Kenya: atleti in preparazione per le olimpiadi

06.giugno.2008 · Posted in sports

Sono più di 120 gli atleti del Kenya che si stanno allenando per partecipare alle prossime olimpiadi che si terranno a Pechino nel mese di agosto.

Il corrispondente in Africa orientale, Ken Chelimo, racconta i preparativi per le selezioni della squadra olimpica del Kenya che si terranno nelle prime settimane di luglio.

Una parte della squadra olimpica dello stato dell’Africa orientale si è trasferita per gli allenamenti presso il campus di Chepkoilel del Moi University, situato a 360 km da Nairobi e a 10 km da Eldoret town, il centro sportivo degli atleti kenioti. Un’altra parte della squadra si sta preparando presso il High Altitude Performance Training Centre (HAPTC), un centro che fa parte del Comitato olimpico internazionale a pochi chilometri da Eldoret town. Gli sportivi sono seguiti da due allenatori: Julius Kirwa che allena la nazionale e Joseph Ngure che dirige il centro sportivo HAPTC.

Tra gli atleti che si stanno già preparando per Pechino c’è Ezekiel Kemboi, specializzato nei 3000 siepi. Kemboi guida il gruppo al Chepkoilel Camp. Ci sono Brimin Kipruto, medaglia d’argento nei 3000 siepi alle ultime olimpiadi, e Augustine Choge, campione junior. Del gruppo fanno parte anche Asbel Kiprop, che si è già qualificato nei 3000 siepi per le prossime olimpiadi, e Isaac Songo, campione junior.

Ogni atleta sta lavorando sodo per rientrare nella rosa di nomi che farà parte della squadra olimpica nazionale dopo le selezioni che si terranno nelle prime settimane di luglio. Intanto l’Etiopia, rivale di sempre del Kenya, nelle lunghe e medie distanze non ha ancora formato la propria squadra olimpica e molti kenioti sanno che si dovranno battere con talenti del calibro di Kenenise Bekele e Asebu Mesekevu.olympic games China 2008

Janet Jepkosgei e Pamela Jelimo, che hanno dominato i mondiali degli 800m devono ancora confrontarsi nelle prove dopo le recenti gare in Germania alla golden league di Berlino. Entrambe provengono dallo stesso villaggio nel distretto di Nandi, a pochi chilometri da Eldoret. Sarà interessante vederle confrontarsi alle qualificazioni visto che Jelimo ha segnato il nuovo record degli ultimi 11 anni di 1 minuto e 54 secondi nella capitale tedesca facendo arrabbiare la campionessa Janet.

di Ken Chelimo

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OBAMA VINCE E IL KENYA FESTEGGIA

06.giugno.2008 · Posted in politica

obama-usflagLa vittoria delle primarie negli Usa del candidato democratico alla presidenza, Barrack Obama, ha fatto sì che il Kenya – cioè il paese d’origine del senatore dell’Illinois – festeggiasse.

Canti, balli, banchetti di cibo secondo la tradizione della comunità Luo (l’etnia del padre del candidato democratico) si sono svolti in alcune zone del Kenya.

Subito dopo l’annuncio dei risultati, il Kenya, e in particolare la provincia di Nyanza, dove il padre di Obama è nato ed è cresciuto, ha festeggiato la vittoria della nomination per la Casa Bianca. La nonna di Obama, Sarah Obama, era particolarmente euforica per i risultati. Non aveva parole per esprimere ciò che provava di fronte ai vicini di casa e agli amici che venivano a farle visita dal vicino paesino di campagna di K’ogalo nel distretto di Siaya (circa 500 km da Nairobi)  per esprimere messaggi di giubilo e congratulazioni. (altro…)

“L’Africa che voglio” – di Rhodah Mashavave

04.giugno.2008 · Posted in attualità

“Tra 15-20 anni l’Africa starà bene”, ha detto un tassista turco. taxidriver-leonid-mamchenkov

La corrispondente di Africanews.it, Rhodah Mashavave, racconta i pensieri che ha avuto sul suo paese, lo Zimbabwe, e sul suo continente durante un recente viaggio in Germania.

