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	<title>Africa News - Notizie dall&#039;Africa</title>
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	<description>Africa news: notizie, informazioni e attualità dall&#039;Africa.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 14:56:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
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		<title>Le Buone Pratiche della Cooperazione allo Sviluppo</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario unita camerun]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 maggio 2012 si svolgerà a Roma un convegno per fare una lettura sullo stato della cooperazione decentrata fra l&#8217;Italia e il Camerun in occasione del 40° anniversario dell&#8217;unità dell&#8217; &#8220;Africa in miniatura&#8220;. Il 20 maggio 2012, la Repubblica del Camerun festeggia il 40° anniversario della sua Unità. “L&#8217;Africa in miniatura” ottenne la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 maggio 2012 si svolgerà a Roma un convegno per fare una lettura sullo stato della cooperazione decentrata fra l&#8217;<strong>Italia</strong> e il <strong>Camerun</strong> in occasione del 40° anniversario dell&#8217;unità dell&#8217; &#8220;<strong>Africa in miniatura</strong>&#8220;.</p>
<p><span id="more-12087"></span></p>
<p>Il 20 maggio 2012, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camerun" target="_blank"><strong>Repubblica del Camerun</strong></a> festeggia il 40° anniversario della sua Unità. “<strong>L&#8217;<span style="color: #ff6600;">Africa in miniatura</span></strong>” ottenne la sua indipendenza il 1° gennaio 1960. Nella fase finale della colonizzazione, il paese fu posto sotto il doppio dominio francese e inglese. Da questa situazione nacque una Repubblica federale il 1° ottobre 1961 con uno stato francofono e uno anglofono. Il 20 Maggio 1972 avvenne “La Rivoluzione Pacifica” che portò il Camerun a diventare una Repubblica Unita.</p>
<p>Per ricordare questo momento storico, l&#8217;associazione «<span style="color: #ff6600;"><strong>Cameroon Connection</strong></span>» in collaborazione con la <span style="color: #ff6600;"><strong>Comunità Camerunese</strong></span> in Italia Roma/Lazio (CCI R/L) organizza un convegno celebrativo. E&#8217; un momento per fare una lettura sullo stato della cooperazione decentrata fra l&#8217;Italia e il Camerun. Le politiche intraprese dagli enti e ONG locali, nonché una dimostrazione di alcune buone pratiche. Sarà anche l&#8217;occasione per dare nuove prospettive per l&#8217;integrazione dei Camerunesi in Italia.</p>
<p>info: tel/fax: 0434 730187<br />
lafeve@yahoo.it segreteria.cciroma@gmail.com</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">PROGRAMMA</span></strong>:</p>
<p style="padding-left: 30px;">15,00: Registrazione dei partecipanti</p>
<p style="padding-left: 30px;">15,15: Introduzione: dott. <strong>Serge Metanbou</strong>, Presidente Comunità camerunese a Roma</p>
<p style="padding-left: 30px;">15,30: Le politiche di integrazione e di cooperazione fra l&#8217;Italia e il Camerun.</p>
<ul>
<li>on. <a href="http://www.partitodemocratico.it/utenti/profilo.htm?id=13847" target="_blank"><strong>Nicola Manca</strong></a>, Parlamentare PD</li>
<li>dott. <a href="http://www.facebook.com/pages/Fabio-Amato/74452363411?sk=info" target="_blank"><strong>Fabio Amato</strong></a>, Responsabile Esteri Rifondazione Comunista</li>
<li>dott. <a href="https://twitter.com/#!/sergiogaudio" target="_blank"><strong>Sergio Gaudio</strong></a>, Forum Integrazione PD Roma</li>
<li>Prof. <a href="http://www.romamultietnica.it/it/africa/storici-e-filosofi-africani/item/3162-martin-nkafu-nkemnkia.html" target="_blank"><strong>Martin Nkafu</strong></a>, docente Università Lateranense<br />
Moderatore: <a href="http://www.rhodesforum.org/panel-9-contemporary-space-of-intercultural-dialogue/24-community/65-marguerite-lottin-italy-president-ngo-associazione-interculturale-griot" target="_blank"><strong>Marguerite Lottin</strong></a></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">16,30: Le buone prassi della cooperazione allo sviluppo fra Italia e Camerun</p>
<ul>
<li>arch. <a href="http://www.eurochocolate.com/en/home.html" target="_blank"><strong>Eugenio Guarducci</strong></a>, Presidente Eurochocolate Perugia</li>
<li>dott. <a href="http://www.altramente.info/archivio/8-articoli/415-respingimenti-italia-condannata.html" target="_blank"><strong>Guido Barbera</strong></a>, Presidente Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale (Cipsi)</li>
<li>arch. <a href="http://www.missioni-africane.org/1012__Didier_Manga_per_un_mondo_a_colori" target="_blank"><strong>Fernand Didier Manga</strong></a>, Coordinatore Progetto Ndzoan kakae<br />
Moderatore: <a href="http://www.linkedin.com/profile/view?id=45385101&amp;authType=NAME_SEARCH&amp;authToken=Mlyh&amp;locale=en_US&amp;srchid=cd96e0c4-6b28-468f-8143-e787a727cb78-0&amp;srchindex=1&amp;srchtotal=1&amp;goback=.fps_PBCK_*1_Elvis_Koloko_*1_*1_*1_*1_*2_*1_Y_*1_*1_*1_false_1_R_*1_*51_*1_*51_true_*1_it%3A5636_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2&amp;pvs=ps&amp;trk=pp_profile_name_link" target="_blank"><strong>Elvis Koloko</strong></a></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">17,30: Dibattito</p>
<p style="padding-left: 30px;">18,00: Rinfresco</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: comunicato stampa</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Costa Avorio: &#8220;Vogliamo la liberazione&#8230;” di Gbagbo</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[costa avorio]]></category>
		<category><![CDATA[Kouassi Ouraga Bertin]]></category>
		<category><![CDATA[Laurent Gbagbo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il signor Kouassi Ouraga Bertin è il capo del villaggio di Mama, il villaggio natale dell&#8217;ex presidente ivoriano Laurent Gbagbo, situato nella sotto-prefettura di Ouragahio, dipartimento di Gagnoa. Nell&#8217;intervista che segue, il capo ricorda la crisi seguita alle elezioni politiche, il processo del 18 giugno, la sconfitta di Sarkozy e la riconciliazione nazionale. Qual&#8217;è oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il signor Kouassi Ouraga Bertin è il capo del villaggio di Mama, il villaggio natale dell&#8217;ex presidente ivoriano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laurent_Gbagbo" target="_blank">Laurent Gbagbo</a>, situato nella sotto-prefettura di Ouragahio, dipartimento di <a href="https://maps.google.com/maps?q=Gagnoa,+Fromager,+Costa+d%27Avorio&amp;hl=en&amp;ie=UTF8&amp;ll=6.129631,-5.932617&amp;spn=10.308846,16.907959&amp;sll=5.120438,-3.172302&amp;sspn=0.080786,0.132093&amp;oq=Gagnoa,+Costa+d%27Avorio&amp;hnear=Gagnoa,+Fromager,+C%C3%B4te+d%27Ivoire&amp;t=m&amp;z=7" target="_blank"><strong>Gagnoa</strong></a>. Nell&#8217;intervista che segue, il capo ricorda la crisi seguita alle elezioni politiche, il processo del 18 giugno, la sconfitta di Sarkozy e la riconciliazione nazionale.</p>
<p><span id="more-12078"></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Qual&#8217;è oggi lo stato d&#8217;animo delle popolazioni dopo più di un anno dalla caduta del regime del loro Laurent Gbagbo?</strong></span></p>
<p>Qui a Mama, siamo addolorati da quando il presidente Gbagbo è stato prelevato e portato a <a href="https://maps.google.com/maps?q=Korhogo+ivory+coast&amp;ie=UTF8&amp;ll=9.449062,-5.646973&amp;spn=20.376536,33.815918&amp;oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;hnear=Korhogo,+Savanes,+C%C3%B4te+d%27Ivoire&amp;t=m&amp;z=6" target="_blank">Korhogo</a> e poi all&#8217;Aia. Per di più, i nostri paesi sono occupati dai Dozos (NDLR: cacciatori tradizionali) dopo la crisi post-elettorale. Questi Dozos ci spaventano. Fanno paura solo a vederli. Anche l&#8217;insicurezza cresce sempre di più. Tutto ciò ha fatto sprofondare il villaggio in un silenzio totale. E con la morte del nostro Kuyo Pipeline, l&#8217;aria si è fatta ancora più pesante perché per noi, è una grossa perdita, un cordoglio nazionale. Abbiamo paura di ricevere i giornalisti qui a Mama, perché quelli che arrivano qui troppo spesso deformano le nostre idee. Hanno detto che noi abbiamo delle armi che aveva distribuito Gbagbo; noi non abbiamo nessun&#8217;arma. Quando Gbagbo era al potere, c&#8217;erano dei militari qui a Mama. Durante la crisi, qui c&#8217;era il fuggi fuggi. I militari avevano lasciato il villaggio, facendoci credere che andavano a prendere delle disposizioni per difendere le popolazioni. Andandosene, avevano lasciato un pò dappertutto le loro armi. Quando si è trattato di rendere le armi, abbiamo chiesto ai giovani di cercarle ovunque per recuperarle. C&#8217;è voluto un pò di tempo perché non avevamo armi ma abbiamo dovuto cercarle e avevamo scoperto 4 calibro 12 e dei Kalachnikovs nelle vicinanze, che erano state abbandonate dalle forze militari. Quando le abbiamo rese, sono stato presentato alla tv nazionale per sottolineare la presenza di quelle armi e qualcun&#8217;altro ha preso la parola al posto mio per dire che Gbagbo Laurent aveva veramente dato delle armi alle popolazioni di Mama. Alcuni giornalisti, con i loro scritti, fanno di tutto per far restare Gbagbo lì dove si trova. In questo villaggio la nostra preoccupazione è semplice, è di vedere il più presto possibile nostro fratello, il nostro figlio che ritorni al villaggio. Non abbiamo più nessuno. Kuyo era qui e se n&#8217;è andato, è necessario che Gbagbo ritorni.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/32/Gbagboci.jpg/507px-Gbagboci.jpg" alt="" width="507" height="600" /></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Il 6 maggio 2012, data del cambio di regime in Francia, è stato detto che gli abitanti di Mama hanno manifestato la loro gioia. Cos&#8217;è successo?</strong></span></p>
<p>Non è successo niente a Mama dopo la sconfitta di Sarkozy alle elezioni francesi. Quando il tuo dito si trova nella bocca di qualcuno, non bisogna muoverlo altrimenti si rischia di romperlo. Dunque, noi preghiamo affinché Gbagbo venga liberato. Abbiamo ricevuto istruzioni di non manifestare il giorno dell&#8217;annuncio dei risultati del voto in Francia. Quel giorno avrebbero potuto mandarci delle persone per attaccarci di nascosto. Non si è mai manifestato per la sconfitta di  Sarkozy.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Ben presto, il 18 giugno prossimo, ci sarà il processo di conferma dei capi d&#8217;imputazione contro Laurent Gbagbo. Come vi preparerete per questo evento?</strong></span></p>
<p>Il villaggio di Mama riprende vita poco a poco. Cominciamo a riprendere le nostre attività campestri, e il villaggio pensa a un futuro migliore. Per il giudizio che si annuncia, nessun genitore può augurare che suo figlio sia imprigionato. Mama ha speranza e si augura che dopo il 18 giugno, o durante il giudizio, si dica che il nostro figlio è stato liberato. Verrà a sedersi qui nel villaggio per continuare i suoi lavori. Dopo la crisi post-elettorale, (&#8230;) abbiamo vissuto delle difficoltà.  L&#8217;unica cosa che non è successo nel nostro villaggio, è che le nostre case non sono state incendiate. Per il resto, siamo stati derubati di tutto. I miei veicoli sono stati portati via. Il capo del villaggio, quale io sono, è costretto a lavorare con dei veicoli di trasporto comuni. Che lo Stato ci dia i nostri mezzi.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Recentemente, il primo ministro Charles Konan Banny era di passaggio nel suo villaggio. Possiamo sapere le ragioni di questa presenza qui, a Mama?</strong></span></p>
<p>Prima di tutto, il presidente Banny è venuto alle esequie del nostro Kuyo Pipeline, in quanto lui si considera figlio di Gagnoa, e finanche di Mama tanto che il presidente Gbagbo, a suo tempo, l&#8217;avrebbe invitato qui visto il legame d&#8217;amicizia che li lega. Conosce Kuyo perché è un figlio di questo villaggio, è rimasto più tempo qui (ndlr : indica casa sua) che alla cerimonia funebre. E&#8217; ripartito il giorno dopo, e poi è tornato per la messa domenicale. Dopo il culto e il funerale, è ritornato a casa nostra. Abbiamo parlato di diverse cose. Abbiamo ricordato che i capi di Gagnoa gli avevano reso visita a Yamoussoukro per chiedergli di usare tutto il suo peso per la liberazione di Gbagbo. Gli avevamo anche fatto conoscere tutte le nostre difficoltà durante la crisi post-elettorale. Ugualmente l&#8217;avevamo invitato a Gagnoa, quindi avevamo riaggiornato tutti questi problemi nel quadro della riconciliazione nazionale. Non bisogna dimenticare che Gagnoa, sotto il presidente Houphouët-Boigny, è stata gemellata a Yamoussoukro. E&#8217; per questo che noi li (ndlr : i Baoulés) abbiamo rimproverati per il fatto che dopo la guerra, la cittadinanza della capitale politica non era venuta a salutarci. Il primo ministro Banny ci ha anche rimproverato per non essere andati noi a salutarli (risate). L&#8217;abbiamo anche invitato a renderci visita nell&#8217;ambito del suo lavoro di riconciliazione nazionale, e lui ci ha detto che Mama non è un villaggio di un altro stato. Mama è un piccolo villaggio dello stato della Costa d&#8217;Avorio. Noi, da parte nostra, conosciamo la mentalità del nostro fratello, del nostro figlio Gbagbo. Non ha mai voluto attaccarsi al potere. Ne aveva per due mandati e poi se ne andava. Il dipartimento di Gagnoa ha riconosciuto Alassane Ouattara come presidente della Repubblica. La prova è che noi eravamo presenti durante la sua investitura, anche se siamo stati ignorati. Questo fatto non ci ha detto niente perché abbiamo voluto dimostrare che Alassane era il presidente di tutti gli ivoriani. Siamo stati pronti alla riconciliazione, sempre che questa sia nella giusta forma. Noi a Mama, noi siamo riconciliati con coloro che ci hanno colpito. C&#8217;è stata un&#8217;agitazione poi tutto si è calmato. La colpa è dei politici, non delle popolazioni. Se tra loro non è stato regolato niente, sarà difficile.</p>
<p style="text-align: right;">Intervista di Venance KOKORA</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.cotedivoire-lavraie.fr/article-crise-ivoirienne-le-chef-de-mama-tout-ce-qu-on-veut-liberez-notre-fils-105189115.html" target="_blank">cotedivoire-lavraie.fr</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Libia: serve cambio passo UE-ONU &#8211; Terzi</title>
		<link>http://www.africanews.it/libia-serve-cambio-passo-ue-onu-terzi/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 18:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[italia libia]]></category>
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		<description><![CDATA[“L&#8217;Italia sostiene con convinzione il processo democratico in Libia” ma ora “serve un cambio di passo vero nelle relazioni” anche da parte del resto della comunità internazionale. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Giulio Terzi al termine del suo incontro con il collega libico Ashour Bin Khayal sottolineando che ne parlerà lunedì a Bruxelles [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“L&#8217;Italia sostiene con convinzione il processo democratico in Libia” ma ora “serve un cambio di passo vero nelle relazioni” anche da parte del resto della comunità internazionale. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Giulio Terzi al termine del suo incontro con il collega libico Ashour Bin Khayal <span id="more-12065"></span>sottolineando che ne parlerà lunedì a Bruxelles al Consiglio Affari Esteri e, tra un paio di settimane a New York con il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki Moon. “L&#8217;Italia è in prima fila” nel processo di stabilizzazione del paese.</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Immigrazione tema urgente, serve piano UE</span></strong></p>
