Archive for the ‘punto di vista’ Category

Morti nel Mediterraneo: la soluzione del Movimento Nonviolento

09.Ottobre.2013 · Posted in punto di vista

Riprendiamo l’editoriale di oggi pubblicato sulla newsletter “Telegrammi della nonviolenza in cammino”. Ripetiamolo ancora una volta: la soluzione per far cessare immediatamente le morti nel Mediterraneo e’ che il Parlamento italiano legiferi il riconoscimento immediato del diritto di tutti gli esseri umani alla libera circolazione sull’unico pianeta che e’ la casa comune dell’umanita’ intera; legiferi ...

Riprendiamo l’editoriale di oggi pubblicato sulla newsletter “Telegrammi della nonviolenza in cammino”.

Ripetiamolo ancora una volta: la soluzione per far cessare immediatamente le morti nel Mediterraneo e’ che il Parlamento italiano legiferi il riconoscimento immediato del diritto di tutti gli esseri umani alla libera circolazione sull’unico pianeta che e’ la casa comune dell’umanita’ intera; legiferi di consentire subito a tutti i migranti di entrare in Europa attraverso l’Italia in modo legale e sicuro.

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Segre bacchetta Napolitano su rafforzamento Frontex

08.Ottobre.2013 · Posted in punto di vista

Quello che segue è un articolo tratto dal blog di Andrea Segre, professore universitario e regista, in cui esprime il suo punto di vista sull’attuale cordoglio nazionale per le vite dei migranti perdute in fondo al mare, vicino Lampedusa. Invece di chiedere il rafforzamento di Frontex – sostiene Segre – bisognerebbe rivedere una politica dell’immigrazione ...

Quello che segue è un articolo tratto dal blog di Andrea Segre, professore universitario e regista, in cui esprime il suo punto di vista sull’attuale cordoglio nazionale per le vite dei migranti perdute in fondo al mare, vicino Lampedusa. Invece di chiedere il rafforzamento di Frontex – sostiene Segre – bisognerebbe rivedere una politica dell’immigrazione che è un totale fallimento su scala europea da ormai tanti anni.

Nel post di Segre, manca solo un piccolo accenno al fatto che in Europa ormai nessuno accetta più nessuno. Chi non accetta i neri, chi non vuole i musulmani, e tutti, bene o male, non accettano i poveri che potrebbero un giorno venire a rubare in casa. Ecco forse bisognerebbe fare una riflessione sul declino culturale europeo sin dai tempi delle guerre di Jugoslavia degli anni ’90 quando, come a Sarajevo, vivevano pacificamente insieme persone di etnie e religioni diverse. Ma questo è uno spunto per un altro post. Intanto buona lettura.

“Si ma allora, come si fa? Possiamo mica prenderli tutti qui, no?”

Leggo nel Corriere della Sera di oggi l’articolo sui “miliziani dei barconi” di Fiorenza Sarzanini: “Tantissimi [potenziali migranti] vengono “avvicinati” dai trafficanti, pronti a tutto pur di avere “merce” umana da imbarcare, che li convincono a seguirli. ” E ancora, qualche riga dopo: “Altre migliaia di stranieri aspettano di intraprendere lo stesso viaggio. Merce umana inconsapevole del reale pericolo di essere mandati a morire, o forse pronti a tutto pur di cercare un’altra vita.”

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I 130 morti eritrei di Lampedusa e gli errori europei

05.Ottobre.2013 · Posted in punto di vista

I 130 MORTI ERITREI DI LAMPEDUSA OVVERO GLI ERRORI DI CALCOLO DEGLI ESPERTI EUROPEI JPP04/10/2013 Questa mattina avevo voglia di vomitare ascoltando gli esperti europei alla radio che commentavano il naufragio di Lampedusa che ha causato la morte di 130 africani. Utilizzavano i loro stessi ritornelli tanto privi di senso quanto sono ridicoli: “fino a ...

I 130 MORTI ERITREI DI LAMPEDUSA OVVERO GLI ERRORI DI CALCOLO DEGLI ESPERTI EUROPEI

JPP04/10/2013

Questa mattina avevo voglia di vomitare ascoltando gli esperti europei alla radio che commentavano il naufragio di Lampedusa che ha causato la morte di 130 africani. Utilizzavano i loro stessi ritornelli tanto privi di senso quanto sono ridicoli: “fino a quando l’Europa lascerà la miseria in Africa avremo sempre questi drammi”, “fino a quando ci saranno dei dittatori come Assad, queste tragedie continueranno”, “dobbiamo insegnare a questi paesi come si usano bene i soldi degli aiuti allo sviluppo, invece di utilizzarli per arricchire i politici africani”, ecc. Dichiarazioni che farebbero vomitare non solo me, ma finanche il più moderato e paziente di coloro che sono innamorati della logica e del buon senso.

