Archive for the ‘economia’ Category

Kumba potrebbe terminare rapporto con ArcelorMittal

11.Maggio.2010 · Posted in economia

Il produttore sudafricano d’acciaio Kumba Iron Ore (KIO) ha portato oggi la disputa con ArcelorMittal South Africa (AMSA) dalla lotta sul prezzo alla battaglia sulla fornitura. La società ha aggiunto a Mining Weekly Online che, “in ultima analisi”, potrebbe interrompere la fornitura al più grande produttore d’acciaio dell’Africa. In un messaggio agli azionisti, la società ...

Il produttore sudafricano d’acciaio Kumba Iron Ore (KIO) ha portato oggi la disputa con ArcelorMittal South Africa (AMSA) dalla lotta sul prezzo alla battaglia sulla fornitura. La società ha aggiunto a Mining Weekly Online che, “in ultima analisi”, potrebbe interrompere la fornitura al più grande produttore d’acciaio dell’Africa.

In un messaggio agli azionisti, la società quotata al Johannesburg Stock Exchange ha fatto sapere che, a meno che non ci sarà una soluzione urgente al problema dei prezzi e dei meccanismi di pagamento, il sitema di fornitura al produttore d’acciaio subirà delle conseguenze.

Sudafrica prevede investimenti per 16 mld dollari

11.Maggio.2010 · Posted in economia

Il Sudafrica prevede che alcune delle economie che stanno crescendo più velocemente nel mondo, come la Cina, raggiungeranno il target minimo di 115 miliardi di rand sudafricani in investimenti esteri entro il 2013. Lo ha detto oggi il ministro sudafricano per il commercio e l’industria Rob Davies. “Le potenziali fonti di investimenti esteri comprenderanno la ...

Il Sudafrica prevede che alcune delle economie che stanno crescendo più velocemente nel mondo, come la Cina, raggiungeranno il target minimo di 115 miliardi di rand sudafricani in investimenti esteri entro il 2013. Lo ha detto oggi il ministro sudafricano per il commercio e l’industria Rob Davies.

“Le potenziali fonti di investimenti esteri comprenderanno la Cina, l’India, la Russia, il Brasile, il Giappone, gli USA e il Medio Oriente”, ha detto Davies durante il suo discorso di presentazione del budget al parlamento.

Sudafrica stupirà mondo al world expo di Shanghai

07.Maggio.2010 · Posted in economia

Il Sudafrica ha aperto il suo padiglione al World Expo cinese a Shanghai. Un’opportunità per mostrare le tecnologie sudafricane e i prodotti del paese. Parlando ieri all’inaugurazione del padiglione, il ministro sudafricano per le relazioni internazionali, Maite Nkoana-Mashabane, ha detto che il Sudafrica sfrutterà quest’opportunità per mostrare al mondo quanti progressi ha fatto questo paese ...

Il Sudafrica ha aperto il suo padiglione al World Expo cinese a Shanghai. Un’opportunità per mostrare le tecnologie sudafricane e i prodotti del paese.

Parlando ieri all’inaugurazione del padiglione, il ministro sudafricano per le relazioni internazionali, Maite Nkoana-Mashabane, ha detto che il Sudafrica sfrutterà quest’opportunità per mostrare al mondo quanti progressi ha fatto questo paese e per condividere le lezioni sui suoi successi.

Secondo il ministro, è anche un’opportunità per cambiare i punti di vista cinesi sull’Africa in generale e sul Sudafrica in particolare.

Parlando all’evento, il console-generlae del Sudafrica a Shanghai, Vika Khumalo, ha detto che useranno l’expo per sottolineare particolari opportunità d’investimento per investitori interessati in alcune industrie del Sudafrica come quella agro-alimentare, i bio-combustibili e le fonti alternative di energia.

Fonte:  Buanewsonline

Malongo produrrà caffè in Sao Tomé e Principe

07.Maggio.2010 · Posted in economia

La società francese Malongo ha recentemente siglato un accordo col governo di Sao Tomé e Princìpe per rilanciare la produzione di caffè nell’arcipelago. La notizia è stata pubblicata dal giornale economico francese, L’Expansion. In baso all’accordo firmato dal direttore generale della società francese, Jean-Pierre Blanc e dal ministro dell’agricoltura di Sao Tome, José Luís Xavier ...