<p>Quello dell&#8217; immigrazione è &#8221;un tema urgente da affrontare in ambito Ue&#8221; ha proseguito Terzi dopo l&#8217;incontro con il collega libico che gli ha illustrato un rischio di peggioramento del fenomeno&#8217;. &#8220;Ne parlerò lunedì a Bruxelles. Serve un piano&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>“Temiamo un peggioramento sul fronte dell’immigrazione clandestina”, ha spiegato il Ministro libico, sottolineando che “per ora la situazione non è così grave ma abbiamo indicatori sul fatto che le cose potrebbero cambiare in peggio”. “Immigrati africani sono giunti fino al confine tra Egitto e Libia: per ora non sono grandi numeri ma potrebbero aumentare”, ha aggiunto, spiegando di averne parlato con il capo della diplomazia italiana. “Abbiamo voluto dare un segnale, un avvertimento, sulla questione all&#8217;Italia e all&#8217;Ue per affrontare questo fenomeno” insieme, ha aggiunto Bin Khayal ribadendo di aver espresso “a Terzi la volontà di una collaborazione perché &#8211; ha ricordato &#8211; questo fenomeno tocca il mondo e l&#8217;Unione Europea”.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Fermare miliziani, anche in vista elezioni</strong></span><br />
Il Ministro libico ha sottolineato che la Libia ha deciso di scendere in campo per contrastare i miliziani, anche in vista della necessità di preparare il terreno alle prossime elezioni; “Ci sono alcuni che si autoproclamano milizie ma che in realtà sono fuori legge: brigate formate dopo la liberazione di circa 17 mila detenuti armati dal regime Gheddafi”. Il Ministro ha ricordato che in un primo momento il governo di Tripoli “aveva scelto di non affrontarli per evitare spargimento di sangue”. Ma ora “hanno oltrepassato il limite, creando una situazione improponibile”. Il governo libico ha quindi “deciso di passare agli atti per mettere fine a questa situazione e preparare un terreno positivo alle prossime elezioni”, ha spiegato Bin Khayal.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: esteri.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Egitto: domani inizia la 2a rivoluzione, Wael Abbas</title>
		<link>http://www.africanews.it/egitto-domani-inizia-la-2a-rivoluzione-wael-abbas/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa qui sotto è un&#8217;intervista video a Wael Abbas, giornalista e blogger egiziano, fatta da NotInTheNewsNet. Abbas dice che domani il popolo egiziano ritornerà in piazza perché stufo del regime militare che &#8220;sta controllando la rivoluzione&#8221; dopo aver detto di volerla solo difendere. Egitto: inizia la 2a rivoluzione egiziana, Wael&#8230; di afrikanews &#160; Fonte: NonInTheNewsNet [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa qui sotto è un&#8217;intervista video a Wael Abbas, giornalista e blogger egiziano, fatta da NotInTheNewsNet. <a href="https://twitter.com/#!/WAELABBAS" target="_blank">Abbas</a> dice che domani il popolo egiziano ritornerà in piazza perché stufo del regime militare che &#8220;sta controllando la rivoluzione&#8221; dopo aver detto di volerla solo difendere.</p>
<p><span id="more-12062"></span></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqojrx" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqojrx_egitto-inizia-la-2a-rivoluzione-egiziana-wael-abbas_news" target="_blank">Egitto: inizia la 2a rivoluzione egiziana, Wael&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://youtu.be/2bHB8h4S1XI" target="_blank">NonInTheNewsNet</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Paul Rusesabagina a Padova</title>
		<link>http://www.africanews.it/intervista-a-paul-rusesabagina-a-padova/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 16:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[paul rusesabagina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.africanews.it/?p=12047</guid>
		<description><![CDATA[Il giornalista Ewanfoh O. Peter è andato a Padova lo scorso fine settimana, sabato 5 maggio 2012, per intervistare Paul Rusesabagina, il protagonista del film Hotel Rwanda. Dopo 18 anni dal genocidio e dopo un processo di riconciliazione calato dall&#8217;alto, nulla è cambiato, ci ha detto Rusesabagina. Ruanda, 18 years after the 1994 genocide di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giornalista Ewanfoh O. Peter è andato a Padova lo scorso fine settimana, sabato 5 maggio 2012, per intervistare <a href="http://hrrfoundation.org/" target="_blank"><strong>Paul Rusesabagina</strong></a>, il protagonista del film <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hotel_Rwanda" target="_blank"><strong>Hotel Rwanda</strong></a>. Dopo 18 anni dal genocidio e dopo un processo di riconciliazione calato dall&#8217;alto, nulla è cambiato, ci ha detto Rusesabagina.</p>
<p><span id="more-12047"></span></p>
<p><iframe frameborder="0" width="540" height="304" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqntxp"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqntxp_ruanda-18-years-after-the-1994-genocide_news" target="_blank">Ruanda, 18 years after the 1994 genocide</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></i></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Grazie signor Paul per aver accettato di parlare con noi oggi. Potrebbe iniziare col dirci di più su di lei?</strong></span><br />
Sono Paul Rusesabagina. Ogni tanto quando dico il significato del mio nome, qualcuno si mette a ridere. <em>Rusesa</em> in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kinyarwanda" target="_blank">kinyarwanda</a> significa “<em>disperdere</em>” e <em>bagina</em> significa “<em>nemico</em>”. Quindi <em>Ru</em> è &#8220;<em>colui che allontana i nemici</em>&#8220;. Questo è il significato del mio nome. Chi sono? Sono il protagonista reale di cui si parla nel <strong>film</strong> “<strong>Hotel Rwanda</strong>” che molti hanno visto sugli schermi di tutto il mondo. Io sono il direttore di un hotel in cui ho nascosto 1268 persone che erano venute a cercare rifugio. Nessuno di loro è stato ucciso, nessuno è stato sequestrato e neanche picchiato. E&#8217; questo il motivo per cui questo film parla di me.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Se non mi sbaglio, lei è nato da un padre Hutu e una madre Tutsi. Devono esserle molto chiare le diverse realtà di questi due popoli. Quali erano i rapporti di questi due gruppi prima del 1994?</strong></span><br />
Beh, è ironico avere due genitori che appartengono a due gruppi distinti. Non ero cosciente di queste differenze etniche fino al febbraio 1973 quando ho visto molti dei miei amici che venivano cacciati da scuola a causa di ciò che erano.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Com&#8217;era la situazione a quel tempo</strong><strong>?</strong></span></p>
<p>La situazione in Rwanda è sempre stata tesa e molto nervosa. C&#8217;erano sempre persone sospettose le une delle altre. Tra il 1959 e il 1963 250 mila Tutsi avevano lasciato il paese per andare in esilio. Così quelli in esilio attaccavano il paese, facendovi spesso ritorno. C&#8217;erano sempre tensioni tra i due [gruppi]. Tuttavia c&#8217;era stato un periodo di una sorta di silenzio tra il 1980 e il 1988 all&#8217;incirca. Poi arrivò il 1990 e incominciò la guerra. Il Rwanda visse il genocidio mentre si stava verificando una guerra civile che iniziò in quella data e la guerra civile causò un esodo. Dietro l&#8217;esodo delle popolazioni si nascondevano i ribelli. E così facendo i ribelli uccidevano i civili. La gente scappava un po&#8217; dappertutto. C&#8217;era molta tensione fino al 1993, inizio 1994 quando potevamo vedere circa 2 milioni di persone intorno alla capitale, Kigali, che scappavano dalla città per poi farci ritorno per chiedere l&#8217;elemosina, andare a dormire all&#8217;aria aperta sotto la pioggia, sotto il sole, nella polvere, senza cibo, senza scuole per i bambini, la situazione era proprio brutta.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Quando ha capito che la guerra avrebbe assunto le dimensioni del genocidio?</strong></span><br />
Il giorno il cui i due presidenti del Ruanda e del Burundi, con i loro ministri, furono uccisi, il 6 aprile, la situazione cambiò radicalmente. Si capiva che qualcuno voleva il potere e lo voleva tutto intero e fu a quel punto che iniziarono i massacri. A quel punto capii che il governo non esisteva più; fu allora che compresi che era cambiato tutto e decisi di prendere la mia parte di responsabilità. Le persone che vennero a casa nostra, le dovevo portare all&#8217;hotel perché sapevo che erano in pericolo.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Considerando i rischi, com&#8217;è riuscito a prendere in considerazione l&#8217;idea di nascondere più di 1000 persone nel suo hotel?</strong></span><br />
Quando si vivono esperienze simili non si è mai preparati. Non ci si prepara mai per simili vicissitudini. Si fa solo ciò in cui si crede, ciò che la propria coscienza dice di essere la cosa giusta. Ascolti te stesso e questo è il modo migliore per affrontare la situazione. Nessuno è venuto al mondo per essere ucciso da un proprio simile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_12053" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><img class="size-full wp-image-12053" title="Paul-rusesabagina-padova-5-may-2012" src="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/Paul-rusesabagina-padova-5-may-2012.jpg" alt="" width="540" height="304" /><p class="wp-caption-text">Paul Rusesabagina intervistato in video da Ewanfoh O. Peter</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Come hanno sottolineato alcuni esperti, voi ruandesi credete che ci siano influenze straniere dietro il genocidio?</strong></span><br />
Sicuramente. E&#8217; ciò che continuo a dire. E mi lasci aggiungere che dietro ogni dittatura africana c&#8217;è sempre una superpotenza occidentale che manipola tutto. Da molto tempo, molte superpotenze occidentali volevano entrare in Congo e, ovviamente, soprattutto il mondo anglosassone. Così, attraverso i paesi anglosassoni dell&#8217;Africa orientale, hanno trovato un ponte che non era ancora stato attraversato e questo piccolo ponte era il Ruanda e, in parte, anche il Burundi. Era ovvio che per entrare in Congo quel ponte doveva essere attraversato. E&#8217; qualcosa che andava avanti da molto tempo.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Mi lasci chiedere una domanda generale sull&#8217;Africa. Perché in molte zone dell&#8217;Africa, al contrario di quanto accade in Europa o nel mondo occidentale in genere, la gente tende ad essere meno nazionalista e più tribale e settaria nei suoi comportamenti sociali? </strong></span><br />
Ciò non si verifica solo in Africa ma nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo. Nella parte di mondo in via di sviluppo, in cui le persone arrivano al potere non democraticamente ma attraverso le armi, tendono sempre a mantenere il potere con la forza e con tutti i mezzi necessari. Così la loro politica è sempre quella del &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Divide_et_impera" target="_blank"><em>divite et impera</em></a>&#8220;.  Ciò non riguarda solo l&#8217;Africa, tuttavia in Africa c&#8217;è un&#8217;eccezione&#8230; All&#8217;occidente non piace vedere un essere umano intelligente alla guida dell&#8217;Africa perché il giorno in cui una persona intelligente, un nazionalista guiderà il loro continente allora nessun altro lo potrà più attraversare per sfruttarne i minerali o le nostre materie prime.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Ha un messaggio per la comunità africana di Padova?</strong></span><br />
Ecco per la comunità africana qui a Padova, in Italia e per tutta la diaspora africana, il mio messaggio è molto chiaro. Queste persone sono state qui. Sono i nostri ambasciatori, gli ambasciatori dei propri paesi. Devono far sapere al mondo che gli eventi dolorosi in Africa non sono ancora finiti. La battaglia continua. Le uccisioni continuano. La mancanza di spazi politici rimane ancora un problema. Le questioni dei diritti umani sono ancora un problema. Manca ancora la libertà di parola. Così devono essere i nostri ambasciatori. Fate sapere al mondo ciò che succede nel Continente.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Grazie molte per il suo tempo.<br />
</strong></span></p>
<p align="right">Intervista di Ewanfoh Obehi Peter</p>
<p align="right">[Traduzione dall'inglese di Piervincenzo Canale]</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/25842680" width="500" height="281" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
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		<title>Dissidente cinese potrebbe trovarsi male  in Usa</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[dissidente cinese]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attivista legale cinese non vedente Chen Guangcheng sfuggirà alla persecuzione cinese se arriverà negli Usa ma li&#8217; potrebbe trovare una vita grama. Lo affermano i cinesi in esilio nel paese nordamericano.Pechino ha comunicato che permetterà a Chen di lasciare il paese per studiare negli Usa, nell&#8217;ambito di un tentativo di accordo con Washington annunciato durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attivista legale cinese non vedente Chen Guangcheng sfuggirà alla persecuzione cinese se arriverà negli Usa ma li&#8217; potrebbe trovare una vita grama. Lo affermano i cinesi in esilio nel paese nordamericano.<span id="more-12044"></span>Pechino ha comunicato che permetterà a Chen di lasciare il paese per studiare negli Usa, nell&#8217;ambito di un tentativo di accordo con Washington annunciato durante una visita di alto profilo della segretaria di stato, Hillary Clinton, la scorsa settimana.</p>
<p>Tuttavia non si sa ancora quando Chen, che sta ricevendo cure mediche in un ospedale di Pechino per un piede rotto durante la fuga dagli arresti domiciliari, potrà lasciare la Cina o se sarà in grado di farci ritorno.</p>
<p>Se rimanesse negli Usa, potrebbe affrontare una nuova serie di difficoltà all&#8217;estero, secondo quanto affermano gli esiliati che hanno già vissuto quella transizione difficile.</p>
<p>Wuer Kaixi, una figura importante delle proteste democratiche del 1989 in piazza Tiananmen che e&#8217; scappato dal paese quell&#8217;anno, ha detto che l&#8217;esilio comporta un difficile adattamento psicologico ad uno strano nuovo mondo.</p>
<p>“Vivere in esilio non e&#8217; facile,” dice Wuer.</p>
<p>“E&#8217; difficile soprattutto a livello mentale perché devi superare molte difficoltà. La parte più difficile per me e&#8217; stata l&#8217;angoscia mentale che ho sofferto per essere stato espulso dal mio paese.”</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Politica di un figlio</strong></span></p>
<p>Chen, un avvocato autodidatta, e&#8217; più conosciuto per aver esposto gli abusi della politica cinese di controllo della popolazione di &#8220;un figlio per famiglia&#8221; come aborti forzati e sterilizzazioni.</p>
<p>Il suo attivismo lo ha portato in galera per più di quattro anni e, dopo il ritorno in libertà nel 2010, ha passato altri due anni in quelli che chiama &#8220;arresti domiciliari illegali&#8221; a casa sua nello Shandong nella Cina orientale.</p>
<p>Nonostante la cecità, Chen (40 anni) e&#8217; scappato da casa sua il 22 aprile e si e&#8217; rifugiato a Pechino all&#8217;ambasciata americana dove ha passato sei giorni prima di partire mercoledì.</p>
<p>Inizialmente, Chen aveva detto di voler rimanere in Cina.</p>
<p>Fonte: Mail&amp;Guardian</p>
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		<title>Interviste a margine dell’evento Hotel Ruanda 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 22:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio ruanda 1994]]></category>
		<category><![CDATA[hotel ruanda 2012]]></category>