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Carne e maciello

05.Ottobre.2013 · Posted in punto di vista

Quella che è finita in bocca ai pesci ieri e negli ultimi anni (quasi 20.000 vittime documentate sul blog “Fortress Europe” dal 1988) ha una sola triste definizione “carne e maciello”. La fortunata espressione di Lacrime napuletane meravigliosa descrizione dello stato di emigrante mi risuona nelle orecchie dall’ultima strage di Lampedusa. ...

Quella che è finita in bocca ai pesci ieri e negli ultimi anni (quasi 20.000 vittime documentate sul blog “Fortress Europe” dal 1988) ha una sola triste definizione “carne e maciello”.

La fortunata espressione di Lacrime napuletane meravigliosa descrizione dello stato di emigrante mi risuona nelle orecchie dall’ultima strage di Lampedusa.

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Lampedusa…

04.Ottobre.2013 · Posted in punto di vista

Roma, 4 ottobre 2013 – “Chiediamo perdono a Rashid, Mohamed, Omar, Moustapha, Angel, Amy… a tutti coloro hanno perso ieri la loro vita nel mare di Lampedusa e che sono già sepolti, da giorni, mesi, anni, nell’immenso ‘cimitero blu’ del Mar Mediterraneo, semplicemente perché erano in cerca dei loro diritti”. Con queste parole Guido Barbera ...

Roma, 4 ottobre 2013 – “Chiediamo perdono a Rashid, Mohamed, Omar, Moustapha, Angel, Amy… a tutti coloro hanno perso ieri la loro vita nel mare di Lampedusa e che sono già sepolti, da giorni, mesi, anni, nell’immenso ‘cimitero blu’ del Mar Mediterraneo, semplicemente perché erano in cerca dei loro diritti”. Con queste parole Guido Barbera interviene sulla vergognosa ed orrenda tragedia di Lampedusa a nome delle 38 associazioni CIPSI.

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Ora basta! La colpa è nostra.

03.Ottobre.2013 · Posted in punto di vista

L’ennesima strage di disperati. Oggi a Lampedusa, ieri a Scicli e prima ancora nel Canale di Otranto. Disperati, perchè chiamarli immigrati significa dare loro una dignità, che non hanno. La dignità di chi, come fu per noi italiani, pensa di migliorare la propria vita (molti ci riuscirono) lavorando, magari duramente, ove il lavoro non è ...

L’ennesima strage di disperati. Oggi a Lampedusa, ieri a Scicli e prima ancora nel Canale di Otranto. Disperati, perchè chiamarli immigrati significa dare loro una dignità, che non hanno. La dignità di chi, come fu per noi italiani, pensa di migliorare la propria vita (molti ci riuscirono) lavorando, magari duramente, ove il lavoro non è un miraggio.

Queste persone no. Molte fuggono dalla guerra, dalla miseria, dalla violenza ben sapendo che dove andranno non vi sarà il paradiso, bensì lo sfruttamento, una miseria diversa e spesso anche la morte. Nonostante tutto mettersi nelle mani di banditi, di criminali senza scrupoli spesso protetti, affrontare un viaggio disumano, essere detenuti in quelli che chiamiamo ironicamente “centri di accoglienza” e finire per essere clandestini è ancora meglio che restare.

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Appunti per agenda comune su immigrazione

01.Ottobre.2013 · Posted in punto di vista

CIE, ius soli, Bossi-Fini: appunti per una nuova agenda comune sull’immigrazione di Nicola Grigion e Luca Tornatore Alle volte le parole rompono silenzi che paiono inviolabili. In altri momenti risuonano come insufficienti esercizi retorici. Proprio per non ricadere ritualmente a breve in una retorica vittimistica e penosa sulla condizione dei migranti in Italia, questo momento ...

CIE, ius soli, Bossi-Fini: appunti per una nuova agenda comune sull’immigrazione

di Nicola Grigion e Luca Tornatore

Alle volte le parole rompono silenzi che paiono inviolabili.
In altri momenti risuonano come insufficienti esercizi retorici.
Proprio per non ricadere ritualmente a breve in una retorica vittimistica e penosa sulla condizione dei migranti in Italia, questo momento richiede di non disperdere la rabbia e l’indignazione accumulate nelle scorse ore e di cercare di indirizzare il discorso sulla chiusura dei CIE, tornato alla ribalda in maniera tragica e dirompente in questi giorni, verso azioni concrete nei mesi che seguono.

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Perché l’Africa non deve accettare lezioni dall’occidente?

