UNITED STATES OF AFRIKA

06.Settembre.2008 · Posted in speciali

africa-uniteQuesta è la storia degli stati africani raccontata da un africano, Mamadou Vieux Diop.

Innanzitutto vorrei ricordare il periodo dell’indipendenza degli stati africani, credo che il progetto dell’unione africana fosse già scritto negli anni ’60 a livello di stati africani. Non dimentichiamo che l’Oua (l’Organizzazione per l’Unità Africana, oggi Unione Africana, NdT) è stata una versione più o meno aggiustata della volontà di andare verso una vera e propria federazione di stati africani e l’idea di Oua è nata dapprima dalla proposta e dalla volontà di leaders come Kwame Nkrumah du Ghana.

Kwame Nkrumah era favorevole piuttosto a una federazione africana, quindi a una vera unione africana con un governo centrale, una forza armata unica e un sistema di stati federali. Altri leader politici come il presidente Léopold S. Senghor hanno proposto di andare piuttosto verso dei cerchi concentrici. La teoria dei cerchi concentrici è di iniziare a livello delle regioni, di organizzare delle confederazione a livello regionale, e in seguito preparare la federazione africana.

L’Oua è nata quindi come il frutto di un modus vivendi tra questi leader. Ci si è accorti che questo non era sufficiente e, oggi, l’Unione africana è giustamente un progetto che ha la volontà di andare più in là dell’Oua.

Se si tratta di ricominciare lo stesso percorso lasciando agli stati le sovranità sulle questioni fondamentali come la difesa e la sicurezza, secondo me non servirà a niente. Allorquando prendiamo atto che uno dei problemi principali dell’Africa è effettivamente quello della sicurezza, e quello della difesa, ci accorgiamo che ovunque sono in corso delle guerre civili.

L’Africa occidentale che sembrava fosse riuscita a scampare a quest’evoluzione, è stata coinvolta da questo spettro della violenza e delle guerre civili nel decennio 1990-2000.

Il problema centrale che si pone è quindi di sapere come gestire un meccanismo di difesa e di sicurezza poiché la sicurezza, checché se ne possa dire, precede lo sviluppo. Ecco, secondo me, un compito importante da inserire nell’agenda dell’Unione africana. ghana-statues

L’altro aspetto importante è il NEPAD, il nuovo partenariato per lo sviluppo dell’Africa, che costituisce una sfida per l’Unione africana. La prospettiva è di vedere se questa Unione africana farà progredire l’agenda del Nepad il cui obiettivo è di costruire la rete di sviluppo infrastrutturale dell’Africa.

I grandi problemi con i quali ci dobbiamo confrontare sono le infrastrutture stradali, le infrastrutture fluviali, marittime che potranno facilitare gli scambi tra i diversi paesi. A questa si aggiunge una terza agenda che interessa il problema della governance a livello globale, è il problema della revisione delle politiche dei pari che è un meccanismo istituito nel quadro del Nepad.

Vedremo cosa farà questo meccanismo creato all’interno dell’Unione africana e che ha mostrato la sua inefficacia sul terreno dell’unificazione del continente africano, che è l’unica soluzione per la sopravvivenza del continente.

 

Di Mamadou Vieux Diop

Foto di: kchenx e nyanirosen su Flickr

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Libia: per l’Italia “meno immigrati e più petrolio”

06.Settembre.2008 · Posted in attualità

tripoli-rahuldluccaDopo l’accordo con la Libia, l’Italia godrà di “contratti più lunghi per le forniture petrolifere libiche”. Lo ha detto l’onorevole Stefania Craxi, sottosegretario agli Affari Esteri, in un’intervista al quotidiano “Il Secolo XIX” a margine del convegno organizzato dall’Istituto Internazionale di diritto umanitario.

 

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Ghana: cooperazione con l’italiana Ghanacoop

03.Settembre.2008 · Posted in attualità

Era partita come un’associazione di africani in Italia come tante altre, senza troppe pretese. Ghana coop, questo il nome della cooperativa, è diventata una realtà importante che dimostra come la cooperazione tra Italia e Africa ha un grande futuro davanti a se’.

Partiti come una normale associazione di cittadini del Ghana a Modena, ben presto si sono allargati e nel 2005 hanno scritto un business plan. A quel tempo non sapevano che stavano per aprire nuove frontiere, avevano visto tuttavia una buona opportunità per fare affari e hanno provato a farla funzionare.