Descrive ciò di cui avrebbe bisogno l’Africa, secondo lei, per stare finalmente “bene”: fermare le malattie, recuperare le lingue africane, fermare il commercio delle armi, e avere leader politici più responsabili. (altro…)

Kibaki esorta per maggiore cooperazione economica in Africa orientale

29.maggio.2008 · Posted in attualità

120 milioni di persone vivono su una superficie di 1,8 milioni di chilometri quadrati, con un Pil che ammonta a circa 41 miliardi di dollari. Questi i numeri dell’Africa orientale, la regione di Kibaki, presidente del Kenya.

Durante una conferenza, Kibaki ha recentemente sottolineato l’importanza di una maggiore cooperazione economica e di un’integrazione politica più forte, aggiungendo che l’attuale cooperazione economica è la base da cui partire per l’unità politica dell’Africa orientale. (altro…)

Marocco: Riad Motors costruirà il più grande impianto di assemblaggio d’auto del Nordafrica

24.maggio.2008 · Posted in economia

Il più grande impianto industriale per l’assemblaggio delle auto cinesi sarà costruito in Marocco da Riad Motors Holding.

 

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Spagna: i calciatori africani non saranno più stranieri

24.maggio.2008 · Posted in sports

Dopo aver consultato la Fifa e l’Uefa, la Federazione del calcio spagnolologoRFEF (Real Federación Española de Fútbol) ha deciso di non considerare più i calciatori africani come stranieri. Saranno considerati cittadini dell’Unione Europea. La decisione è stata presa nell’ambito degli accordi tra la Ue e i paesi Acp (Africa, Caraibi, Pacifico). La decisione aprirà nuovi scenari per il calcio spagnolo.

Queste le squadre più interessate dalla decisione: Barcelona per Eto’ (Camerun) e Touré (Costa d’Avorio), Real Madrid per Diarra (Mali), Almeria per Kalu Uche (Nigeria), Getafe per Ikechukwu Uche (Nigeria), Sevilla per Arouna Konè (Ivory Coast), Levante per Ettien (Camerun) e Osasuna per Webò (Camerun).

Fonte: Yahoo-Eurosport

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Camerun: il premier Inoni riceve il calciatore Patrick Mboma Ndem

24.maggio.2008 · Posted in sports

Il premier del Camerun, Ephraim Inoni, ha ricevuta l’ex attaccante PatrickMbomaNdemdei leoni d’Africa Patrick Mboma Ndem insieme ad altri due membri di “Hope Finance”, un’organizzazione francese di micro-finanza che vuole aprire delle filiali in Africa. Patrick Mboma è uno dei dirigenti di quest’organizzazione.

Dopo l’incontro, Mboma ha detto ai giornalisti: “gli Africani che vivono lontani dall’Africa hanno un potenziale enorme e noi vogliamo usare la forza di questa diaspora per aiutare noi stessi e i nostri fratelli nei paesi africani”.

“Hope Finance – ha aggiunto – ha predisposto dei servizi finanziari specifici ai bisogni di chi è emigrato in Francia e di chi fa parte della diaspora, serve da ponte tra la Francia e l’Africa per combattere la povertà in modo sostenibile e offre servizi di micro-finanza come trasferimenti di denaro a basso costo e mutui per diversi progetti.

Attraverso l’istituzione del micro-credito “vogliamo avere – ha concluso – un’influenza sull’economia e su altri settori come la salute e l’educazione”.

Fonte: AllAfrica.com

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Zimbabwe: manifestazioni contro diritti politici violati

24.maggio.2008 · Posted in attualità

Organizzazioni della società civile Africana hanno organizzato insieme diverse manifestazioni in Africa  e nel resto del mondo per manifestare la loro solidarietà a tutti coloro che si sono visti negati i diritti politici in Zimbabwe.standupforzimbabwe

Gli organizzatori prevedono che migliaia di persone scenderanno in piazza.