		<category><![CDATA[paul rusesabagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui una serie d&#8217;interviste a margine dell&#8217;evento che si è svolto a Padova lo scorso weekend, venerdì 4 e sabato 5 maggio 2012, e a cui ha partecipato Paul Rusesabagina, l&#8217;ispiratore del film Hotel Ruanda. Quest’evento l’abbiamo promosso innanzitutto in occasione del fatto che quest’anno ricorre il 52° anniversario dell’indipendenza del Ruanda e poi perché, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui una serie d&#8217;interviste a margine dell&#8217;evento che si è svolto a Padova lo scorso weekend, venerdì 4 e sabato 5 maggio 2012, e a cui ha partecipato <a href="http://hrrfoundation.org/" target="_blank"><strong>Paul Rusesabagina</strong></a>, l&#8217;ispiratore del film <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hotel_Rwanda" target="_blank"><strong>Hotel Ruanda</strong></a>.</p>
<p><span id="more-12039"></span></p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/25842680" width="500" height="281" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>Quest’evento l’abbiamo promosso innanzitutto in occasione del fatto che quest’anno ricorre il 52° anniversario dell’indipendenza del Ruanda e poi perché, come sapete, Paul Rusesabagina è un eroe. Dunque abbiamo pensato, visto che lui si è reso disponibile, ed era un miracolo, di farlo venire in questa città per rilasciare un messaggio di pace e una testimonianza vera di quanto è successo nel 1994.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Finora qual’è la tua impressione dell’evento che è iniziato ieri (4 maggio 2012)? Sei contento?</strong></span><br />
Io personalmente mi sento felice, appagato, perché i nostri sforzi si sono dimostrati utili nel senso che finora è andato tutto bene. Ieri eravamo al teatro Ruzzante presso l’Università di Padova, Facoltà di Scienze Politiche, dove Paul ha tenuto una bellissima conferenza di quaranta minuti circa la situazione geopolitica del Ruanda nella zona dei grandi laghi. C’era abbastanza gente, gente che ha fatto tantissime domande pertinenti, e lui stesso era molto contento. La sera siamo stati a Sant’Angelo di Piove di Sacco dove praticamente Paul è stato accolto da tutta la cittadinanza di quel paese col sindaco, con i vigili, e lui ha ricevuto due importanti premi ieri sera. E dunque siamo più che soddisfatti dell’evento e dell’andamento delle attività. Adesso come adesso abbiamo un altro incontro importante all’interno del Comune di Padova dopo di che ci sarà la grande serata al San Gaetano. Siamo più che soddisfatti.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Cos’è che volete cambiare con quest’evento?</strong></span><br />
Io sono il rappresentante legale dell’associazione “cittadini uniti per l’integrazione” che è copromotrice di quest’evento. Come associazione, vorremmo fare in modo che la gente capisca quanto è successo in Ruanda e quanto succede in questo momento in quel paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono Francesca Pelici e sono il segretario dell’associazione “cittadini uniti per l’integrazione”.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Perché avete organizzato quest’evento qui a Padova?</strong></span><br />
Quest’evento è stato organizzato, oltre che per continuare a trasmettere la storia del Ruanda e non smettere mai in questo messaggio, anche per i giovani. Vogliamo che i giovani seguano l’esempio di Paul che è l’esempio di chi non ha accettato compromessi e non si è fatto aiutare dalle conoscenze che aveva e invece è rimasto in patria e ha aiutato i suoi concittadini e tuttora a 18 anni dal genocidio continua ad occuparsi del Ruanda anche se non può più abitare lì. Tramite la sua fondazione, infatti, aiuta le vedove e gli orfani del genocidio e continua a combattere per la verità. In una società come la nostra, dove i giovani sono più invitati a ricorrere a facili scorciatoie, Paul invece è l’esempio di chi ha lottato secondo la sua coscienza e non si è lasciato tentare da queste vie più semplici.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Qual’è il collegamento tra il Ruanda e Padova? Qual’è il significato tra ciò che è successo in Ruanda e la città di Padova?</strong></span><br />
Non c’è un collegamento stretto con la città di Padova solo che la nostra associazione si occupa di trasmettere la cultura africana all’interno del territorio italiano, di far conoscere meglio gli africani, e per questo, visto che quest’anno ricorre il 50° anniversario dell’indipendenza del Ruanda, ci è sembrato opportuno far venire Paul perché è un pezzo di storia africana. Visto che comunque in Africa continuano a tutt’oggi le guerre è bene comunque non dimenticare mai e imparare dagli errori di chi è venuto prima di noi. Per questo Padova è stata molto felice di accogliere Paul. Anche la nostra associazione ha accettato volentieri l’invito dell’associazione per la pace nei grandi laghi perché ci sembrava una buona opportunità per far conoscere anche la parte dell’Africa che s’impegna e la parte dell’Africa che vuole lottare per i propri paesi.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Gli incontri sono iniziati ieri. Finora come descrivi l’evento? Qual’è la tua impressione?</strong></span><br />
L’evento ieri ha avuto un buon riscontro di pubblico. Ieri c’è stata la conferenza all’università al teatro Ruzzante. L’intervento di Paul è stato molto toccante, molto preciso, infatti anche il pubblico ha partecipato, anche i giovani hanno fatto molte domande ed erano veramente interessati. E’ stato proprio un incontro bello e partecipato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buongiorno io sono Alessia Bisson dell’associazione “amici dei popoli” di Padova.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Perché vi siete uniti a quest’evento?</strong></span><br />
La storia di amici dei popoli comincia con una collaborazione con dei partner in Ruanda, tanto che inizialmente amici dei popoli si chiamava “amici dei popoli Ruanda” e quindi proviamo un profondo affetto nei confronti del Ruanda e sentiamo che siamo cresciuti grazie alla collaborazione con questo paese. Abbiamo appoggiato quest’evento perché non è comune avere l’onore di ospitare a Padova nella nostra città un ospite così importante.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Qual’è la vostra impressione di quest’incontro?</strong></span><br />
E’ un’ottima impressione. C’è un forte coinvolgimento di tutte le realtà cittadine. Quindi le università, le associazioni, la società civile, e poi un ultimo evento di questa sera che sarà aperto a tutta la cittadinanza, dà l’occasione a più gente possibile di conoscere la storia del Ruanda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buongiorno mi chiamo Sonia Bonin Mansutti. Sono la presidente dell’associazione SOS, Solidarietà Organizzazione Sviluppo. Siamo una Onlus fondata nel 1989. Lavoriamo con i paese del sud del mondo. Prevalentemente Africa, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo. Abbiamo fatto anche progetti in Senegal, in Guinea-Bissau,  e abbiamo anche sostenuto il Ruanda nel momento del genocidio, della guerra.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Perché avete sostenuto quest’evento di oggi?</strong></span><br />
Perché trovo che sia molto importante far conoscere che ci sono persone con animo buono anche in Africa. Perché si tende sempre a pensare che tutti si ammazzano e non si sanno bene le cause, non si conoscono le problematiche. Quindi poi trovo che anche questo anche se in maniera un po’ negativa però è cultura, è il sapere, è il conoscere che cosa veramente è successo.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Cosa volete cambiare con quest’evento?</strong></span><br />
Beh cambiare, purtroppo non è che noi possiamo cambiare. Possiamo sostenere e divulgare certe realtà, certe verità.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Qual’è la vostra impressione dell’evento finora?</strong></span><br />
Ma io ieri ho avuto una buonissima impressione. Mi è piaciuto moltissimo mister Paul. Perché tu senti che ha un animo veramente molto sensibile, umano e poi ha veramente rischiato la vita per salvare tutte queste persone. Paragonabile quasi anche al Perlasca per gli ebrei no? Io trovo che sia giusto mettere a conoscenza queste cose, che c’è del bene in ogni uomo. Se si vuole si può tirare fuori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Intervista di Ewanfoh O. Peter</p>
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		<title>Terzi in Etiopia: cooperazione rafforzata</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione etiopia italia]]></category>
		<category><![CDATA[corno africa]]></category>
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		<description><![CDATA[“Italia ruolo guida nella comunità internazionale in Corno D’Africa”. &#8220;L&#8217;Italia non è seconda a nessuno e deve avere un ruolo guida nella comunità internazione nel Corno d&#8217;Africa&#8221;. Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi, in visita ad Addis Abeba, sintetizza con queste parole i lunghi colloqui che ha avuto questa mattina con il Primo Ministro Meles [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Italia ruolo guida nella comunità internazionale in Corno D’Africa”.<br />
<span id="more-12031"></span><br />
&#8220;L&#8217;Italia non è seconda a nessuno e deve avere un ruolo guida nella comunità internazione nel Corno d&#8217;Africa&#8221;. Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi, in visita ad Addis Abeba, sintetizza con queste parole i lunghi colloqui che ha avuto questa mattina con il Primo Ministro Meles Zenawu e con il Ministro degli Esteri Hailemariam Desalegn. I nostri, ha sottolineato il titolare delle Farnesina, sono &#8220;due Paesi legati da tradizioni fortissime e da un futuro di cooperazione politica sul piano della sicurezza e di cooperazione economica&#8221; che ha grandi prospettive. Terzi ha affrontato &#8220;tutti i temi più caldi per la politica estera e di sicurezza di questo Paese: dal consolidamento delle istituzioni somale al processo di stabilizzazione tra Sudan e sud Sudan, fino alla difficile questione dei rapporti tra Etiopia ed Eritrea&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Stabilità contro pirateria</strong></span></p>
<p>Il capo della diplomazia italiana ed i suoi interlocutori etiopici si sono soffermati in particolare sulle &#8220;grandi sfide che uniscono Italia ed Etiopia nel contrasto al terrorismo e nella lotta contro la pirateria&#8221; senza trascurare un capitolo chiave come &#8220;le questioni che riguardano direttamente l&#8217;interscambio bilaterale&#8221; in continua crescita e i molti fronti legati alle potenzialità economiche. &#8220;Se le nostre nazioni lavorano insieme &#8211; ha concluso Terzi al termine dei colloqui &#8211; possono fare la differenza nella stabilità del Corno d&#8217;Africa.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>La crescita dei rapporti economici</strong></span></p>
<p>&#8220;I rapporti economici tra Italia ed Etiopia si innestano su una politica di crescita sostenuta che il governo di Addis Abeba, attraverso un piano quinquennale, sta perseguendo con grande determinazione&#8221;. Il Ministro Terzi, in visita in Etiopia con una folta delegazione di imprenditori, guarda con ottimismo alle prospettive di sviluppo del paese africano e alle ulteriori potenzialità di cooperazione economica. L&#8217;Etiopia, sottolinea Terzi, &#8220;conta di svilupparsi ancora a tassi superiori al 10% nei prossimi cinque anni&#8221; e ha grandi potenzialità anche in settori finora poco sviluppati come quello industriale &#8220;che dovrebbe raggiungere oltre il 22% del prodotto interno lordo entro cinque anni&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>I settori strategici</strong></span></p>
<p>I settori strategici su cui puntare sono quelli dell&#8217;energia, delle infrastrutture, dell&#8217;agroindustria e dei servizi: &#8220;Molti degli imprenditori che mi hanno accompagnato (tra gli altri Eridania, Salini, Trevi, Geox), rappresentano realtà importanti sul piano della collaborazione economica&#8221; tra i nostri due Paesi. E c&#8217;è &#8220;un impegno a sviluppare ulteriormente un partenariato che è già significativo&#8221;. Le esportazioni italiane verso l&#8217;Etiopia, ha ricordato Terzi, &#8220;dall&#8217;anno scorso sono aumentate del 150% e c&#8217;è anche un livello significativo di importazioni&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Firmato protocollo di assistenza sanitaria</strong></span></p>
<p>Il Ministro Terzi ha firmato un protocollo di assistenza sanitaria tra il Cuamm (ong di medici per l&#8217;Africa) e il Ministero della Sanità etiope, assieme al ministro della Sanità etiopico e al presidente della Conferenza episcopale locale. Il progetto vuole creare una rete tra i diversi livelli di servizi sanitari esistenti per rafforzare l&#8217;intero sistema dell&#8217;assistenza materno-infantile garantendo servizi sanitari di qualità e aumentandone la possibilità di accesso. Il Cuamm ha già progettato e realizzato &#8211; con il cofinanziamento della Cooperazione italiana &#8211; l&#8217;ospedale di Wolisso, nella regione dell&#8217;Oromyia.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>La seconda tappa in Mozambico</strong></span></p>
<p>La seconda tappa della missione del Ministro Terzi in Africa è il Mozambico dove il capo della diplomazia italiana incontra il Primo Ministro Bonifacio Aires Ali e l&#8217;omologo Oldemiro Baloi. All&#8217;ulteriore consolidamento degli storici rapporti di amicizia con il Mozambico, che datano dall&#8217;indipendenza (1975) e ancor più dalla mediazione e dalla firma in Italia dell&#8217;Accordo di Pace (1992) tra Maputo e l&#8217;allora guerriglia antigovernativa della Renano, sono legate le grandi opportunità di investimento che potranno determinare le recenti scoperte di enormi giacimenti di gas naturale da parte di Eni. Le riserve potranno rendere il Mozambico uno dei principali produttori mondiali di gas naturale con l&#8217;Italia tra gli &#8216;interlocutori&#8217; privilegiati.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Povertà ma anche prospettive di sviluppo</strong></span></p>
<p>Si tratta di un Paese dove &#8211; come in Etiopia &#8211; la popolazione vive ancora una situazione di povertà. In entrambi i Paesi le proiezioni di crescita hanno riscontri veri e la presenza imprenditoriale italiana e l&#8217;interscambio commerciale sono realtà importanti, come pure le necessità di investimenti in infrastrutture. Condizioni che consentiranno alla folta delegazione di imprenditori che accompagnerà il titolare della Farnesina di muoversi in un sistema ambientale favorevole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: esteri.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mozambico: “Crediamo nel Paese e investiremo”, Terzi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[italia mozambico]]></category>
		<category><![CDATA[terzi mozambico]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Italia ha sempre creduto&#8221; nel Mozambico, che ha anche avuto &#8220;un ruolo nella stabilità regionale&#8221;, e investirà nel Paese africano. Lo ha detto il Ministro Giulio Terzi al termine di un incontro con il Premier mozambicano Bonifacio Aires Ali. Il titolare della Farnesina ha riconfermato l&#8217;impegno e la collaborazione con il Mozambico ribadendo l&#8217;importanza della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Italia ha sempre creduto&#8221; nel Mozambico, che ha anche avuto &#8220;un ruolo nella stabilità regionale&#8221;, e investirà nel Paese africano. Lo ha detto il Ministro Giulio Terzi al termine di un incontro con il Premier mozambicano Bonifacio Aires Ali.</p>
<p><span id="more-12029"></span></p>
<p>Il titolare della Farnesina ha riconfermato l&#8217;impegno e la collaborazione con il Mozambico ribadendo l&#8217;importanza della nuova fase di sviluppo economico che si aprirà dopo le recentissime scoperte da parte di Eni di enormi giacimenti di gas offshore a largo del nord del Paese.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Mozambico aperto a creare facilitazioni attività imprenditoriali</strong></span></p>
