Poesie attraverso la perla dell’Africa – intervista

21.Novembre.2014 · Posted in cultura

Il 2 novembre scorso abbiamo intervistato l’autore di “Poesie attraverso la perla dell’Africa”, Hamid Barole Abdu, che da quasi un anno vive in Uganda.

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Come mai ti trovi da nove mesi a Kampala?

Nel mese di novembre dello scorso anno venni in Uganda e rimasi per un mese. Lo scopo era quello di vedere se poteva avere delle caratteristiche per viverci. Alcuni amici che conoscono il paese mi parlavano come paese tranquillo, cioe’ in pace. Infatti e’ apparentemente in pace, ma credo che lo diventerà, sopratutto in un’epoca della globalizzazione. Un altro motivo perche’ ho scelto l’Uganda perche’ ha molte cose in comune con l’Eritrea, il mio paese di origine. Tutti i paesi dell’Africa orientale sono molto simili. Avrei preferito l’Eritrea ma purtroppo e’ il paese piu’ dittatoriale in Africa, infatti come assistiamo ogni giorno sono tanti i giovani eritrei che cercano di fuggire dal paese definito ormai “lo Stato carcere a cielo aperto”. E’ proprio per questo motivo che preferiscono sfidare la morte nel deserto o nel cimitero del Mare Mediterraneo.


Come nasce l’idea di creare quest’antologia di poesie di studenti di letteratura del College School di Makerere, Kampala, Uganda?

In Occidente, ma in particolare, in Italia si sa poco dell’Uganda, nello specifico dal punto di vista culturale e artistico. Si sa solo di aspetti negativi riguardo la guerra, la povertà, la fame e la miseria, ecc. Nel mio piccolo vorrei far conoscere il paese attraverso i suoi giovani-studenti con predisposizione alla scrittura. Dopo aver proposto a due insegnanti di letteratura, questi mi invitarono in classe a proporre “il progetto” direttamente agli studenti. Quest’ultimi accettarono e in poco tempo mi consegnarono le loro poesie. L’idea del libro ha piu’ di uno scopo: capire il loro pensiero rispetto al mondo che li circonda, cioe’ il livello di coscientizzazione (per dirla con un termine molto caro a Fanon); far conoscere attraverso i loro pensieri e ciò che esprimono il loro paese. Per alcuni potrebbe essere un’opportunità per avere visibilità in Italia e in Occidente in generale, perche’ l’idea – un po’ ambiziosa – e’ quella di far tradurre il libro in altre lingue, per esempio, in spagnolo, in tedesco, ecc. Infine, non per importanza, il ricavato dalla vendita del libro verrà dato ad una Commissione composta tra gli studenti e alcuni insegnanti allo scopo di aiutare gli studenti in situazioni di difficoltà, in termini economici.

Cosa pensi possa interessare al lettore italiano di questo libro?

Come dicevo prima, in Italia si sa poco dell’Uganda a differenza dell’Africa occidentale, come il Senegal, il Mali, il Burkina Faso, ecc., questo e’ soprattutto grazie ai suoi scrittori, i romanzieri, i poeti e gli artisti. Tra questi, il burkinabè Joseph Ki-Zerbo (primo intellettuale africano a scrivere la Storia dell’Africa nera), lo scrittore e filosofo maliano Amadou Hampaté Bà (la sua citazione “Un vecchio che muore è una biblioteca che brucia” rappresenta da sempre il legame tra la tradizione orale e la letteratura scritta in Africa), il primo presidente della repubblica indipendente del Senegal Léopold Sédar Senghor, il senegalese Cheikh Anta Diop (Scienziato, linguista e grande conoscitore dell’Africa), e Thomas Sankara che fu un grande presidente del Burkina Faso.

In base a quali criteri o come sono state scelte le poesie?

Non ho usato nessun criterio per la scelta delle poesie, in questa fase mi interessa la mappatura in generale.

Perché questo libro?

A parte che e’ in corso di lavoro un altro libro di racconti brevi ma veri, cioè di ragazzi-adulti adesso ma durante la loro infanzia hanno subito traumi causa il genocidio in Rwanda e/o durante il conflitto per il potere tra Milton Obote e Yoweri Kaguta Museveni, attualmente presidente dell’Uganda. Fù il momento più traumatico per gli ugandesi in quanto furono commessi crimini più atroci in ogni parte del paese.
Comunque, per rispondere alla domanda, la scrittura, in particolare la poesia e’ la forma più innocente per esprimere il proprio pensiero, da qui nasce l’idea del libro. Un paese che non ha scrittori e’ un paese morto, gli scrittori raccontano il passato e il presente; gli scrittori sono l’”antenna” della società in quanto sentono, vedono e osservano la realtà e, spesso, sono il megafono di coloro che non hanno voce.

Quali i riscontri della versione inglese del libro?

Il lavoro di traduzione in italiano e’ stato realizzato dall’amica Daniela Buccioni, per correttezza la domanda andrebbe fatta lei.

Risposta della traduttrice.

Le difficoltà hanno riguardato il come esprimere e dunque mettere nero su bianco i pensieri e le emozioni degli scrittori ugandesi. Molto spesso si tende a parlare di impossibilità o addirittura di intraducibilità (da una lingua all’altra) rispetto al genere poesia. Credo che la questione meriti un approfondimento. Il traduttore in questo caso non è quello automatico di google o dei motori di ricerca. Il traduttore in questo caso è una persona, un soggetto che mette in pratica le sue conoscenze ma anche le sue naturali imperfezioni (ed emozioni). Come traduttrice del testo “Poesie attraverso la perla dell’Africa”, ho ritenuto prioritario dare voce ai messaggi celati nei testi delle poesie , messaggi che riguardano la guerra, la violenza ma anche l’amore. Questo è avvenuto a volte a discapito degli aspetti ritmici e metrici ma mai con l’intento di stravolgere il contenuto delle poesie originali. Se questi messaggi dunque riusciranno a passare, se queste poesie avranno effetto sui lettori che le leggeranno (Hampâté Bâ diceva: possa la tua azione avere un effetto simile a quello del seme del baobab) forse avrò fatto bene a concedermi alcune di queste licenze.

 

intervista di Piervincenzo Canale

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One Response to “Poesie attraverso la perla dell’Africa – intervista”

  1. Ho letto il libro di“Poesie attraversla perla dell’Africa”, Hamid Barole Abdu e trovo che ogni poesia e una vera perla…ho provato profonda comunanza di sentimenti e di visuto..poso solo dire ,grazie Hamid per questo dono che ci hai fato attraverso la tua poesia!!!

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