La società francese Malongo ha recentemente siglato un accordo col governo di Sao Tomé e Princìpe per rilanciare la produzione di caffè nell’arcipelago. La notizia è stata pubblicata dal giornale economico francese, L’Expansion.

In baso all’accordo firmato dal direttore generale della società francese, Jean-Pierre Blanc e dal ministro dell’agricoltura di Sao Tome, José Luís Xavier Mendes, Malongo produrrà nuovalemente caffè con l’obiettivo di raggiungere la quota di 300 tonnellate di alta qualità di caffè all’anno e riutilizzare le piantagioni di Monte Café.

Al contrario di quanto succedeva nel periodo coloniale, il progetto sarà fondato sull’autonomia dei produttori di caffè. Malongo favorirà la nascita di dieci associazioni di produttori, una per ogni comunità della regione di Monte Café. Queste saranno raggruppate in una cooperativa che si occuperà della vendita e dell’export del caffè.

Per mandare avanti il progetto, Malongo ha pensato di avviare programmi formativi per i coltivatori in agraria e management e costruirà le infrastrutture necessarie per la preparazione del caffè in ogni comunità.

Accanto a questi programmi, Malongo avvierà degli agri-turismi affinché i produttori possano beneficiare di un’entrata economica aggiuntiva nelle piantagioni del Monte Café che si trovano a 20 chilometri dalla capitale di Sao Tome, ad un’altitudine di 1.115 metres, attualmente la più estesa piantagione di caffè dell’arcipelago.

L’Expansion riporta anche che Malongo è la prima società produttrice di caffè che ha aderito al fair-trade, con accordi con l’Etiopia, il Messico e Haiti.

Fonte: macauhub.com.mo

Tunisia: il futuro è solare!

30.Aprile.2010 · Posted in economia

Probabilmente si tratta del progetto energetico più importante del secolo. Il Desertec project sta mobilitando multinazionali, ingegneri, politici, mercati finanziari e banche. Riguarda due impianti da costruire vicino il deserto e nel Sahara per produrre, stoccare e trasferire energia in Europa. Uno dei maggiori stakeholders del progetto, Bernd Utz, direttore del Project Desertec all’interno della ...

Probabilmente si tratta del progetto energetico più importante del secolo. Il Desertec project sta mobilitando multinazionali, ingegneri, politici, mercati finanziari e banche. Riguarda due impianti da costruire vicino il deserto e nel Sahara per produrre, stoccare e trasferire energia in Europa.

Uno dei maggiori stakeholders del progetto, Bernd Utz, direttore del Project Desertec all’interno della società tedesca Siemens ha sottolineato l’iniziativa durante un incontro internazionale che si è tenuto recentemente nella città di Siviglia in Spagna.

Come sintetizzerebbe il progetto Desertec in cui Siemens è coinvolta?
Siemens è stata una delle fondatrici dell’iniziativa industriale Desertec, un consorzio che cerca di lavorare per migliorare il progetto Desertec, un concept, un’idea che è nata nel club of Rome. Noi possiamo lavorare sia sui business plans, nei normali framework per la costruzione di centrali elettriche tradizionali sia nelle nuove centrali ecologiche situate nel MENA e nelle zone d’Europa scelte per l’esportazione dell’elettricità. Questo è il principale obiettivo dell’iniziativa. Alcune delle società più importanti della Germania, della Spagna e dell’Algeria e, speriamo, molti più paesi del Mediterraneo sono coinvolti.

Avete fissato una data per il lancio e l’implementazione del progetto?
Non abbiamo fissato una data.

Avete delle stime?
Sì. Credo che nei prossimi due o tre anni lavoreremo all’interno del framework richiesto per attrarre investimenti. Subito dopo lavoreremo all’implementazione dei primi progetti. A fronte di tempi di costruzione di un paio d’anni, potremmo vedere le prime centrali in piena operatività nel 2020.