<p>Terzi era accompagnato da una folta delegazione di imprenditori, alcuni dei quali già presenti da molti anni nel paese dell&#8217;Africa australe, ai quali il Premier ha dato il benvenuto a nome dell&#8217;intero governo sottolineando l&#8217;importanza, oltre agli investimenti, della formazione di personale locale e evidenziando che il Mozambico &#8220;è aperto a creare facilitazioni alle attività imprenditoriali&#8221;.</p>
<p>Oltre ai nuovi investimenti italiani in Mozambico proseguiranno anche le attività di cooperazione “perché c&#8217;è ancora una dimensione di povertà ampia”, ha affermato Terzi incontrando il suo omologo Oldemiro Baloi e assicurando la continuità del sostegno italiano al bilancio dello Stato per un ammontare di 15 milioni di euro nei prossimi 3 anni.</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Italia &#8220;amico privilegiato e sempre in prima linea”</span></strong></p>
<p>Il Ministro ha sottolineato la solidità dei rapporti bilaterali, ricordando che quest&#8217;anno ricorre il ventesimo anniversario degli accordi di Roma che nel 1992 posero fine &#8211; con la mediazione dell&#8217;Italia &#8211; ad una lunga e sanguinosa guerra civile.Da parte sua il Ministro Baloi ha evidenziato che l&#8217;Italia è &#8220;un amico privilegiato e sempre in prima linea&#8221; rilevando anch&#8217;egli che accanto alla continuità nella cooperazione si apre &#8220;una nuova fase di sviluppo&#8221; e &#8220;di crescita economica&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: esteri.it</p>
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		<title>Multiculturalismo a Verona: conclusione del dibattito</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 16:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multiculturalismo a Verona 2012]]></category>
		<category><![CDATA[italia multietnica]]></category>
		<category><![CDATA[multiculturalismo]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui i video della conclusione del dibattito sul multiculturalismo e la multietnicità in Italia e a Verona che ha avuto luogo lo scorso 28 aprile 2012. Per vedere tutto il dibattito visita la playlist che abbiamo preparato: http://www.dailymotion.com/playlist/x21tr7_afrikanews_dibattito-sul-multiculturalismo/1 Dibattito sul multiculturalismo 30di34, Carlo&#8230; di afrikanews Dibattito sul multiculturalismo 31di34, Ramona&#8230; di afrikanews Dibattito sul multiculturalismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui i video della conclusione del dibattito sul multiculturalismo e la multietnicità in Italia e a Verona che ha avuto luogo lo scorso 28 aprile 2012. Per vedere tutto il dibattito visita la playlist che abbiamo preparato: <a href="http://www.dailymotion.com/playlist/x21tr7_afrikanews_dibattito-sul-multiculturalismo/1" target="_blank">http://www.dailymotion.com/playlist/x21tr7_afrikanews_dibattito-sul-multiculturalismo/1</a></p>
<p><span id="more-12025"></span></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk60p" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk60p_dibattito-sul-multiculturalismo-30di34-carlo-melegari_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 30di34, Carlo&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk8l8" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk8l8_dibattito-sul-multiculturalismo-31di34-ramona-parenzan_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 31di34, Ramona&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk8o6" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk8o6_dibattito-sul-multiculturalismo-32di34-cristina-comercini_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 32di34, Cristina&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk8e8" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk8e8_dibattito-sul-multiculturalismo-33di34-marcellino-marrundo_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 33di34&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk94e" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk94e_dibattito-sul-multiculturalismo-34di34-conclusioni-ewanfoh-o-peter_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 34di34&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Multiculturalismo a Verona: video 2a parte</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 15:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multiculturalismo a Verona 2012]]></category>
		<category><![CDATA[italia multietnica]]></category>
		<category><![CDATA[multiculturalismo]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui i video della seconda parte del dibattito sul multiculturalismo e la multietnicità in Italia e a Verona che ha avuto luogo lo scorso 28 aprile 2012. Per vedere tutto il dibattito visita la playlist che abbiamo preparato: http://www.dailymotion.com/playlist/x21tr7_afrikanews_dibattito-sul-multiculturalismo/1 Dibattito sul multiculturalismo 11di34, seconda&#8230; di afrikanews Dibattito sul multiculturalismo 12di34&#8230; di afrikanews Dibattito sul multiculturalismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui i video della seconda parte del dibattito sul multiculturalismo e la multietnicità in Italia e a Verona che ha avuto luogo lo scorso 28 aprile 2012. Per vedere tutto il dibattito visita la playlist che abbiamo preparato: <a href="http://www.dailymotion.com/playlist/x21tr7_afrikanews_dibattito-sul-multiculturalismo/1" target="_blank">http://www.dailymotion.com/playlist/x21tr7_afrikanews_dibattito-sul-multiculturalismo/1</a></p>
<p><span id="more-12022"></span></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqj64v" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqj64v_dibattito-sul-multiculturalismo-11di34-seconda-parte-domanda-pubblico_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 11di34, seconda&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqj9o4" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqj9o4_dibattito-sul-multiculturalismo-12di34-giuseppina-boateng_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 12di34&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqj9v0" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqj9v0_dibattito-sul-multiculturalismo-13di34-alessandro-vandarile_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 13di34&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqjb3j" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqjb3j_dibattito-sul-multiculturalismo-14di34-fortuna-ekutsu-mambulu_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 14di34, Fortuna&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqjchs" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqjchs_dibattito-sul-multiculturalismo-15di34-ramona-parenzan_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 15di34, Ramona&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqjo6c" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqjo6c_dibattito-sul-multiculturalismo-16di34-marcellino-marrundo_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 16di34&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqjoc4" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqjoc4_dibattito-sul-multiculturalismo-17di34-abdelghani-ziani_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 17di34&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqjomg" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqjomg_dibattito-sul-multiculturalismo-18di34-carlo-melegari_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 18di34, Carlo&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqjzb5" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqjzb5_dibattito-sul-multiculturalismo19di34-abdelghani-ziani_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo19di34&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqjzs0" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqjzs0_dibattito-sul-multiculturalismo-20di34-cristina-comercini_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 20di34, Cristina&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqjzwb" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqjzwb_dibattito-sul-multiculturalismo-21di34-dylla-gaelle-gateka_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 21di34, Dylla&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk0by" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk0by_dibattito-sul-multiculturalismo-22di34-ada_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 22di34, Ada</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk1gw" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk1gw_dibattito-sul-multiculturalismo-23di34-grace_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 23di34, Grace</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqjt5x" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqjt5x_dibattito-sul-multiculturalismo-24di34-agostino-portera_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 24di34, Agostino&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk1pm" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk1pm_dibattito-sul-multiculturalismo-25di34-carlo-melegari_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 25di34, Carlo&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk34r" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk34r_dibattito-sul-multiculturalismo-26di34-tommy_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 26di34, Tommy</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk3f3" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk3f3_dibattito-sul-multiculturalismo-27di34-lidia_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 27di34, Lidia</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk4h6" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk4h6_dibattito-sul-multiculturalismo-28di34-abdelghani-ziani_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 28di34&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqk55q" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqk55q_dibattito-sul-multiculturalismo-29di34-agostino-portera_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 29di34, Agostino&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Multiculturalismo a Verona: video 1a parte</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 15:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multiculturalismo a Verona 2012]]></category>
		<category><![CDATA[italia multietnica]]></category>
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		<category><![CDATA[multietnicità]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui i video della prima parte del dibattito sul multiculturalismo e la multietnicità in Italia e a Verona che si è svolto lo scorso 28 aprile 2012. Per vedere tutto il dibattito visita la playlist che abbiamo preparato: http://www.dailymotion.com/playlist/x21tr7_afrikanews_dibattito-sul-multiculturalismo/1 Dibattito sul multiculturalismo 4di34&#8230; di afrikanews Dibattito sul multiculturalismo 5di34, Ramona&#8230; di afrikanews Dibattito sul multiculturalismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui i video della prima parte del dibattito sul multiculturalismo e la multietnicità in Italia e a Verona che si è svolto lo scorso 28 aprile 2012. Per vedere tutto il dibattito visita la playlist che abbiamo preparato: <a href="http://www.dailymotion.com/playlist/x21tr7_afrikanews_dibattito-sul-multiculturalismo/1" target="_blank">http://www.dailymotion.com/playlist/x21tr7_afrikanews_dibattito-sul-multiculturalismo/1</a></p>
<p><span id="more-12018"></span></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqi2li" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqi2li_dibattito-sul-multiculturalismo-4di34-marcellino-marrundo_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 4di34&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p><iframe frameborder="0" width="540" height="405" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqi4df"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqi4df_dibattito-sul-multiculturalismo-5di34-ramona-parenzan_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 5di34, Ramona&#8230;</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></i></p>
<p><iframe frameborder="0" width="540" height="405" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqi4g8"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqi4g8_dibattito-sul-multiculturalismo-6di34-abdelghani-ziani_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 6di34&#8230;</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></i></p>
<p><iframe frameborder="0" width="540" height="405" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqid68"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqid68_dibattito-sul-multiculturalismo-7di34-carlo-melegari_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 7di34, Carlo&#8230;</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></i></p>
<p><iframe frameborder="0" width="540" height="405" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqidhl"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqidhl_dibattito-sul-multiculturalismo-8di34-carlo-melegari-e-abdelghani-ziani_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 8di34, Carlo&#8230;</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></i></p>
<p><iframe frameborder="0" width="540" height="405" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqidku"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqidku_dibattito-sul-multiculturalismo-9di34-angela_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 9di34, Angela</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></i></p>
<p><iframe frameborder="0" width="540" height="405" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqiulm"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqiulm_dibattito-sul-multiculturalismo-10di34-carlo-melegari_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 10di34, Carlo&#8230;</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></i></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Hotel Ruanda il 4 maggio a Padova</title>
		<link>http://www.africanews.it/hotel-ruanda-il-4-maggio-a-padova/</link>
		<comments>http://www.africanews.it/hotel-ruanda-il-4-maggio-a-padova/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[hotel ruanda]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[paul rusesabagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizierà domani a Padova un incontro in ricordo del genocidio del Ruanda. Sarà presente Paul Rusesabagina che durante le atrocità del 1994 ha nascosto nel suo albergo 1268 connazionali. In occasione del 50 anniversario dell&#8217;indipendenza del Ruanda – così recita la locandina dell&#8217;evento – Padova accoglie Paul Rusesabagina, un eroe ruandese di fama internazionale che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizierà domani a Padova un incontro in ricordo del <strong><span style="color: #ff6600;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_del_Ruanda" target="_blank"><span style="color: #ff6600;">genocidio del Ruanda</span></a></span></strong>. Sarà presente <span style="color: #ff6600;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Rusesabagina" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Paul Rusesabagina</strong></span></a></span> che durante le atrocità del 1994 ha nascosto nel suo albergo 1268 connazionali.</p>
<p><span id="more-12000"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12002" title="Hotel_ruanda-1" src="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/Hotel_ruanda-1.jpg" alt="" width="354" height="500" /></p>
<p>In occasione del 50 anniversario dell&#8217;indipendenza del Ruanda – così recita la locandina dell&#8217;evento – Padova accoglie Paul Rusesabagina, un eroe ruandese di fama internazionale che nel 1994 nascose nel suo albergo 1268 connazionali salvandoli dal genocidio.</p>
