Jean Bruce & The Fangs: arte contro discriminazione

14.Settembre.2010 · Posted in BLOG di Daniele Grasso

Jean Bruce é arrivato a Madrid dal Gabón nell’estate 2008. Ha avuto fortuna, racconta ad AFRICANEWS, é arrivato “in un modo normale”. Ma questo non gli ha fatto dimenticare le proprie radici.

Un anno e mezzo fa ha creato il progetto (“musicale, ma non solo”, come ci racconta) “Jean Bruce and The Fangs”, con il quale ha pubblicato il suo primo album , “Two Loves”, autoprodotto, in cui si alternano momenti springstiniani a delicate ballate in lingua Fang.

AfN: Ok, tu sei Jean Bruce. E “The Fangs”?

JB: Jean Bruce and The Fangs non é un gruppo di musicisti. I Fangs sono tutte le persone che fanno in modo che il progetto possa andare avanti, la gente che ascolta le nostre canzoni, il pubblico che viene a vedere un nostro concerto. Di fatto, a livello musicale, la porta é sempre aperta, io ho ben chiaro dove voglio arrivare, ma chiunque puó apportare qualcosa di suo al progetto. Ad esempio, tu che mi stai intervistando, adesso sei un Fang  anche tu.

AfN: E il progetto com’é strutturato?

JB: Stiamo costruendo un progetto di intercambio culturale, vogliamo far vedere come un africano possa avvicinarsi alla cultura occidentale senza dover mettere da parte la propria cultura. Chi ascolta l’album vi troverá l’ influenza di vari musicisti americani, ma anche canzoni in lingua Fang. E quando la gente viene ai concerti e ascolta in diretta le canzoni in Fang, si accorge dell’esistenza di questa cultura e se ne interessa.

In questo modo abbiamo cominciato a diffonderla e condividerla. Mi sto accorgendo che riusciamo a mostrare una parte dell’Africa che non é quella di cui si viene normalmente a conoscenza attraverso i mezzi di comunicazione ma è un’Africa con una cultura, un’arte e una musica ben viva.

AfN: “Ya wa be” é una delle canzoni in lingua Fang presenti all’interno dell’album. Cosa racconta?

JB: “Ya wa be” é la storia di un ragazzo africano che arrivó in Spagna clandestinamente, su un gommone. Non é autobiografica, io ho avuto la fortuna di arrivare qui per una via normale. Il fatto é che parlando con ragazzi e ragazze africane che incontrarono molte difficioltá ad arrivare, mi sono reso conto che sono persone realmente speciali, capaci di lottare con tutte le loro forze per cercare di migliorare la propria situazione.

Vedono l’Europa come se fosse il paradiso, lasciano ogni cosa e cominciano un viaggio tra la vita e la morte e spesso quando arrivano si trovano intrappolati, senza via d’uscita. Cosí Ya wa be racconta delle difficoltá che queste persone hanno trovato lungo il loro cammino, di quello che hanno lasciato nel proprio Paese, e delle difficoltá che continuano ad avere un volta arrivati in Spagna.

In questo modo grazie al Fang posso rimanere nel contesto di cui parlo, creare la massima vicinanza possibile con chi mi ascolta. Cerco di creare una canzone diretta da un africano ad altri africani. Dal punto di vista e nella lingua di un Africano. In questo modo, essendo questo un cd rivolto ad ogni tipo di pubblico e non solo a quello africano, riesco a creare l’intercambio culturale.

AfN: Senza dubbio, il punto forte del gruppo sono i concerti. Como é stato ricevuto il tuo lavoro, soprattutto dal vivo,  dal pubblico spagnolo?

JB: All’inizo ero abbastanza spaventato. Nonostante uno possa essere molto sicuro del proprio lavoro, alla fine ció che importa é che piaccia o no al pubblico. Inoltre, trovandomi in un paese che tende ad essere conservatore, presentarsi cosí, dal nulla, non é stato facile. Ma questa esperienza, vissuta sulla mia propria pelle, mi ha insegnato che con l’arte, con la musica, si possono rompere le barriere dell’integrazione. Mettendo in comune ció che facciamo, la musica, la danza o qualunque altra cosa, possiamo condividere la nostra cultura con il pubblico. In questo modo l’arte si trasforma in un’arma per lottare contro la discriminazione. In questo senso io, essendo Africano, mi sento un po’ come un esempio del fatto che quest’obiettivo si possa raggiungere.

Di un secondo album, Bruce per ora non ne vuole parlare. “Abbiamo qualcosa pronto, ma per ora sono solo pezzi nuovi da proporre dal vivo”. Ci sará da aspettare.

Intanto, si puó ascoltarlo su Myspace (www.myspace.com/jeanbruceandthefangs) o andarlo a vedere il 17 di Settembre al Centro Culturale Blas Otero di Alcobendas, a Madrid.

 

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