Avete una short list di paesi che ospiteranno queste facilities?
E’ difficile avere una short list. Vediamo che ci sono molti paesi interessanti, naturalmente quelli che già sono abituati all’uso dell’energia solare, come per esempio la Tunisia, i paesi del Medio oriente e del Nord Africa.

Recentemente lei ha organizzato un road show per attrarre i mercati finanziari e le banche in questo progetto. Quali risposte ha ottenuto?
Il mercato finanziario è molto sensibile al progetto. Abbiamo istituzioni finanziarie coinvolte nell’iniziativa, banche molto importanti, istituti assicurativi nazionali. Possiamo dire che c’è un interesse nei confronti di questo progetto. Tuttavia c’è anche una sorta di atteggiamento “wait and see” (aspetta e vedi), ci sono anche un paio di bisogni a cui bisogna dare risposte prima di decidere un investimento. E’ su questo punto che stiamo lavorando.

Avete riscontrato un po’ di riluttanza da parte delle banche?
Non abbiamo riscontrato una vera riluttanza finora. Potrebbe essere un investimento interessante e c’è un interesse generale. Gli investitori sono interessati a capire bene le opportunità fornite dal progetto.

E da parte dei governi?
Siamo in trattative con i governi del Mediterraneo. Ovviamente c’è un interesse nell’insieme del progetto. Tuttavia ci sono anche problemi per quanto riguarda i paesi nordafricani: qual’è il valore aggiunto per lo sviluppo locale, la creazione di posti di lavoro, quale sviluppo economico incluso in quest’iniziativa? Stiamo facendo del nostro meglio per mostrare il potenziale e dove possiamo avere il massimo di sviluppo locale.

Quanti posti di lavoro verrebbero creati nei paesi del Nord Africa con questo progetto?
Non posso fornire un dato preciso su questo. Ci sono tanti posti di lavoro nella fase della costruzione delle centrali, alcuni posti di lavoro qualificati nella fase operativa che dura 20 anni e forse anche di più. Per forza di cose costruire e poi lavorare all’operatività di queste centrali negli anni è un motore di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro non indifferente. Tuttavia non posso dare una cifra precisa.

Tecnicamente, pensa che il progetto sia perfettamente realizzabile?
Da un punto di vista tecnico, direi che è perfettamente fattibile. Dipende un po’ dai siti di cui avremo bisogno dove dobbiamo qualificare alcuni componenti per specifiche applicazioni ma è tecnicamente fattibile. La tecnologia usata per questo progetto è stata già testata in diversi mercati. E’ per questo che si può affermare con una certa tranquillità che è un progetto fattibile.

Lei si aspetta che a lungo termine l’Europa non dipenderà più dall’energia fossile?
Io vedo un mix di fonti energetiche nel prossimo decennio e penso che per la produzione di energia sostenibile avremo bisogno di tutti i componenti delle diverse fonti energetiche.

La sua società si occupa anche di energia eolica?
Decisamente sì. Siamo uno dei più importanti fornitori di turbine eoliche con una specializzazione nelle installazioni offshore.

Ci può dire qualcosa sulle tecnologie che dovrebbero essere usate nel Desertec project?
Per quanto riguarda Desertec, il concept è tecnologicamente molto aperto. Quindi comprende energie verdi, energia solare con diverse tecnologie scelte per questo concept.

La tecnologia usata sarà solo multinazionale o solo tedesca?
Lo sviluppo tecnologico è già multinazionale. Stiamo aumentando le partnership con i paesi del Nord Africa. Alcune attività in Egitto, per esempio, riguardano delle ricerche in un paio di settori.

Quali sono i vantaggi più importanti per l’Europa e per gli altri paesi?
Penso che il vantaggio principale per alcuni paesi del Nord Africa come la Tunisia sia che per la prima volta ci sia più energia rinnovabile a disposizione. Così avendo più energia nella rete si potrebbe fare fronte all’aumento della domanda. In secondo luogo, creeerebbe dei lavori, in particolare dei lavori qualificati. In terzo luogo, può aprire un canale di export e di ritorni economici da export che aiuta per lo sviluppo.