<p>Durante l&#8217;incontro di sabato 5 maggio sarà proiettato il film &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hotel_ruanda" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Hotel Ruanda</strong></span></a>&#8221; di Terry George.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12001" title="Hotel_ruanda-2" src="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/Hotel_ruanda-2.jpg" alt="" width="354" height="500" /></p>
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		<title>Terzi in Africa, in Etiopia e Mozambico (2-4 maggio)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 19:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[mozambico]]></category>
		<category><![CDATA[terzi africa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministro Giulio Terzi, accompagnato da una delegazione di “alto livello” di imprenditori interessati alle prospettive di investimenti, da oggi sino al 4 maggio è in Africa, in Etiopia e Mozambico. L’Italia guarda con interesse a questi due Paesi per rafforzare i rapporti bilaterali nella lotta al terrorismo e la pirateria ma anche per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="HtmPhCtrl_TestoNews">
<p>Il Ministro Giulio <strong>Terzi</strong>, accompagnato da una delegazione di “alto livello” di imprenditori interessati alle prospettive di investimenti, da oggi sino al 4 maggio è in Africa, in <strong>Etiopia</strong> e <strong>Mozambico</strong>.</p>
<p><span id="more-11996"></span></p>
<p>L’Italia guarda con interesse a questi due Paesi per rafforzare i rapporti bilaterali nella lotta al terrorismo e la pirateria ma anche per le opportunità che si presentano per il sistema imprenditoriale italiano nel settore delle infrastrutture ed in quello energetico, in particolare in <strong>Mozambico</strong>, dove l’<strong>Eni</strong> ha ulteriormente consolidato le sue posizioni con una nuova scoperta di gas naturale annunciata il 27 marzo scorso.</p>
<p>Le scoperte finora effettuate dall&#8217;ENI confermano l&#8217;importanza mondiale dei giacimenti di gas naturale a largo del bacino del <strong>Rovuma</strong>, con riserve complessive finora accertate che sfiorano i 2.000 miliardi di metri cubi di gas (considerate anche quelle individuate dalla compagnia statunitense Anadarko).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=Rovuma+mozambique&amp;aq=&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=64.409204,135.263672&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Rovuma+River&amp;ll=-10.944674,39.461259&amp;spn=2.544948,4.22699&amp;t=m&amp;z=9&amp;output=embed" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="350"></iframe><br />
<small><a style="color: #0000ff; text-align: left;" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=Rovuma+mozambique&amp;aq=&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=64.409204,135.263672&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Rovuma+River&amp;ll=-10.944674,39.461259&amp;spn=2.544948,4.22699&amp;t=m&amp;z=9">View Larger Map</a></small></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Il forum “Ethiopia and Italy trade and investment”, a Roma</strong></span></p>
<p>Nei primi giorni di marzo scorso si è svolto a Roma il forum “Ethiopia and Italy trade and investment” con oltre 250 incontri B2B tra <strong>aziende</strong> <strong>etiopi</strong> e <strong>italiane</strong>, in particolare nei settori <strong>tessile</strong>, dell’<strong>agroindustria</strong> e conciario, ed incontri tra alcuni grandi gruppi italiani nel settore delle costruzioni, dell’energia e della difesa e la delegazione etiope per presentare alle imprese italiane le opportunità di investimento nel Paese del Corno d’Africa.</p>
<p>Il Forum, preceduto da un incontro tra il Ministro Terzi ed il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri etiope Desalegn, è stato organizzato e promosso dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del MAE, d’intesa con la DGMO e in collaborazione con Confindustria, Assafrica e UNIDO.</p>
<p>Proprio il Ministro degli esteri etiope ha posto l’accento sulla forte crescita registrata nel suo Paese nell’ultimo decennio che ha superato la doppia cifra per attestarsi ora circa all’8%. Si tratta di un dato particolarmente ragguardevole considerando che si tratta di una crescita non trainata dalle esportazioni di materie prime energetiche.</p>
<p>Inoltre il Governo etiope ha varato un piano di Crescita e Trasformazione dell’economia per i prossimi 5 anni (Growth and Transformation Plan) che punta a sfruttare gli aumenti di Prodotto interno lordo per costruire un’aperta economia di mercato e portare il Paese ad essere un Middle Income Country entro il 2023.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>I rapporti bilaterali</strong></span></p>
<p>Sul piano bilaterale l’Italia intende con Etiopia e Mozambico, condividere la necessità di affrontare insieme le sfide, come la <strong>lotta</strong> alla <strong>pirateria</strong> e al <strong>terrorismo</strong> nella regione del Corno d’Africa.</p>
<p>Il Ministro Terzi, anche in riferimento alla vicenda dei due maro’ italiani detenuti in India, ha più volte sottolineato l’esigenza di affermare, sul piano internazionale, il principio dell’immunità dei peacekeeper che operano nel quadro delle risoluzioni Onu.</p>
<p>Con l’Etiopia, Terzi, proprio in occasione della country presentation sull&#8217;Etiopia, svoltasi a marzo alla Farnesina, ha parlato di “relazioni speciali” che si sono sviluppate nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo del 2004 che portò alla riconsegna all&#8217;Etiopia dell&#8217;obelisco di Axum.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: esteri.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Joy of Africa, dal 4 al 6 maggio a Milano</title>
		<link>http://www.africanews.it/joy-of-africa-dal-4-al-6-maggio-a-milano/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 18:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[joy of africa]]></category>
		<category><![CDATA[marcello tomasi]]></category>
		<category><![CDATA[mostra foto africa]]></category>

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		<description><![CDATA[Joy of Africa mostra personale di Marcello Tomasi a cura di Anna Mola dal 4 al 6 maggio presso Studio Iroko, via Voghera 11/b, Milano vernissage il 4 maggio h. 19:00 Cammino, lavoro, colore, suono, ma soprattutto gioia: sono gli elementi che compongono l&#8217;esperienza di Marcello Tomasi lungo l&#8217;Africa e che la raccontano attraverso l&#8217;occhio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Joy of Africa<br />
mostra personale di Marcello Tomasi<br />
a cura di Anna Mola<br />
dal 4 al 6 maggio presso Studio Iroko, via Voghera 11/b, Milano<br />
vernissage il 4 maggio h. 19:00</p>
<p><span id="more-11992"></span></p>
<p>Cammino, lavoro, colore, suono, ma soprattutto gioia: sono gli elementi che compongono l&#8217;esperienza di Marcello Tomasi lungo l&#8217;Africa e che la raccontano attraverso l&#8217;occhio della sua macchina fotografica.</p>
<p>Le opere e il video in esposizione costituiscono una sorta di “diario per immagini” del viaggio di 5 ragazzi, nel 2005, a bordo di un Land Rover Defender (ribattezzato “Big Mama”) da Milano a Bobo Dioulasso, Burkina Faso, nel cuore dell&#8217;Africa Subsahariana.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-11993" title="joy-of-africa-mostra-fotografica-milano" src="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/joy-of-africa-mostra-fotografica-milano.jpg" alt="" width="540" height="510" /></p>
<p>Marcello, fotografo del gruppo, ha raccolto un&#8217;enorme quantità di immagini, da cui è tratta questa selezione. Si parte dal Marocco, l&#8217;Africa ancora “vicina di casa” dell&#8217;Italia ma già araba, con le case dipinte di blu, le moschee, il mercato pieno di spezie, le donne avvolte in veli coloratissimi e gli uomini su motorini e furgoni. E poi la S1, l&#8217;unica strada segnata sulla cartina, l&#8217;unica via “ufficiale” che attraversa il Sahara. Spazio e spazio di sabbia fine come polvere, dune, rocce, silenzio e cielo allo stato puro.</p>
<p>E poi i villaggi come destinazione finale; villaggi già immortalati nei film, descritti nei libri, immaginati attraverso i racconti di esploratori, ma ora vivi davanti agli occhi e al cuore. Piccole città fatte di capanne, pozzi di cemento, donne con enormi cesti sulla testa; c&#8217;è anche un ospedale, purtroppo mai completato. Le sei opere intelaiate su bambù hanno il compito di descrivere le scene di vita quotidiana dei villaggi. La foto si materializza e con il tessuto grezzo e il bambù che la sostiene rimanda alle tribù africane ivi raffigurate. Ben più che cornici, i legni costituiscono la struttura portante dell&#8217;immagine stampata su tela dipinta e tirata fino al massimo della tensione, come pelle su un tamburo. Una tensione che poi sfocia nel centro dell&#8217;immagine, fulcro dell&#8217;azione e dell&#8217;emotività.</p>
<p>Impossibile è guardare queste immagini senza respirare gli odori, assaggiare i sapori, sentire il battito dei tamburi. E per renderlo ancora più chiaro e veritiero, in mostra c&#8217;è anche un video, realizzato in presa diretta. Un lungometraggio privo – per scelta – di voci narranti e musiche di sottofondo, per immergersi nell&#8217;atmosfera, per sincronizzarsi col ritmo africano, per osservare l&#8217;impasto del burro di karitè, ascoltare il fruscio delle foglie di un bananeto, le risa dei bambini, la musica e le danze di un villaggio in festa.</p>
<p>Non si tratta solo di fotografia di paesaggio o di reportage contemporaneo, ma di un&#8217;esperienza in senso umano, di una fase di crescita e di passaggio. Qui c&#8217;è la volontà di far conoscere un continente non per le sue carestie, povertà, guerre (già così tristemente famose), ma nelle sue tradizioni antiche, nell&#8217;ospitalità dei suoi abitanti, nella felicità dei suoi bambini, così pieni di speranza e ottimismo.</p>
<p>Joy è il vero filo conduttore di questa esposizione: gioia in chi ha vissuto il viaggio, gioia negli occhi di chi si incontra sul cammino, gioia di poter trasmettere questa sensazione di&#8230; gioia!</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Biografia</strong></span><br />
Marcello Tomasi (Milano, 1984), figlio d&#8217;arte, riceve fin da piccolo una formazione artistica e fotografica. Dopo gli studi in scultura all&#8217;Accademia di Brera, affianca come assistente grandi fotografi come Nicola Majocchi. La sua carriera artistica inizia come fotografo di moda per Dolce &amp; Gabbana e Trussardi, Elisabetta Franchi e Iceberg e di pubblicità per Francesco Illy (2009). Collabora inoltre da tempo alla realizzazione di progetti sociali, editoriali e redazionali. I viaggi (tra cui Stati Uniti e Cina), le esperienze e la curiosità per le diverse culture hanno stimolato il suo stile eclettico, versatile, fortemente contemporaneo.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Esposizioni collettive</strong></span>:<br />
2012 – IV edizione di “Matany in Festa”, Casa Brambilla, Inzago (MI)<br />
2011 –  “Look different”, Circolo Arci Meltin&#8217; Pop, Arona<br />
2007 – “Uffa”, 24B, Milano<br />
2007 – “Start”, 24B, Milano<br />
Questa è la sua prima personale.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Location</strong></span><br />
Studio IROKO nasce nel 2006, ideato dall&#8217;artista Roberto Quagliarella, come spazio espositivo a Milano in Zona Tortona. Open Space dedicato a eventi artistici. La Galleria studio IROKO si trova a Milano in Via Voghera 11/b nella zona Tortona, punto di riferimento del Design, Arte Contemporanea, Moda e Stile. La sede ospita eventi di vario genere: da Mostre a Temporary events, conferenze e consulenze artistiche e organizzazione di Eventi: fuori Salone del Mobile, Contemporary Art, Corto Circuito, Fashion Week White.<br />
Studio IROKO è formato da uno staff di Curatori, Critici D&#8217;arte e Artisti Freelance. Collabora con Curatori di Mostre D&#8217;arte, Designers per il Salone del Mobile e con Brand di Moda nel periodo di Campagna Vendita (fashion week).</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Info</strong></span><br />
Marcello Tomasi: www.marcellotomasi.com<br />
Anna Mola: http://aboutaphoto.blogspot.com<br />
Studio Iroko: www.studioiroko.com</p>
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		<title>Multiculturalismo a Verona, intervento di Carlo Melegari</title>
		<link>http://www.africanews.it/multiculturalismo-a-verona-intervento-di-carlo-melegari/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 21:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[carlo melegari]]></category>
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		<category><![CDATA[italia multietnica]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervento di Carlo Melegari, direttore del Cestim al dibattito sul multiculturalismo che si è tenuto a Verona il 28 aprile 2012. Dibattito sul multiculturalismo 3di, Carlo&#8230; di afrikanews &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento di Carlo Melegari, direttore del Cestim al dibattito sul multiculturalismo che si è tenuto a Verona il 28 aprile 2012.<br />
<span id="more-11989"></span></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqi0yc" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xqi0yc_dibattito-sul-multiculturalismo-3di-carlo-melegari_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 3di, Carlo&#8230;</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Multiculturalismo a Verona: introduzione di Fortuna E. Mambulu</title>
		<link>http://www.africanews.it/multiculturalismo-a-verona-introduzione-di-fortuna-e-mambulu/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 21:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Introduzione del moderatore Fortuna Ekutsu Mambulu al dibattito sul multiculturalismo e la multietnicità a Verona e in Italia che si è tenuto lo scorso 28 aprile 2012 a Verona. Dibattito sul multiculturalismo 2di&#8230; di afrikanews Se non riesci a vedere il video clicca QUI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Introduzione del moderatore Fortuna Ekutsu Mambulu al dibattito sul multiculturalismo e la multietnicità a Verona e in Italia che si è tenuto lo scorso 28 aprile 2012 a Verona.</p>
<p><span id="more-11987"></span></p>
<p><iframe frameborder="0" width="540" height="304" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqhwz6"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqhwz6_dibattito-sul-multiculturalismo-2di-introduzione-di-fortuna-ekutsu-mambulu_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 2di&#8230;</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></i></p>
<p>Se non riesci a vedere il video clicca <strong><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqhwz6_dibattito-sul-multiculturalismo-2di-introduzione-di-fortuna-ekutsu-mambulu_news" target="_blank">QUI</a></strong></p>
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		<title>Multiculturalismo a Verona: introduzione di Fabrizio Colombo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 19:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multiculturalismo a Verona 2012]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito verona]]></category>
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		<description><![CDATA[Qui il video dell&#8217;introduzione al dibattito che si è tenuto lo scorso 28 aprile a Verona sul multiculturalismo. Dibattito sul multiculturalismo 1di&#8230; di afrikanews Dibattito sul multiculturalismo 1di, introduzione di Fabrizio Colombo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui il video dell&#8217;introduzione al dibattito che si è tenuto lo scorso 28 aprile a Verona sul multiculturalismo.</p>
