A commentare la vicenda, ...

Associazione G. Dossetti: “Sfruttamento di immigrati e violazione della Legge Bossi Fini: chi pagherà?”

 
 
Roma, lunedì 11 gennaio 2010 –  I recenti fatti di Rosarno, comune in provincia di Reggio Calabria sciolto per infiltrazioni mafiose, hanno manifestato evidenti violazioni delle norme legislative in materia di immigrazione, sanità, rispetto dei diritti civili. A commentare la vicenda, il responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori”, Corrado Stillo.
 
«Da anni – ha detto Stillo – le amministrazioni locali di Rosarno, le Asl, l’Ispettorato del lavoro e il Commissario prefettizio, erano a conoscenza della presenza di migliaia di lavoratori immigrati sfruttati oltre ogni ragionevole misura per la raccolta di agrumi, olive, e altri prodotti dell’economia agricola del luogo. Clandestini che, per anni, hanno vissuto in disumane condizioni senza che mai nessuno dei responsabili locali intervenisse per sanare una situazione gravemente lesiva dei diritti umani».
 
Le deportazioni di questi giorni, le eclatanti quanto inutili demolizioni dei ghetti, la caccia ai clandestini nelle campagne, le violenze cieche, per Stillo non sono altro che un segno tangibile delle inerzie e le colpe delle amministrazioni locali, già riconosciute come infiltrate da organizzazioni malavitose. «Chiediamo al Ministro Maroni – ha concluso – di gonfiarsi meno il petto con operazioni di polizia che colpiscono solo i più deboli, lasciando al loro posto i responsabili  dello sfruttamento e i mandanti delle violenze. La dignità delle persone è stata offesa sotto gli occhi di tutti, specialmente di coloro che oggi fanno le vittime del fenomeno ‘immigrazione’, da loro stessi voluto. Ci rivolgiamo, inoltre, alla Direzione Investigativa Antimafia per indagare a vasto raggio sulle responsabilità degli incidenti che hanno offeso non solo gli immigrati, quali esseri umani, ma anche la sensibilità  di tutto il popolo italiano».