Lei crede che il futuro appartenga all’energia rinnovabile?
Penso che vedremo crescere questo tipo di energia in modo proporzionale. Penso che dovremo affrontare nei prossimi dieci anni tanto il problema dei costi quanto quello della regolazione dell’energia che per il momento non si può sostituire nel prossimo decennio ma certamente assisteremo a un cambiamento, una sostituzione di fonti energetiche più nel lungo periodo che nel breve periodo.                

Fonte: africanmanager.com

Riaperti i confini tra Rwanda, Uganda e RDC

30.Aprile.2010 · Posted in economia

Saranno riaperti i confini delle provincie limitrofe di Rwanda, Uganda e Repubblica democratica del Congo per consentire il passaggio di beni e persone: lo hanno stabilito i governatori delle province frontialiere, a margine di una riunione in corso in questi giorni a Gisenyi, in Rwanda. Le località interessate dalla direttiva sono quelle tra le città ...

Saranno riaperti i confini delle provincie limitrofe di Rwanda, Uganda e Repubblica democratica del Congo per consentire il passaggio di beni e persone: lo hanno stabilito i governatori delle province frontialiere, a margine di una riunione in corso in questi giorni a Gisenyi, in Rwanda.

Le località interessate dalla direttiva sono quelle tra le città congolesi di Goma, Bukavu, Uvira Bujumbura e quelle ruandesi di Gisenyi, Ruzizi, Cyangugu, Gatumba e Bugarama.

Dopo un periodo sperimentale che comincerà tra qualche settimana, i passaggi frontalieri resteranno aperti per consentire il transito delle popolazioni locali e delle merci.

“La direttiva avrà conseguenze estremamente positive per la popolazione, e favorirà lo sviluppo economico e sociale della regione” ha riferito alla stampa Gabriel Toy, segretario esecutivo della Comunità economica dei paesi dei Grandi laghi (Cepgl), secondo cui “la quasi totalità” delle raccomandazioni adottate dai governatori durante la loro prima riunione, a Bukavu, nel maggio del 2009 sono state eseguite.

Il prossimo incontro dei tre responsabili, che si inserisce nell’ambito delle iniziative avviate dai rispettivo governi per rafforzare la cooperazione dei tre paesi, previsto in una città burundese, sarà dedicato alle strategie da adottare per sradicare l’insicurezza sul territorio e a favorire il ritorno dei profughi.

Fonte: cebad.net

FMI rivede al rialzo crescita Sudafrica al 2,6%

23.Aprile.2010 · Posted in economia

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica per il Sudafrica per l’anno in corso, sottolineando tuttavia che la ripresa sarà mitigata da alti tassi di disoccupazione, dalla stretta creditizia e dalla forza del rand (la moneta del Sudafrica). Secondo l’FMI, l’economia sudafricana crescerà del 2,6% quest’anno, una performance migliore ...

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica per il Sudafrica per l’anno in corso, sottolineando tuttavia che la ripresa sarà mitigata da alti tassi di disoccupazione, dalla stretta creditizia e dalla forza del rand (la moneta del Sudafrica).

Secondo l’FMI, l’economia sudafricana crescerà del 2,6% quest’anno, una performance migliore della previsione precedente dello stesso istituto internazionale che aveva previsto una crescita dell’1,7% lo scorso mese di ottobre. L’ultima stima dell’FMI è superiore agli ultimi pronostici sulla crescita di quest’anno che si aggirano intorno al 2,3%, appena sotto il consensus di mercato che vede un’espansione dell’economia al 2,9%.

L’economia mondiale dovrebbe crescere del 4,2% quest’anno, una stima rivista al rialzo rispetto al 3,9% di gennaio. Le potenze economiche emergenti, Cina e India, stanno guidando la ripresa dalla peggiore recessione globale nelle ultime sei decadi.

La crescita nell’Africa subasahariana dovrebbe accellerare al 4,75% quest’anno e al 6% l’anno prossimo mentre l’anno passato è stata del 2%, secondo quanto riferisce l’FMI nel suo world economic outlook. Le esportazioni sudafricane dovrebbero crescere del 3,6% l’anno prossimo, molto al di sopra delle aspettative che erano al 3,2% e alle stime Reuters del 3,5%.