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Mali: strade costruite con sacchetti di plastica

03.Settembre.2008 · Posted in attualità

mopti-mali01Per anni i sacchetti di plastica hanno trasformato la città di Mopti, nel Mali, in una gigantesca pattumiera. Un anno fa, il cambiamento. La soluzione è stata trovata nel raccogliere e trasformare le buste di plastica in manto stradale.

Mopti è una città del Mali conosciuta per la sua moschea, per il suo porto e da qualche tempo anche per i sacchetti di plastica. Soprannominata la “Venezia del Mali”, la città ha deciso di darsi una ripulita . L’idea è venuta dal Niger e si sta diffondendo per tutta l’Africa: raccogliere la spazzatura lasciata dalla civiltà moderna, e trasformarla in qualcos’altro, in questo caso lastre di pietre per la pavimentazione delle strade. Rassomigliano anche alle tradizionali pietre del paese che hanno ricoperto i selciati di diverse città. (altro…)

Libia: Berlusconi offre scuse Italia per errori passati

31.Agosto.2008 · Posted in attualità

benghazi-libya“E’ una giornata storica per i popoli che hanno sofferto le conseguenze del colonialismo: il Leader della Rivoluzione ha reso nuovamente orgoglioso il popolo libico grazie alle pubbliche scuse offerte dal primo ministro italiano Silvio Berlusconi al popolo della Libia per il periodo coloniale”. Così è scritto in una notizia apparsa sul sito web dell’agenzia di stampa libica Jamahiriya news agency. (altro…)

Mozambico: fiera internazionale di Maputo

31.Agosto.2008 · Posted in attualità

african-peopleSi aprirà domani 1 settembre nella capitale la 44esima edizione della “Fiera Internazionale di Maputo (FACIM)”, considerata la più importante vetrina promozionale in Mozambico. Lo si apprende da una nota stampa della Farnesina.

“Alla Fiera parteciperanno operatori ed imprese di sedici paesi del mondo e in rappresentanza di tutti i settori commerciali”, è scritto nel comunicato. (altro…)

“Seppellite la mia pelle in Africa”, scrittore Abdu

28.Agosto.2008 · Posted in cultura

solidafrica14“Non voglio che il mio corpo rimanga in questa Italia così piena di razzismo”. Sono queste le parole dello scrittore Hamid Barole Abdu che ha rappresentato domenica 24 agosto ad Avellino, la performance teatrale “le scimmie verdi”.

La rappresentazione ha avuto luogo nell’ambito della mostra itinerante “Persone” organizzata da Solidafrica, il gruppo giovani di Chiama l’Africa, una Onlus che si occupa di progetti di cooperazione. (altro…)

Kenya: cercasi investitori italiani nel turismo

25.Agosto.2008 · Posted in economia

kenya-mombasaDurante la settimana appena passata è emerso che il Kenya ha bisogno di investitori stranieri soprattutto nel settore del turismo che sta cercando di risollevarsi dopo le violenze post elettorali verificatesi all’inizio dell’anno.

Tra gli investitori dati per favoriti ci sono gli italiani che sono conosciuti nel paese per gl’importanti investimenti nel settore, soprattutto nelle zone costiere di Malindi, Mtwapa, Mombasa e Diani. (altro…)

Kenya: Tsvangirai in Kenya per imparare la condivisione del potere

25.Agosto.2008 · Posted in attualità

odingaIl leader dell’opposizione dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, ha visitato il Kenya per confrontarsi sulle modalità del governo di coalizione e della condivisione del potere. (altro…)

Rifugiati sudanesi non sono pronti a lasciare il Kenya

18.Agosto.2008 · Posted in politica

sudanese-refugeesNonostante l’accordo per la condivisione del potere siglato quattro anni fa dal governo sudanese di Karthoum e dai ribelli del Sudan meridionale, i rifugiati del sud Sudan in Kenya si rifiutano di ritornare nel loro paese sostenendo diverse ragioni per restare nel paese dell’Africa orientale.

Achol Deng, un rifugiato che vive a Eldoret in Kenya, non vede il bisogno di ritornare nel suo paese perché in Kenya può permettersi un tenore di vita più alto insieme alla sua famiglia. Riceve, infatti, un sostegno finanziario da benefattori che vivono in Italia e in altri paesi europei.

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