<p><span id="more-11985"></span></p>
<p><iframe frameborder="0" width="500" height="281" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqhqnc"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqhqnc_dibattito-sul-multiculturalismo-1di-introduzione-di-fabrizio-colombo_news" target="_blank">Dibattito sul multiculturalismo 1di&#8230;</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/afrikanews" target="_blank">afrikanews</a></i></p>
<p><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqhqnc_dibattito-sul-multiculturalismo-1di-introduzione-di-fabrizio-colombo_news">Dibattito sul multiculturalismo 1di, introduzione di Fabrizio Colombo </a></p>
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		<title>Video sintesi del dibattito sul multiculturalismo</title>
		<link>http://www.africanews.it/video-sintesi-del-dibattito-sul-multiculturalismo/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 16:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui una video sintesi con frammenti del dibattito sul multiculturalismo e la multietnicità che si è svolto ieri, 28 aprile 2012, a Verona. &#160; Clicca qui se non riesci a vedere il video &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui una video sintesi con frammenti del dibattito sul multiculturalismo e la multietnicità che si è svolto ieri, 28 aprile 2012, a Verona.</p>
<p><span id="more-11982"></span></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqgznt" width="500" height="281" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Clicca <span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.dailymotion.com/video/xqgznt_dibattito-multiculturalismo-verona-italia-video-sintesi-2012-04-28" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>qui</strong></span></a></span> se non riesci a vedere il video</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dibattito sul multiculturalismo a Verona: intervista</title>
		<link>http://www.africanews.it/dibattito-sul-multiculturalismo-a-verona-intervista/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 13:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PiervincenzoCanale</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Multiculturalismo a Verona 2012]]></category>
		<category><![CDATA[italia multietnica]]></category>
		<category><![CDATA[multiculturalismo]]></category>
		<category><![CDATA[multietnicismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Ewanfoh O. Peter sul dibattito sul multiculturalismo del 28 aprile 2012.Cos&#8217;e&#8217; questo dibattito che si tiene oggi sabato 28 aprile a Verona sul multiculturalismo e la multietnicita&#8217;?  Il dibattito fa parte del progetto: “The Journey – la nostra storia”, un documentario sulla presenza degli africani a Verona negli ultimi 35-40 anni. Il dibattito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a Ewanfoh O. Peter sul dibattito sul multiculturalismo del 28 aprile 2012.<span id="more-11949"></span><b>Cos&#8217;e&#8217; questo dibattito che si tiene oggi sabato 28 aprile a Verona sul multiculturalismo e la multietnicita&#8217;? </b></p>
<p>Il dibattito fa parte del progetto: “The Journey – la nostra storia”, un documentario sulla presenza degli africani a Verona negli ultimi 35-40 anni. Il dibattito, ossia la condivisione, come dovrebbe essere chiamata, e&#8217; stato pensato per far entrare il pubblico in questo progetto, in modo che tutti possano affrontare insieme l&#8217;argomento della coesistenza di popoli diversi nella città di Verona.</p>
<p><b>Chi ha avuto l&#8217;idea di quest&#8217;incontro e perché?</b></p>
<p>L&#8217;idea mi e&#8217; venuta durante le mie interviste a diversi africani che hanno vissuto in Italia e a Verona negli ultimi 35-40 anni. Dopo aver fatto una pre-intervista con un signore che sara&#8217; anche uno degli ospiti all&#8217;incontro di questo sabato sera, abbiamo iniziato a condividere i nostri punti di vista sulla situazione generale dell&#8217;immigrato a Verona e in Italia. In quel momento ho notato che il mio intervistato aveva un punto di vista leggermente diverso sul multiculturalismo: al contrario di quanto sia largamente accettato, lui pensa che il concetto di multiculturalismo sia più filosofico che realistico. Ciò risvegliava il mio interesse e cosi&#8217; ho pensato che sarebbe stato interessante far affrontare l&#8217;argomento da altri esperti e da persone comuni per vedere cosa veramente pensano e sentono a proposito di questo tema. Anche la piccola città di Verona con meno di 300.000 abitanti ospita tante persone di diverse origini etniche. E&#8217; per questo che l&#8217;argomento e&#8217; importante anche qui.</p>
<p><b>Chi sono gli organizzatori e qual&#8217;e&#8217; il loro ruolo?</b><br />
In pratica l&#8217;evento e&#8217; organizzato dalla squadra che si sta occupando del progetto con l&#8217;assistenza dei missionari Comboniani di Verona che ci mettono a disposizione la sala e ci aiutano nella logistica. Inoltre Afriradio e Africanews ci danno una mano come media partner dell&#8217;evento.</p>
<p><b>Quali sono gli obiettivi di quest&#8217;iniziativa?</b><br />
Il primo obiettivo e&#8217; quello di contribuire ad aumentare la consapevolezza sulle problematiche della coesistenza a Verona. E&#8217; vero, per quanto ne so, che a parte qualche piccolo incidente, Verona non e&#8217; stata una città che ha vissuto le conseguenze di importanti conflitti tra i diversi popoli che la abitano. Tuttavia, e&#8217; più probabile che i vicini convivono bene quando c&#8217;e una buona comunicazione e comprensione tra loro. Inoltre se il livello di comprensione non sta crescendo quanto quello delle difficoltà politiche e sociali, queste stesse difficoltà potrebbero diventare problemi importanti; quindi stiamo cercando d&#8217;incoraggiare questa linea d&#8217;impegno e di comunicazione in modo che le persone non si sentano solo come un problema ma anche come parte della soluzione o almeno che siano informati meglio sulla complessa realta&#8217; della societa in cui vivono. Vogliamo realizzare questo facendo incontrare un pubblico non troppo sofisticato con gli esperti del tema in modo che tutti possano condividere i loro punti di vista come farebbe una comunità di persone.</p>
<p><b>Perché quest&#8217;argomento e&#8217; importante per Verona e per l&#8217;Italia?</b><br />
Dire che questo tema sia importante per Verona e per l&#8217;Italia vuol dire affermare un&#8217;ovvietà. Fino a quando persone di culture diverse e con vari retroterra etnici vivranno in una società, il problema del pluralismo culturale rimarrà un problema importante. E&#8217; molto facile, soprattutto per i politici e le persone che hanno delle forti opinioni manipolare le differenze tra le persone, creare o alimentare tensioni tra loro, in modo tale che rimangano sfruttate economicamente e socialmente. Non c&#8217;e&#8217; bisogno di sottolineare l&#8217;ingenuo esempio della minoranza di persone che sovrasta la maggioranza, piuttosto le persone dovrebbero consultare la loro coscienza per vedere questi problemi da un punto di vista pluralista, per tollerarsi reciprocamente, tanto più quanto riescono a progredire insieme come una sola società, indipendentemente dalle appartenenze culturali o etniche. Ripeto, Verona non si trova al punto di ebollizione ne&#8217; e&#8217; l&#8217;esempio peggiore di una società in cui le culture si fondono. Tuttavia, ci sono già abbastanza elementi per costruire una società progressista o conflittuale. Quindi quante più persone inizieranno ad analizzare questi complessi aspetti tanto meglio per la Verona di domani.</p>
<p><b>Perché hai deciso di fare questo documentario?</b><br />
M&#8217;interessa approfondire gli aspetti più remoti dei problemi attuali con la speranza che altre persone ci possano trovare nuovi significati. Capisco che molto possa essere stato detto sulle migrazioni africane in Europa, in Italia o a Verona. Tuttavia la maggior parte di questi studi hanno il punto di vista di un estraneo, di un terzo, cosi&#8217; ho pensato che sarebbe stato interessante raccontare la stessa storia ma in prima persona, con un punto di vista interno invitando i protagonisti diretti della situazione affinché raccontino come si e&#8217; evoluta la loro vita a Verona negli ultimi 35-40 anni. Grazie alle persone che compongono la squadra che sta dietro questo progetto e che mi hanno appoggiato sin dal primo momento in cui ho condiviso quest&#8217;idea con loro, adesso stiamo andando avanti col progetto come previsto. Altrettanto incoraggiante e&#8217; stato l&#8217;incontro con gli intervistati che con le loro esperienze personali hanno contribuito molto a portare avanti la storia. </p>
<p><b>Come ha risposto Verona finora?</b><br />
Nonostante la limitatezza delle nostre risorse, che non ci ha permesso di avviare una grande campagna per far conoscere il progetto a tutta la popolazione, descriverei la reazione della città come incoraggiante, sia a livello individuale che a livello di istituzioni locali. Per esempio, la maggior parte dei membri della nostra squadra vive a Verona e partecipa volontariamente al progetto perché ci credono. Recentemente abbiamo iniziato a registrare alcune video interviste e i video ci sono stati consegnati da Nigrizia Multimedia di Verona, che co-produce il documentario. Quindi si può dire che la risposta di Verona e&#8217; stata buona e siamo grati per questo.</p>
<p>
<br />
Intervista di Piervincenzo Canale</p>
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		<title>Intervista a Dudu Manhenga, 24 aprile 2012</title>
		<link>http://www.africanews.it/intervista-a-dudu-manhenga-24-aprile-2012/</link>
		<comments>http://www.africanews.it/intervista-a-dudu-manhenga-24-aprile-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 06:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PiervincenzoCanale</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[concerto reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Dudu Manhenga]]></category>

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		<description><![CDATA[Dudu Manhenga ha tenuto un concerto di beneficenza a Reggio Calabria lo scorso 24 aprile 2012. Questa che segue è una breve intervista che le ho fatto alla fine della performance col gruppo Color Blu. Interview with Dudu Manhenga, 24 April 2012 &#160; Com&#8217;è andato questo secondo tour in Italia e come affronti i costi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dudu Manhenga ha tenuto un concerto di beneficenza a Reggio Calabria lo scorso 24 aprile 2012. Questa che segue è una breve intervista che le ho fatto alla fine della performance col gruppo Color Blu.</p>
<p><span id="more-11962"></span></p>
<p><a title="Interview with Dudu Manhenga, 24 April 2012" href="http://www.dailymotion.com/video/xqe5aw_interview-with-dudu-manhenga-24-april-2012_news" target="_blank">Interview with Dudu Manhenga, 24 April 2012</a></p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xqe5aw" width="500" height="281" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Com&#8217;è andato questo secondo tour in Italia e come affronti i costi dell&#8217;organizzazione, viaggi, ecc.?</strong></p>
<p>E&#8217; veramente molto costoso viaggiare dall&#8217;Africa verso ogni altra parte del mondo. Sono molto grata del fatto che l&#8217;Italia stia continuando a chiamarmi. Sta andando molto bene. Ho viaggiato in molti posti d&#8217;Italia, a nord, a sud,  ed è molto interessante conoscere le diverse culture, assaggiare le diverse gastronomie, e anche la bellezza dei paesaggi. Ogni volta che si entra in una nuova regione o in un nuovo paese, è bellissimo.</p>
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		<title>Italia vista da un africano con un video hip hop</title>
		<link>http://www.africanews.it/italia-vista-da-un-africano-con-un-video-hip-hop/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 04:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[africani hip hop]]></category>
		<category><![CDATA[boreano venosa sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[italia africani]]></category>

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		<description><![CDATA[Là-bas (Daise Bi feat. Dady B, Dj MSS, Hamidou, Amadou, Yabré) Questo videoclip è stato girato nell&#8217;agosto 2011 a Boreano (PZ). &#160; Nei casolari abbandonati di Boreano, nelle campagne del comune di Venosa, in Basilicata, trovano alloggio ogni estate centinaia di lavoratori provenienti dall&#8217;Africa occidentale, che giungono qui alla ricerca di qualche giornata di lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BYaHI999Heo" target="_blank">Là-bas</a> (<span style="color: #ff6600;">Daise Bi</span> feat. <span style="color: #ff6600;">Dady B</span>, <span style="color: #ff6600;">Dj MSS</span>, <span style="color: #ff6600;">Hamidou</span>, <span style="color: #ff6600;">Amadou</span>, <span style="color: #ff6600;">Yabré</span>)</strong></p>
<p>Questo videoclip è stato girato nell&#8217;agosto 2011 a Boreano (PZ).</p>
<p><span id="more-11911"></span></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/BYaHI999Heo" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei casolari abbandonati di Boreano, nelle campagne del comune di Venosa, in Basilicata, trovano alloggio ogni estate centinaia di lavoratori provenienti dall&#8217;Africa occidentale, che giungono qui alla ricerca di qualche giornata di lavoro nella zona, soprattutto come braccianti nella raccolta del pomodoro. Vengono assunti soltanto attraverso caporali e sono pagati a cottimo e spesso in nero.</p>
<p>Il videoclip è il frutto dell&#8217;incontro tra alcuni ragazzi originari del Burkina Faso, che si trovavano più o meno casualmente a Boreano per lavorare in agricoltura, e alcuni artisti, videomaker e ricercatori sociali venosini.</p>
<p>Autore del testo e protagonista del clip è Daise B, studente di scuola superiore in una cittadina dell&#8217;Emilia Romagna e giovane autore di testi hip hop.</p>
<p>La drammatica situazione in cui i braccianti stagionali africani vivono e lavorano a Boreano è stata denunciata più volte. In questo videoclip forse per la prima volta a raccontare Boreano è, con la sola mediazione del montaggio, uno di quei lavoratori. Le sue parole ci narrano l&#8217;emigrazione dall&#8217;Africa, il colonialismo, la delusione successiva all&#8217;arrivo in Europa, lo sfruttamento, il razzismo, la voglia di riscatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BYaHI999Heo" target="_blank">YouTube</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ultimo concerto di Dudu Manhenga a Reggio Calabria</title>
		<link>http://www.africanews.it/ultimo-concerto-di-dudu-manhenga-a-reggio-calabria/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 20:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[concerto musica africana]]></category>
		<category><![CDATA[Dudu Manhenga]]></category>
		<category><![CDATA[reggio calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui i video del concerto di Dudu Manhenga, cantante dello Zimbabwe, a Reggio Calabria. Quello del 24 aprile 2012 è stato l&#8217;ultimo concerto del suo tour in Italia. L&#8217;incontro musicale di Reggio Calabria è stato un evento di beneficenza organizzato dalla fondazione Travia-Cassone che si occupa di diversi progetti umanitari in Malawi. &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui i video del concerto di <a href="http://www.dudumanhenga.com/" target="_blank"><strong>Dudu Manhenga</strong></a>, cantante dello <a href="http://www.facebook.com/dmanhenga" target="_blank">Zimbabwe</a>, a Reggio Calabria. Quello del 24 aprile 2012 è stato l&#8217;ultimo concerto del suo tour in Italia.</p>
<p><span id="more-11954"></span></p>