L’anno scorso l’economia ha bruciato 870.000 posti di lavoro, un dato meno negativo rispetto alle attese ma che mantiene il tasso di disoccupazione ufficiale al 24,3%. L’occupazione sta riprendendo forza ma con un andamento lento mentre il Sudafrica esce dalla recessione.

A febbraio i prestiti del settore privato sono calati per il quinto mese consecutivo soprattutto a causa della crisi delle società finanziarie. La Reserve Bank (la banca centrale sudafricana) ha attribuito alla forza del rand la sua decisione dello scorso mese di tagliare i tassi d’interesse.

I rialzi della valuta sudafricana, che ha segnato due massimi negli ultimi due anni contro l’euro la scorsa settimana, tendono a danneggiare la competitività delle esportazioni locali.

Nonostante i ribassi, il rand rimane ancora forte sui mercati. Questo ha alimentato le speculazioni in base alle quali ci potrebbe essere un altro taglio dei tassi d’interesse da parte dell’istituto monetario sudafricano durante la riunione del prossimo mese.

Il governatore della banca centrale, Gill Marcus, potrebbe fornire maggiori dettagli nella visione dell’istituto quando parlerà oggi (22 aprile 2010) ad una conferenza dell’Ufficio di ricerca economica di   Johannesburg.

Mantenere un’inflazione nella forchetta 3%-6% è ancora l’obiettivo della Banca centrale sebbene debba tenere in considerazione la crescita economica e i posti di lavoro al momento di prendere decisioni di politica monetaria.

Secondo l’FMI il tasso d’inflazione del Sudafrica si aggirerà in media al 5,8% quest’anno e anche il prossimo, largamente in linea con le stime ufficiali del 5,8% quest’anno e del 6,1% il prossimo. Lo stesso FMI prevede un deficit della bilancia commerciale sudafricana, il metro di misura più grande per i commerci di beni e servizi, che si crescerà fino al 5% del PIL per quest’anno e al 6,7% l’anno prossimo.

Questo dovrebbe aiutare a contenere i rialzi del rand. Secondo l’FMI, l’Africa subsahariana ha limitato gli effetti della crisi grazie alla sua limitata integrazione nell’economia globale.

Fonte: www.businessday.co.za

Sudafrica “più che pronto” per coppa del mondo – Zuma

23.Aprile.2010 · Posted in economia, sports

Il Sudafrica è “più che pronto” per la coppa del mondo di calcio. Lo ha detto il presidente Jacob Zuma durante la cerimonia di inaugurazione del terminal centrale dell’aeroporto OR Tambo International Airport. Un piano per i trasporti è stato sviluppato nel 2005, all’inizio dei preparativi per la coppa del mondo, prevedendo una spesa di ...

Il Sudafrica è “più che pronto” per la coppa del mondo di calcio. Lo ha detto il presidente Jacob Zuma durante la cerimonia di inaugurazione del terminal centrale dell’aeroporto OR Tambo International Airport. Jacob Zuma in an interview so harmlessly presented, he might as well have just addressed the nation da Gregor Rohrig.

Un piano per i trasporti è stato sviluppato nel 2005, all’inizio dei preparativi per la coppa del mondo, prevedendo una spesa di 20 miliardi di rand sudafricani (circa 1,5 miliardi di euro) per i lavori negli aeroporti del paese.

Zuma ha aggiunto che gli effetti economici del torneo e l’impatto sulla creazione di nuovi posti di lavoro è già “notevole”. Infatti 4,9 miliardi di rand contribuiranno a far aumentare il PIL del paese nel  2010.

Zuma ha concluso dicendo che l’obiettivo del governo di avere un aeroporto veramente internazionale è stato raggiunto con la costruzione del terminal dell’aeroporto internazionale OR Tambo. Un’operazione, quella della costruzione del terminal, che è costata 2,2 miliardi di euro. 

