Il ministro somalo: non abbiamo bisogno di aiuti

Ecco un articolo che affronta il tema del convegno di Ottobre Africano 2015 che si è svolto al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“Gli aiuti finanziari tradizionalmente destinati ai paesi in via di sviluppo arrivano fino a un certo punto – ha dichiarato in un meeting alla Chatham House – più di tanto non possono fare e creano una forma di dipendenza dell’economia”.

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24 settembre 2015
Il ministro somalo: «Grazie tante, non vogliamo più aiuti»
di Davide illarietti

Niente fiori né opere di bene, ma investimenti. Il funerale dell’economia somala è rimandato: lo ha detto Abdulsalam Omer, grintoso ministro degli esteri della Somalia, in un recente incontro a Londra. Il discorso ha sorpreso un po’ tutti. È riassumibile più o meno così: “Signori (Fmi, Onu, Fao, mondo del no profit in generale, ndr.) grazie tante ma ora basta, non vogliamo più aiuti”.

Omer, ministro da sei mesi, è stato governatore della banca centrale somala fino a poco tempo fa e sa quel che dice. Specie quando parla di finanza. “Gli aiuti finanziari tradizionalmente destinati ai paesi in via di sviluppo arrivano fino a un certo punto – ha dichiarato in un meeting alla Chatham House – più di tanto non possono fare e creano una forma di dipendenza dell’economia”.

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Non che la Somalia non ne abbia bisogno, di aiuto. Non bastasse la guerra civile e il terrorismo islamista del gruppo Al-Shabaab, che controlla ancora ampie aree nel Sud del paese (sconfinando spesso in Kenya), ci sono le carestie – l’ultima, a dicembre scorso, ha interessato 855mila persone “malnutrite” in Somalia, stima la Fao – e ora pure El Niño: violenti nubifragi sono attesi nel Corno d’Africa per la fine dell’anno, una minaccia che secondo i meteorologi avrà proporzioni simili a quella che, nel 2011, causò oltre 2mila morti nel paese.

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Ma Omer non si fa scoraggiare. “Vende” un prodotto in cui crede, il prodotto-Somalia. L’anno scorso il Pil del paese è cresciuto del 3.7%, quest’anno del 2,7%, secondo un rapporto pubblicato a luglio dall’Fmi, che ha analizzato i trend dell’economia somala negli ultimi 25 anni. “Non vogliamo fare pubblicità al nostro governo – ha dichiarato il ministro – ma al nostro paese. La Somalia può diventare un leader mondiale nel mercato alimentare. Il settore agricolo, dell’edilizia e delle telecomunicazioni sono in rapida crescita”. Il ministro è dunque in cerca di “persone coraggiose che investano risorse sulle risorse” di un paese che non vuole essere più un peso, ma un’opportunità. Anzitutto per quei bambini che, ha concluso Omer, “adesso sono costretti a vivere chiusi in casa per la paura” oppure a partire per l’Europa rischiando la vita.

@CorriereSociale

Font: sociale.corriere.it

 

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