<p>L&#8217;incontro musicale di Reggio Calabria è stato un evento di beneficenza organizzato dalla <a href="http://www.fondazioneclaratraviacassone.it/" target="_blank">fondazione Travia-Cassone</a> che si occupa di diversi progetti umanitari in Malawi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12007" title="Dudu-Manhenga-&amp;-Color-blu-from-Zimbabwe-to-Reggio-Cal.,-ITALY" src="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/Dudu-Manhenga-Color-blu-from-Zimbabwe-to-Reggio-Cal.-ITALY.jpg" alt="" width="540" height="512" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12008" title="Dudu-Manhenga-&amp;-Color-blu-@-ReggioC-intro" src="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/Dudu-Manhenga-Color-blu-@-ReggioC-intro.jpg" alt="" width="540" height="584" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12009" title="Dudu-Manhenga-&amp;-Color-blu-@-ReggioC-intro-by-Fondazione-Cas" src="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/Dudu-Manhenga-Color-blu-@-ReggioC-intro-by-Fondazione-Cas.jpg" alt="" width="540" height="579" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12010" title="Dudu-Manhenga-&amp;-Color-blu-@-ReggioC-01" src="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/Dudu-Manhenga-Color-blu-@-ReggioC-01.jpg" alt="" width="540" height="569" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12011" title="Dudu-Manhenga-&amp;-Color-blu-@-ReggioC-02" src="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/Dudu-Manhenga-Color-blu-@-ReggioC-02.jpg" alt="" width="540" height="565" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ecco l&#8217;Italia&#8230; multietnica</title>
		<link>http://www.africanews.it/ecco-litalia-multietnica/</link>
		<comments>http://www.africanews.it/ecco-litalia-multietnica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 06:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[extrafrica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[italia multietnica]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui una raccolta di video sull&#8217;Italia e la multietnicità / multiculturalismo. Berlusconi: &#8220;No all&#8217;Italia multietnica&#8221; Berlusconi &#8211; Italia Cattolia e degli Italiani Immigrazione, Calderoli &#8211; al premier darei tessera Lega Casini: sciocchezza dire no a Italia multietnica, quoziente familiare per la natalità italiana Franceschini vs Berlusconi a &#8220;in mezz&#8217;ora&#8221; &#8211; 10/05/2009 &#8211; parte 1/3 Voto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui una raccolta di video sull&#8217;Italia e la multietnicità / multiculturalismo.</p>
<p><span id="more-11927"></span></p>
<p><strong><a href="http://youtu.be/7sTIwNb2roE" target="_blank">Berlusconi: &#8220;No all&#8217;Italia multietnica&#8221;</a></strong><br />
<iframe width="540" height="405" src="http://www.youtube.com/embed/7sTIwNb2roE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://youtu.be/QRntYx_fc3U" target="_blank"><strong>Berlusconi &#8211; Italia Cattolia e degli Italiani</strong></a><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/QRntYx_fc3U" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p><a href="http://youtu.be/cTe8babu_n8" target="_blank"><strong>Immigrazione, Calderoli &#8211; al premier darei tessera Lega</strong></a><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/cTe8babu_n8" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p><strong><a href="http://youtu.be/Ov0RgNfop04" target="_blank">Casini: sciocchezza dire no a Italia multietnica</a>, quoziente familiare per la natalità italiana </strong><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/Ov0RgNfop04" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p><strong><a href="http://youtu.be/inL2j2xSzkM" target="_blank">Franceschini vs Berlusconi a &#8220;in mezz&#8217;ora&#8221;</a> &#8211; 10/05/2009 &#8211; parte 1/3</strong><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/inL2j2xSzkM" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p><a href="http://youtu.be/CAoGI2xVis8" target="_blank"><strong>Voto agli immigrati: Berlusconi conferma il suo no&#8230;</strong></a><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/CAoGI2xVis8" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p><strong><a href="http://youtu.be/0roRLWpFglM" target="_blank">Crozza: Italia multietnica e regionale</a> (da Ballarò del 12/01/2010)</strong><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/0roRLWpFglM" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p><a href="http://youtu.be/jKkJupDKht4" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Copertina Ballarò &#8211; 19/05/2009</strong></span></a><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/jKkJupDKht4" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://youtu.be/UiqV63rmFos" target="_blank">Manifestazione Migranti</a> &#8211; Milano, 23 maggio 2009</strong></span><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/UiqV63rmFos" frameborder="0" width="540" height="304"></iframe></p>
<p><strong><a href="http://youtu.be/45nMCTfZFio" target="_blank">Milano, lista multietnica per le comunali</a> </strong><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/45nMCTfZFio" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p><a href="http://youtu.be/-yK4Qb26R-U" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Immigrazione e integrazione</strong></span></a><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/-yK4Qb26R-U" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p><a href="http://youtu.be/P61Wl6BT-18" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>TOUADI TUESDAY &#8211; Un Paese plurale</strong></span></a><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/P61Wl6BT-18" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p><a href="http://youtu.be/J5XQNKZ6HyI" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Berlusconi: i migranti</strong></span></a><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/J5XQNKZ6HyI" frameborder="0" width="540" height="405"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Tunisia: madre si dà fuoco per scomparsa figlio</title>
		<link>http://www.africanews.it/tunisia-madre-si-da-fuoco-per-scomparsa-figlio/</link>
		<comments>http://www.africanews.it/tunisia-madre-si-da-fuoco-per-scomparsa-figlio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 11:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[mamme tunisini]]></category>
		<category><![CDATA[migranti italia tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[tunisini dispersi]]></category>

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		<description><![CDATA[Difficile scrivere qualcosa di sensato quando una madre si dà fuoco e altre due tentano il suicido. E’ accaduto a Tunisi in questi giorni. Dopo il gesto di Jannet Rhimi, da giovedì ricoverata all’ospedale per le ustioni riportate, altre due madri hanno agito sul proprio corpo l’esasperazione di più di un anno di attesa. Certo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile scrivere qualcosa di sensato quando una madre si dà fuoco e altre due tentano il suicido. E’ accaduto a Tunisi in questi giorni. Dopo il gesto di Jannet Rhimi, da giovedì ricoverata all’ospedale per le ustioni riportate, altre due madri hanno agito sul proprio corpo l’esasperazione di più di un anno di attesa.</p>
<p><span id="more-11938"></span></p>
<p>Certo, c’è il dolore per i propri figli scomparsi, ma di fronte a gesti così estremi dovremmo chiederci tutte e tutti che cosa stia avvenendo e come sia possibile fare insieme qualcosa affinché non siano i corpi di queste madri a bruciare per poter ancora parlare.</p>
<p>Anche noi, che insieme alle madri e alle famiglie dei migranti tunisini dispersi abbiamo dato luogo alla campagna “<strong>Da una sponda all’altra: vite che contano</strong>”, nell’ultimo periodo siamo rimaste silenziose. Che dire, infatti, dopo le infinite iniziative (sit-in, presidi davanti alle ambasciate, alle prefetture, lettere ai ministri) quando nulla riesce a scalfire il silenzio, il tergiversare, la non chiarezza con cui le istituzioni italiane e tunisine hanno deciso di trattare tutta questa vicenda?</p>
<p>Si scrive un comunicato, di solito, per comunicare qualcosa, per denunciare, per chiamare a un’azione.</p>
<p>Ma dopo l’azione comune del 30 marzo scorso, con i presidi davanti all’Ambasciata tunisina a Roma e quello delle famiglie e delle mamme dei migranti dispersi davanti all’Ambasciata italiana a Tunisi, non sapevamo più che cosa fare per farci sentire.</p>
<p>Le mamme, a Tunisi, ancora una volta avevano saputo manifestare tutta la loro radicalità di donne che impongono una domanda di vita, assediando l’Ambasciata italiana e accusando, con quel gesto, tutte le politiche dei patti, degli accordi bilaterali, della gestione e del governo delle migrazioni che hanno previsto la scomparsa dei loro figli e continuano a non rispondere sulla loro sorte. L’11 aprile, insieme alla delegazione dei famigliari in Italia abbiamo avuto un incontro, a Roma, al dipartimento dell’immigrazione della <strong>polizia delle frontiere</strong> in cui ci era stato comunicato che il primo dischetto con le impronte digitali, 142 impronte arrivate dalla Tunisia, era ancora al vaglio della polizia scientifica per fare il riscontro con il database italiano. Il riscontro di altre 112 impronte, invece, non era ancora iniziato. Poi, dopo qualche giorno, c’è stato un susseguirsi di notizie informali e smentite di queste stesse notizie in arrivo dalle istituzioni tunisine. Il riscontro era terminato? Non lo era ancora? Perché durava così a lungo? Il risultato era negativo?</p>
<p>Insomma, a <strong>più di un anno</strong> di distanza un’incapacità di parola e di trasparenza che esaspera il dolore e lascia spazio a tutte le ipotesi. Già, una sorta di delirio collettivo, è l’impressione di chiunque si avvicini a questa vicenda senza prendersi il tempo necessario per capire che cosa l’abbia provocato.</p>
<p>Partiamo allora dall’inizio.</p>
<p>Alcune madri e alcuni familiari riconoscono o credono di riconoscere i loro figli nei telegiornali italiani, altre ricevono telefonate dalle imbarcazioni che le avvisano che sono vicini all’arrivo. Quanto tempo sarebbe stato necessario a un’équipe dei due paesi per fare un riscontro su quegli indizi, a partire dalle capitanerie di porto per sapere se quelle imbarcazioni erano arrivate, decifrare meglio le immagini dei telegiornali, capire da quali celle telefoniche erano arrivate le telefonate?</p>
<p>E’ in questo frattempo, durato più di un anno e che continuerà a durare, dal momento che nessuna équipe è stata prevista né dall’Italia né dalla Tunisia, che ogni ipotesi è diventata possibile.</p>
<p>E’ la prima volta che succede: le famiglie chiedono conto, pretendono di sapere, vogliono i loro figli, vivi o morti. Contro le leggi del loro paese che, complici delle politiche di <strong>governo delle migrazioni</strong> dell’<strong>Unione</strong> <strong>europea</strong>, prevedono un reato di “emigrazione clandestina”, contro le politiche dell’Unione europea e gli accordi bilaterali tra l’Italia e la Tunisia che prevedono “quote” di visti, di ingressi regolari, così come “quote” di morti nei viaggi di tutti gli altri.</p>
<p>E’ la prima volta che succede ed è un altro effetto domino della <strong>rivoluzione tunisina</strong>: <strong>verso</strong> <strong>l’Europa</strong>, in questo caso, nella stessa direzione presa dai giovani tunisini per agire la loro libertà di movimento dopo la libertà conquistata con la rivoluzione. Madri, che con i loro corpi e le fotografie dei loro figli si presentano ad ogni visita ufficiale dei rappresentanti europei e italiani, che prendono d’assalto l’Ambasciata di un paese di destinazione urlando i nomi dei propri figli e con due striscioni in italiano e in arabo: “Da una sponda all’altra: vite che contano”, “La terra è di tutti/e”.</p>
<p>Ed è la prima volta che succede anche questo: i rappresentanti di due paesi, abituati a incontrarsi per dar corso ai loro accordi, obbligati ora a <strong>incontrarsi</strong> per <strong>scambiarsi</strong> <strong>impronte</strong> <strong>digitali</strong> non per espellere ma per rispondere alla richiesta di quelle famiglie. Non è un caso, dunque, il lungo tempo passato prima che ciò avvenisse e che ora, mentre il riscontro è in fase conclusiva, nessuno sappia prendersi la responsabilità di parlare con parole di trasparenza alle famiglie che li hanno obbligati a quell’operazione. Gli accordi bilaterali sono accordi di guerra e di scomparsa e le impronte solo uno degli strumenti per la loro realizzazione, non prevedono un linguaggio di vita che vuole figli, vivi o morti.</p>
<p>Nel frattempo, in questo tempo lungo, sono i linguaggi di tali politiche, a guardar bene, ad aver continuato a parlare nei termini di un delirio. E’ questo <strong>linguaggio</strong> il vero <strong>delirio collettivo</strong>, dal momento che è riuscito a diventare senso comune di fronte a cui non c’è uno stupore generale.</p>
<p>Qualche esempio: una ministra che di ritorno dalla Libia, ad inizio aprile, fa sapere che <strong>l’Italia</strong> finanzierà i lavori di ristrutturazione del “<strong>centro</strong> di <strong>trattenimento</strong> dei <strong>migranti</strong> a <strong>Kufra</strong>”, noto campo di concentramento e di stupro delle donne lì “trattenute” già finanziato dall’Italia; una portavoce dell’<a href="http://www.unhcr.it/" target="_blank">Acnur</a> che suggerisce di coinvolgere anche le navi commerciali nei controlli per “intervenire tempestivamente” al fine di impedire che si ripetano le tragedie in mare; sempre la stessa ministra che chiede alla Tunisia nuovi accordi nel rispetto dei diritti umani ma che rafforzino il controllo delle coste, come se tra i diritti umani non ci fosse quello alla vita che proprio i controlli delle coste non riconoscono. Infine, la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/immigrazione-italia-condannata-corte-europea-respingimenti-libia/193241/" target="_blank">condanna dell’Italia</a> da parte della <a href="http://www.echr.coe.int/echr/" target="_blank">Corta europea dei diritti dell&#8217;uomo</a>; il cosiddetto caso Hirsi, accolto da tutti, antirazzisti compresi, come una vittoria contro i respingimenti in mare effettuati dall’Italia insieme alla Libia a partire dal 2009: 24 cittadini somali e eritrei rimborsati con 15.000 euro per essere stati respinti con violenza in Libia insieme ad altri 200 migranti, lì incarcerati, lì maltrattati, per una spesa complessiva da parte dell’Italia, per i suoi due anni di respingimenti, la sua complicità nelle incarcerazioni, nei maltrattamenti, negli stupri e nelle morti “libiche”, di 360.000 euro: nemmeno il costo di un bilocale in una città italiana.</p>
<p>Avremmo voluto, in tutti questi mesi, insieme alle mamme e alle famiglie tunisine, <strong>bruciare</strong> questa <strong>follia</strong>, <strong>smascherare</strong> il <strong>delirio</strong> dei <strong>linguaggi</strong> e vincere almeno una battaglia contro tali politiche. Poter dire non solo come denuncia, ma come realtà, che “da una sponda all’altra” siamo riuscite, per una volta, a far contare le vite, quelle dei loro figli che hanno bruciato le frontiere, le loro che hanno continuato a cercarli, le nostre che insieme a loro siamo sempre più immerse nei recinti delle vite che non contano.</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Brucia, invece, il corpo di una mamma, bruciano le mani del marito che ha cercato di spegnere quelle fiamme, mentre altre due donne tentano il suicidio.</span></p>
<p>Non è il tempo dei comunicati. Forse, quello di chiederci tutte insieme come continuare ad affermare contro queste politiche che le vite contano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Le Venticinqueundici</p>
<p style="text-align: right;">venticinquenovembre@gmail.com</p>
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		<title>Au revoir Sarkozy</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 20:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni francesi]]></category>