Fonte: www.businessday.co.za,
Photo by: Gregor Rohrig

Turismo: Van Schalkwyk apre al Zimbabwe

17.Aprile.2010 · Posted in economia

Il viaggio di questa settimana del ministro del turismo del Sudafrica, Marthinus van Schalkwyk, in Zimbabwe, dove siglera’ un accordo con il suo omologo, Walter Mzembi, evidenzia un cambiamento molto importante nei rapporti con questo paese. La visita evidenzia un nuovo ottimismo tra gli operatori del settore che credono che sia giunta l’ora di riaprire ...

Il viaggio di questa settimana del ministro del turismo del Sudafrica, Marthinus van Schalkwyk, in Zimbabwe, dove siglera’ un accordo con il suo omologo, Walter Mzembi, evidenzia un cambiamento molto importante nei rapporti con questo paese.

La visita evidenzia un nuovo ottimismo tra gli operatori del settore che credono che sia giunta l’ora di riaprire allo Zimbabwe.

Il fragile governo di unita’ nazionale del primo ministro Morgan Tsvangirai e del presidente Robert Mugabe sembra resistere. Nel frattempo l’economia compie decisi progressi grazie anche all’introduzione del dollaro Usa.

L’inflazione alle stelle sembra un ricordo del passato e gli scaffali dei negozi sono già pieni di mercanzie.

Si spera che la visita di Van Schalkwyk fornisca una base per una collaborazione più stretta tra i due paesi e che migliori le prospettive turistiche della regione.
Il ministro e’ accompagnato da una delegazione che comprende il presidente della società SA Tourism, Thandiwe January-McLean e Mmatsatsi Marobe, amministratore delegato del Tourism Business Council of SA (TBCSA).

“Fino a non molto tempo fa lo Zimbabwe non era un paese citato nei colloqui dei ben pensanti. Tuttavia sembra che ci sia stato un cambiato grazie al ritorno di una certa stabilita’ politica ed economica,” ha detto il MD di Protea Hotels, Arthur Gillis.

Fonte: www.businessday.co.za

VERSO IL PREZZO GIUSTO – video

08.Aprile.2010 · Posted in economia

AL FESTIVAL SULLE BIODIVERSITA’ DI ROMA Nell’epoca di Rosarno, della grande distribuzione e degli OGM, i consumatori si organizzano e fanno cultura sul consumo biologico, critico e solidale VERSO IL PREZZO GIUSTO Confronto tra agricoltura biologica e convenzionale Video prodotto da BioRekk che spiega le implicazioni ambientali ed economiche dell’agricoltura e del consumo così come ...

AL FESTIVAL SULLE BIODIVERSITA’ DI ROMA
Nell’epoca di Rosarno, della grande distribuzione e degli OGM, i consumatori
si organizzano e fanno cultura sul consumo biologico, critico e solidale
VERSO IL PREZZO GIUSTO
Confronto tra agricoltura biologica e convenzionale
Video prodotto da BioRekk che spiega le implicazioni ambientali
ed economiche dell’agricoltura e del consumo così come li conosciamo

“Il pane nel ’58 credo che valesse poco più del doppio del grano… oggi vale 40 volte di più”… comincia così, con una frase che è un pugno allo stomaco ed una vera provocazione per i consumatori, il video sull’agricoltura biologica e convenzionale prodotto da Bio Rekk con il supporto di Banca Etica e della Cooperativa agricola El Tamiso (www.biorekk.org/Biorekk/foto/video.php)

Un video che propone al consumatore molti spunti di riflessione e molti interrogativi su quale sia l’agricoltura più giusta e sul modo corretto di acquistare e consumare il proprio cibo.

Cibo come merce, agricoltura come sfruttamento irresponsabile dei terreni alla ricerca della massimizzazione della produzione e consumo tramite la grande distribuzione, vera vincitrice di tutto il processo: questo il punto di vista critico e illuminante presentato dall’Associazione Bio Rekk che da anni si spende, invece, per promuovere il consumo di prodotti biologici e un patto di reciproca fiducia tra produttori e consumatori.