25.Aprile.2013 · Posted in punto di vista

Lezione di Geostrategia Africana n° 41 (testo estratto dal tomo 2) reso pubblico per la prima volta il 10/08/2012 PERCHE’ L’AFRICA NON DEVE ACCETTARE LE LEZIONI DI GOVERNANCE DA UN OCCIDENTE IN FALLIMENTO? di Jean-Paul Pougala (*) Traduzione: Piervincenzo Canale “Si stava meglio al tempo dei Bianchi. Nelle nostre cliniche non c’è neanche una bottiglia ...

Lezione di Geostrategia Africana n° 41 (testo estratto dal tomo 2) reso pubblico per la prima volta il 10/08/2012

PERCHE’ L’AFRICA NON DEVE ACCETTARE LE LEZIONI DI GOVERNANCE DA UN OCCIDENTE IN FALLIMENTO?

di Jean-Paul Pougala (*)

Traduzione: Piervincenzo Canale

“Si stava meglio al tempo dei Bianchi. Nelle nostre cliniche non c’è neanche una bottiglia di mercurocromo, i bianchi ce lo davano. Eravamo vaccinati, adesso non lo siamo più. Le scuole funzionavano, ora non esistono più. C’erano dei sentieri che venivano mantenuti, adesso non ce ne sono più. Quando si pensa a tutto ciò, viene voglia di piangere”. Questa frase non l’ha pronunciata un alcolizzato in un baretto del quartiere di Yopougon a Abidjan in Costa d’Avorio; non sono le proposte di un ospite del Centro di Salute Mentale « Tulizo Letu » a Goma in Repubblica Democratica del Congo, neanche quelle di un ospite appena ammesso all’Ospedale psichiatrico di Zébé a Aného (località situata ad una quarantina di chilometri a est di Lomé) in Togo. Queste sono le parole pronunciate sul canale parlamentare francese LCP nel gennaio 2010 da parte di un intellettuale africano, signor Kofi Yamgnane, segretario di stato (viceministro) sotto Mitterrand, ex sindaco del villaggio bretone di St Coulits (in Francia), consigliere per l’Africa di François Hollande durante la campagnia presidenziale del 2012. La sua candidatura è stata rinviata dalla corte costituzionale per le elezioni presidenziale togolesi del 2010. Lo sfortunato politico fa parte di una specie molto prolifica in Africa di politici che hanno conosciuto l’èra dell’occupazione coloniale, che per la maggior parte, per avere la propria fetta della torta, come programma politico non ha altro che l’inclusione e la processione verso ciò che chiamano loro stessi “le cancellerie occidentali” trasformando alcune ambasciate europee nei paesi africani in veri e propri santuari in cui ricevere la benedizione per il cammino verso il potere. (altro…)

Perché l’Africa guarda alla Cina?

06.Marzo.2013 · Posted in punto di vista

Il Ghana ha celebrato le sue elezioni politiche il 7 e 8 dicembre 2012, rieleggendo il presidente uscente John Dramani Mahama. Tuttavia, Nana Akufo-Addo, portabandiera del partito di opposizione New Patriotic Party, contesta la vittoria di misura di Mahama e intende contestare i risultati in tribunale, un processo legale che sarà sicuramente lungo. Potenzialmente, la ...

Il Ghana ha celebrato le sue elezioni politiche il 7 e 8 dicembre 2012, rieleggendo il presidente uscente John Dramani Mahama. Tuttavia, Nana Akufo-Addo, portabandiera del partito di opposizione New Patriotic Party, contesta la vittoria di misura di Mahama e intende contestare i risultati in tribunale, un processo legale che sarà sicuramente lungo. Potenzialmente, la sentenza potrebbe contraddire l’ambiente generalmente stabile e pacifico del Ghana. Ciò che non muterà, saranno gli stretti legami economici del paese con la Cina.

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John Dramani Mahama, foto GovernmentZA su Flickr

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Perché gli africani consumano tanto e producono poco?

05.Marzo.2013 · Posted in economia, punto di vista

In economia, la ricchezza appartiene a chi detiene la produzione. Ciò vuol dire che guadagna chi vende più di quanto acquista mentre perde colui che acquista più di quanto vende. Visto che non abbiamo alcun potere sulla vendita delle nostre risorse naturali, restiamo nelle posizioni di acquirenti cronici quindi perdenti eterni. Al contrario gli asiatici ...

In economia, la ricchezza appartiene a chi detiene la produzione. Ciò vuol dire che guadagna chi vende più di quanto acquista mentre perde colui che acquista più di quanto vende. Visto che non abbiamo alcun potere sulla vendita delle nostre risorse naturali, restiamo nelle posizioni di acquirenti cronici quindi perdenti eterni. Al contrario gli asiatici si trovano su posizioni di venditori emergenti. E’ importante spiegare perché siamo in questa situazione che ci impoverisce ed è importante cercarne le cause. Possiamo porre 2 domande per comprendere la situazione: è buono il modello economico che abbiamo? Perché produciamo così poco?

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