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		<category><![CDATA[paesi bassi elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Le elezioni francesi e la situazione in Europa vista da un intelletuale africano. &#8220;Au revoir Sarkozy&#8221;, così titolava oggi il principale giornale di Berlino. La maledizione di Gheddafi sta per colpire. Nicolas Sarkozy sta per perdere clamorosamenre le elezioni presidenziali francesi. Ieri 22/4, per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica, un presidente uscente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le elezioni francesi e la situazione in Europa vista da un intelletuale africano.</p>
<p><span id="more-11913"></span></p>
<p>&#8220;Au revoir Sarkozy&#8221;, così titolava oggi il principale giornale di Berlino.</p>
<p>La maledizione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mu%27ammar_Gheddafi" target="_blank"><strong>Gheddafi</strong></a> sta per colpire. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Sarkozy" target="_blank"><strong>Nicolas Sarkozy</strong></a> sta per perdere clamorosamenre le elezioni presidenziali francesi. Ieri 22/4, per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica, un presidente uscente non è arrivato in testa e la terza arrivata, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marine_Le_Pen" target="_blank">Marine LePen</a>, punta tutto sullo sconquassamento dell&#8217;UMP dopo la sconfitta di Sarko. Ecco che il caos creato in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivolta_in_Libia_del_2011" target="_blank">Libia</a> e in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Costa_d%27Avorio" target="_blank">Costa d&#8217;Avorio</a> non ha aiutato la Francia a risolvere i suoi difficili problemi finanziari come speravano gli esperti consiglieri del governo francese.</p>
<p>A tutti gli africani francesi che ieri hanno votato <strong>Sarkozy</strong> permettendogli di arrivare al 27%, voi mi fate arrabbiare perché all&#8217;<strong>assassino</strong> della guida libica avete dato la speranza di perpetuarsi. All&#8217;<strong>autore</strong> del <strong>caos ivoriano</strong> avete dato l&#8217;illusione di avere ancora 5 anni per silurare l&#8217;Africa. Però in fin dei conti vi capisco: avete voluto confermare in capo alla Francia il più mediocre dei suoi presidenti in modo da facilitarne la caduta e liberare l&#8217;Africa dai suoi artigli. E&#8217; ciò che molti di voi mi hanno scritto prima del voto.</p>
<p>Ciò che dimenticate facendo questa scelta è che lui è il migliore nel produrre il più alto numero di <strong>poveri francesi</strong>, che finiranno tutti per chiedere il visto per entrare in Africa. E anche se è vero che l&#8217;Africa dovrà prendere una parte dei <strong>poveri europei</strong>, che sono una vera e propria bomba a scoppio ritardato, bisogna tuttavia evitare che un così alto numero di persone metta in pericolo la crescita che si sta verificando nel nostro continente. Perché questa crescita così forte dev&#8217;essere innanzitutto al servizio del nostro popolo, in modo che possiamo far uscire dalla povertà la maggior parte dei nostri cittadini, prima ancora di accogliere i poveri degli altri.</p>
<p>Per il resto, lasciamo ai francesi la gioia dell&#8217;illusione democratica, di credere che un&#8217;elezione possa <strong>cancellare 1700 miliardi</strong> di <strong>Euro</strong> di <strong>debiti</strong> e che a partire dal 7 maggio, quando François Hollande avrà vinto, le fabbriche si sposteranno per stabilirsi in Francia. Gli spagnoli ci hanno messo 1 mese dopo il voto per capire che quella consultazione non avrebbe cambiato niente della loro sorte e che, in realtà, le elezioni erano servite solamente a decidere il tipo di cottura con cui sarebbero stati mangiati: arrosto o fritti. L&#8217;Italia ha semplicemente capito che non serviva a niente gettare i soldi delle elezioni dalla finestra e così si è passati direttamente a quella che Berlusconi ha chiamato &#8220;un colpo di stato&#8221;, con un governo che sa distillare un&#8217;ampia serie di soluzioni <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Placebo_%28medicina%29" target="_blank">placebo</a> perché, in fondo, non cambia nulla.</p>
<p>Nei <strong>Paesi Bassi</strong>, la coalizione di governo ha perso clamorosamente a vantaggio dei populisti che hanno vinto grazie ad una campagna contro gli immigrati mentre il paese scopriva, sabato 21 aprile, che si possono vincere le <strong>elezioni</strong> grazie alle peggiori <strong>menzogne</strong>. Presto o tardi, però, arriverà la resa dei conti. Il partito di estrema di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geert_Wilders" target="_blank">Geert Wilders</a> non accetta i tagli al bilancio e mette fine a un anno e mezzo di esperienza di governo. Tutti, però, erano d&#8217;accordo nel bombardare la Libia. Con i soldi delle bombe, non avrebbero potuto finanziare questi tagli che oggi sono all&#8217;origine della <a href="http://it.euronews.com/2012/04/23/paesi-bassi-rutte-rassegna-le-dimissioni/" target="_blank">crisi di governo</a>? L&#8217;Europa non finisce mai di stupirci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Douala, 23/4/2012</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.pougala.org/" target="_blank">Jean-Paul Pougala</a></p>
<p>(*) Jean-Paul Pougala insegna &#8220;Geostrategia Africana presso l&#8217;Institut Supérieur de Management (<a href="http://www.ismacameroun.com/index.php" target="_blank">ISMA</a>) Douala &#8211; Camerun</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ROSSELLA URRU, UNA COSI’ TROPPO LUNGA ATTESA</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rossella urru]]></category>
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		<description><![CDATA[[Roma, 23 aprile 2012] Sono già passati sei mesi. Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011, Rossella Urru, Ainhoa Fernandez de Rincón ed Enric Gonyalons sono stati rapiti a Rabuni nei campi profughi sahrawi nel sud dell’Algeria, dove erano impegnati in progetti umanitari. Un tempo lunghissimo per loro, per le famiglie che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Roma, 23 aprile 2012] Sono già passati sei mesi. Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011, Rossella Urru, Ainhoa Fernandez de Rincón ed Enric Gonyalons sono stati rapiti a Rabuni nei campi profughi sahrawi nel sud dell’Algeria, dove erano impegnati in progetti umanitari. Un tempo lunghissimo per loro, per le famiglie che li attendono, per tutti coloro che li conoscono o hanno imparato a conoscerli. Un tempo ancora troppo lungo, qualunque esso sia, dovranno aspettare e dovremo attendere per la loro liberazione.</p>
<p><span id="more-11905"></span></p>
<p>La speranza non deve mancare.</p>
<p>La liberazione di Maria Sandra Mariani, dopo 14 mesi dal sequestro nel sud dell’Algeria al confine con la Libia, dimostra che i nostri servizi segreti ed il ministero degli Esteri sono in grado di operare, nei tempi necessari, per la liberazione dei connazionali. Non è cosa da poco se si pensa che la liberazione è avvenuta dopo il colpo di Stato in Mali di metà marzo, terminato poi col ritiro dei militari golpisti, la proclamazione dell’indipendenza dell’Azawad (il nord del Mali) da parte del movimento tuareg, il moltiplicarsi dei segnali di una presenza sempre più attiva nella regione del Sahara e del Sahel dei gruppi di terroristi che si rifanno alla nebulosa di Al Qaida nel Maghreb Islamico (AQMI).</p>
<p>Siamo consapevoli che ciò che possiamo fare per accelerare la liberazione di Rossella e dei suoi due compagni di prigionia è l’esatto opposto di ciò che saremmo tentati spontaneamente di fare: interpellare apertamente i governi, italiano e spagnolo, montare una campagna di massa che dia visibilità alla nostra richiesta e magari protesta, ingaggiare una gara tra chi è più solerte nel gridare alto e forte.</p>
<p>Agendo in tal modo faremmo alzare il prezzo del riscatto, renderemmo più difficile il lavoro dei governi e dei mediatori. I responsabili del rapimento devono sapere del nostro affetto nei confronti dei tre sequestrati, ma anche che non ci sono divisioni o contrasti dietro i governi.</p>
<p>Tra coloro che aspettano con ansia la liberazione vi sono anche i sahrawi, i rifugiati dei campi profughi in Algeria in primo luogo. Rossella e i suoi due compagni erano lì per loro. Dopo i cooperanti e le loro famiglie, sono i profughi sahrawi le altre vittime del rapimento, come se non bastasse la loro condizione di esiliati da 37 anni e di unico popolo africano cui non è stato consentito il processo di decolonizzazione e il diritto all’autodeterminazione.</p>
<p>Il Fronte Polisario ha saputo reagire con rapidità, tutelando la sicurezza per tutti e la prosecuzione del lavoro umanitario. Il movimento di solidarietà ha capito che non era certo questo il momento di abbandonare i sahrawi, ed in tal modo la sua presenza nei campi non si è mai interrotta.</p>
<p>I ministri degli Esteri dei due paesi hanno adottato il silenzio stampa, e lo hanno chiesto alle Ong per le quali i tre cooperanti lavorano, e al movimento di solidarietà se non per esprimere, appunto, affetto e umana vicinanza. E Rossella e gli altri due ne hanno bisogno; non era necessario attendere le prime parole di Sandra Mariani per immaginare che la loro prigionia non è un “riposo” nel deserto. Per rispetto a loro e alle famiglie non c’è bisogno di aggiungere altro.</p>
<p>Durante questo obbligato “silenzio” si sono infilate notizie provocatorie e probabilmente interessate per testare le reazioni. Il movimento nel suo complesso ha reagito bene, molto meno alcuni, pochi per fortuna, organi di stampa anche italiani che irresponsabilmente hanno dato credito a tali notizie.</p>
<p>Eppure fin dall’inizio è apparso che il sequestro è stato strumentalizzato per promuovere altri interessi, che nulla hanno a che fare con la liberazione dei tre cooperanti.</p>
<p>A Rossella, Ainhoa ed Enric va tutto il nostro affetto, e condividiamo con le famiglie la speranza che la così lunga attesa non debba durare ancora.</p>
<p>L&#8217;ANSPS ha preparato uno speciale dossier, &#8220;Dal Sahara al Sahel&#8221; per comprendere il contesto del sequestro. Chi è interessato può richiederlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: comunicato stampa</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Storia a lieto fine di un profugo eritreo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[etiopian]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa è una bella favola, una &#8220;favola vera&#8221;. Michael, un ragazzo eritreo, fuggì due anni fa dal suo paese per sfuggire alla repressione da parte del regime. In Sudan, tuttavia, cadde nelle mani delle autorità, che ne decretarono la deportazione in patria, verso il carcere, la tortura e il rischio di perdere la vita. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è una bella favola, una &#8220;favola vera&#8221;. Michael, un ragazzo eritreo, <strong>fuggì</strong> due anni fa dal suo paese per sfuggire alla <strong>repressione</strong> da parte del <strong>regime</strong>.</p>
<p><span id="more-11900"></span></p>
<p>In <a href="http://maps.yahoo.com/#q=Sudan&amp;conf=1&amp;start=1&amp;lat=14.392118083661728&amp;lon=27.3779296875&amp;zoom=4&amp;mvt=m&amp;trf=0" target="_blank">Sudan</a>, tuttavia, cadde nelle mani delle <strong>autorità</strong>, che ne decretarono la <strong>deportazione</strong> in patria, verso il <strong>carcere</strong>, la <strong>tortura</strong> e il rischio di perdere la vita. In suo amico d&#8217;infanzia Samuel (nome fittizio), tuttavia, continuò a seguirne la vicenda da Asmara, scrivendo appelli e lettere ai potenti del mondo, senza arrendersi nonostante l&#8217;indifferenza generale.</p>
<p>Un giorno la sua richiesta di aiuto raggiunse il Gruppo EveryOne, che attraverso i <strong>canali giusti</strong> e il supporto di organizzazioni come ICER, Gandhi, America Team for Displaced Eritreans e altre, fornì un dossier all&#8217;UNHCR, coinvolse il Consiglio d&#8217;Europa e il governo dell&#8217;<strong>Etiopia</strong>.</p>
<div id="attachment_11901" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-11901" title="tigray,-etiopia" src="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/tigray-etiopia.jpg" alt="" width="500" height="369" /><p class="wp-caption-text">paesaggio del Tigray</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi Michael è al sicuro nella regione del <a href="http://maps.yahoo.com/#q=Tigray&amp;conf=1&amp;start=1&amp;lat=7.928674801364048&amp;lon=39.55078125&amp;zoom=6&amp;mvt=m&amp;trf=0" target="_blank"><strong>Tigray</strong></a>, nord dell&#8217;Etiopia. La campagna per la sua vita ha ottenuto un grande risultato, evitandone la deportazione. E&#8217; una nuova dimostrazione come sia importante che il <strong>lavoro</strong> dell&#8217;<strong>UNHCR</strong> venga supportato dalle ong e dai difensori dei diritti umani. Insieme si vince e il premio è sempre a salvezza di vite umane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Roberto Malini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: mail</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kenya, Malindi: attività cooperazione italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cooeprazione italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad una trentina di chilometri a nord di Malindi, sulla costa del Kenya, paradiso turistico per tanti italiani, la Cooperazione italiana sta per concludere un programma che ha l’obiettivo di migliorare la condizione di vita della popolazione locale. Il programma, realizzato in collaborazione con l’ente governativo Coast Development Authority, ha già completato la costruzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad una trentina di chilometri a nord di Malindi, sulla costa del Kenya, paradiso turistico per tanti italiani, la <a href="http://www.nairobi.cooperazione.esteri.it/utlnairobi/index.asp" target="_blank">Cooperazione italiana</a> sta per concludere un programma che ha l’obiettivo di migliorare la condizione di vita della popolazione locale.</p>
<p><span id="more-11897"></span><br />
Il programma, realizzato in collaborazione con l’ente governativo Coast Development Authority, ha già completato la costruzione di una clinica sanitaria, una scuola elementare e media, la ricostruzione di una barriera marina per proteggere i villaggi dei pescatori e offerto strumenti e incentivi per migliorare lo sviluppo economico della zona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: esteri.it</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Premio marenostrum per migranti: il bando</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 18:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[letteratura migrante]]></category>
		<category><![CDATA[premio marenostrum]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo il bando del premio marenostrum 2012 dedicato alla letteratura migrante. Possono partecipare &#8220;scrittori di origine non italiana, immigrati in Italia, con testi scritti in lingua italiana&#8221;. BANDO PREMIO MARENOSTRUM 2012 L&#8217;opera dev&#8217;essere inviata per email a: premiomarenostrum2012@virgilio.it &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo il bando del <strong>premio marenostrum 2012</strong> dedicato alla letteratura migrante. Possono partecipare &#8220;scrittori di origine non italiana, immigrati in Italia, con testi scritti in lingua italiana&#8221;.</p>
<p><span id="more-11893"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.africanews.it/wp-content/uploads/BANDO_PREMIO_MARENOSTRUM_2012.pdf">BANDO PREMIO MARENOSTRUM 2012</a></p>
<p>L&#8217;opera dev&#8217;essere inviata per email a: <span style="color: #ff6600;"><strong>premiomarenostrum2012@virgilio.it</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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