Recita un pezzo emblematico del video: “L’agricoltura industriale è fallimentare perché oggi sta rapinando fertilità, quindi risorse vere, energia, e soprattutto ha distolto l’agricoltore dalla sua responsabilità verso il suo lavoro – faccio quello che mi dice il mercato, mi dimentico che non facendo rotazione agraria io distruggo il mio capitale terreno e quindi fare l’agricoltore significa inquinare, dare un contributo pesante all’inquinamento ambientale”

“Abbiamo voluto produrre un strumento didattico semplice ed immediato per formatori, genitori, associazioni, enti ed istituzioni interessate a diffondere i valori del metodo biologico in agricoltura e della responsabilità ambientale delle nostre scelte di consumo” dice Matteo Sandon, Presidente di Bio Rekk, uno dei maggiori gruppi d’acquisto solidali e biologici di Padova e provincia. “Bio Rekk e i propri soci hanno stretto un patto di collaborazione e fiducia con i produttori agricoli dai quali ci riforniamo direttamente, senza passare per la grande distribuzione che soffoca e strozza chi vuole produrre in maniera naturale e responsabile”.

“Ci rendiamo conto che nel terzo millennio non possiamo diventare tutti agricoltori per produrci autonomamente il cibo di cui abbiamo bisogno” – continua – “ma possiamo attivarci responsabilmente per intessere questo tipo di rapporto con i produttori, scegliere prodotti sani e promuovere attivamente questi valori”.

Il video è visibile liberamente all’indirizzo www.biorekk.org/Biorekk/foto/video.php con la preghiera della più ampia diffusione per contribuire alla cultura del consumo critico, responsabile, contro la filosofia del cibo come merce.

Giuseppe Aliprandi, autore del video, è un fotografo e videomaker padovano; i suoi lavori sono ispirati a tematiche sociali. (www.giuseppealiprandi.it)

Cos’è Biorekk

BIOREKK – Associazione di promozione sociale e Gruppo d’acquisto solidale:
www.biorekk.org

L’Associazione di promozione sociale Bio Rekk nasce il 28 aprile 2004, da un’esperienza informale di gruppo d’acquisto solidale (G.A.S.) sviluppata da coloro che poi sono diventati i soci fondatori dell’Associazione.

Finalità dell’Associazione:

  • Promozione e adozione del consumo critico e di tutti i valori da cui esso nasce, in particolare il rispetto dell’ambiente, il rispetto per le condizioni lavorative, la consapevolezza di ciò che si consuma, la rivalutazione dei prodotti e i sapori tipici;
  • Formazione e divulgazione delle tematiche che sono oggetto degli scopi dell’associazione mediante percorsi educativi da portare nelle scuole o interventi formativi da effettuare negli spazi e nei momenti più opportuni
  • Promozione di gruppi d’acquisto solidale e collettivo, fornendo loro supporto logistico e organizzativo
  • Favorire l’accesso ai prodotti biologici, naturali, eco-compatibili, equo-solidali, sviluppando gruppi d’acquisto
  • Collaborare con altri Enti, Associazioni, Organizzazioni, Gruppi, che si propongono finalità analoghe, anche per lo scambio di dati ed esperienze sociali ed economiche.

COOPERATIVA AGRICOLA EL TAMISO:

Cooperativa di produttori agricoli che praticano esclusivamente l’agricoltura biologica fin dal 1984.

L’attività della cooperativa è finalizzata all’assistenza tecnica ai soci, al ritiro dei prodotti conferiti, all’eventuale trasformazione ed alla commercializzazione degli stessi.

Inoltre si occupa attivamente della promozione e divulgazione dell’agricoltura biologica, delle relazioni con i gruppi d’acquisto solidale e dello sviluppo rurale ecosostenibile tramite la realizzazione di corsi, l’organizzazione di manifestazioni e la pubblicazione di materiale informativo.

Apprezzare il legame delle produzioni con il proprio territorio, sia dal punto di vista storico che sociale, rispettare la stagionalità dei prodotti e la vocazionalità delle singole zone produttive, sono concetti che noi riteniamo importanti e dai quali non vogliamo prescindere nella nostra attività.