L’evento coincide con le celebrazioni dell’Africa day,  anniversario della fondazione nel 1963 dell’Organizzazione per l’unità africana, che è oggi l’Unione Africana. (altro…)

Giornalisti perseguitati: assemblea di ICORN in Norvegia

23.maggio.2008 · Posted in attualità

ICORN, la rete internazione delle città dei rifugiati, si è riunita recentemente in Norgegia. Oggetto dell’assemblea generale: questioni riguardanti i giornalisti perseguitati .

Alcuni di loro provengono dall’Iraq. “Anche quando si trovano al sicuro delle loro dimore molti scrittori iracheni sono ancora terrorizzati da questa guerra che si sta combattendo nel loro paese.  Molti credono che la guerra in Iraq si sarebbe dovuta evitare ad ogni costo”, scrive la nostra corrispondente, Rhodah Mashavave.

Mentre alcuni scrittori continuano ad essere perseguitati e a vedersi negati i diritti di libertà di espressione nei paesi dove sono nati, alcuni sono stati abbastanza fortunati da aver trovato rifugio in alcune città europee e americane.

ICORN, che sta per “International Cities of Refuge network”,  ha celebrato recentemente la sua terza assemblea generale a Stavanger, in Novergia, per discutere di alcune questioni riguardanti i giornalisti perseguitati.

Quest’organizzazione è stata in prima linea nell’offrire rifugi sicuri agli scrittori perseguitati. Quest’ultimi hanno potuto così continuare a scrivere e a esprimersi liberamente, senza paura di essere censurati o zittiti.

La maggior parte di questi scrittori fortunati provengono dall’Iraq. La guerra, che sta devastando l’antica Mesopotamia, la culla delle civiltà, ha fatto sì che gli scrittori diventassero delle specie in via di estinzione nel loro stesso paese. Anche al sicuro delle loro case, molti scrittori iracheni sono pessimisti sulla guerra che si sta conducendo nel loro paese. La maggior parte crede che si sarebbe dovuto evitare la guerra a qualsiasi costo.

“L’America è la causa della guerra e della miseria che molti iracheni affrontano oggi”, dice uno scrittore iracheno che ha chiesto di restare anonimo per motivi di sicurezza.

Gli scrittori nei paesi ospitanti devono affrontare molte sfide come imparare nuove lingue e integrarsi in nuovi ambienti. Tuttavia la maggior parte riesce a superare le difficoltà.

Per esempio Mansur Rajih, un poeta dello Yemen che è stato tenuto un prigione per 15 anni dal regime che governa il suo paese. Dopo l’intervento di organizzazioni come Pen e Amnesty, è stato liberato ed è stato ospitato a Stavanger, in Novergia. Rajih sta per pubblicare la sua terza collezione di poesie bilingui dalla sua città rifugio.

ICORN è un’organizzaizone che sta crescendo ogni anno sempre di più grazie al fatto che sempre più paesi in Europa e nelle Americhe stanno aprendo le proprie frontiere agli scrittori perseguitati.

Alcuni di questi scrittori che vengono ospitati, provengono da paesi come l’Iran, lo Zimbabwe, l’Afghanistan, il Camerun, la Cina, Cuba e la lista continua.

La prossima assemblea generale di Icorn si terrà nel 2009 a Barcellona, in Spagna.

 

di Rhodah Mashavave.

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Rugby: Sibanda spiega perché non ha giocato in nazionale

23.maggio.2008 · Posted in sports

Recentemente è stata pubblicata online una notizia riguardante la nazionale di rugby dello Zimbabwe, una squadra sudafricana e il suo giocatore Gerald Sibanda.

La notizia riguardava il fatto che il giocatore non ha potuto partecipare ad una partita con la sua nazionale, lo Zimbabwe.

Per questo motivo, la Rugby Union del paese dell’Africa meridionale ha inviato una lettera alla corrispondente organizzazione sudafricana.

Ad Africanews.it, Sibanda spiega il suo punto di vista sulla vicenda.

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