2014 anno del Mediterraneo – Bonino

17.Settembre.2013 · Posted in extrafrica

Il 2014, con le presidenze consecutive dell’Ue di Grecia e Italia, “sarà l’anno del Mediterraneo” per l’Europa: lo ha detto il Ministro Emma Bonino, al termine di un incontro alla Farnesina con il collega greco Evangelos Venizelos.

“Tra noi ci sono eccellenti rapporti bilaterali, ma il focus dei colloqui e’ stato sulle due presidenze (greca nel primo semestre e italiana nel secondo), su vari temi e settori. Sul sud del Mediterraneo, ma anche sulla macroregione Adriatico-Ionica”, ha affermato il ministro.

Mediterraneo è opportunità per tutta l’Europa
Italia e Grecia vogliono sottolineare che l’Europa “dev’essere crescita, opportunità, futuro e non solo austerità, che e’ uno strumento e non l’obiettivo”, ha aggiunto il ministro. “Siamo determinati – ha spiegato – a far capire che il Mediterraneo non e’ un optional, ma rappresenta opportunità per tutta l’Europa. Non abbiamo soluzioni miracolose, ma possiamo imporre la priorità dell’attenzione per il mediterraneo. Il sud non e’ un incidente geografico, ma un’opportunità”. “Le elezioni in Germania non cambieranno la nostra posizione: noi non siamo contro la disciplina di bilancio, ma l’austerità e’ uno strumento e non il fine. Bisogna promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro”.

Venizelos: ridare sogno europeo a nostri popoli
“Dobbiamo ridare ai nostri popoli la speranza del sogno europeo”, ha detto Venizelos, sottolineando che “con le nostre presidenze consecutive abbiamo l’opportunità di introdurre un parametro mediterraneo nella politica europea. Le nostre priorità saranno l’energia – con la nuova Tap, che e’ un nuovo legame geografico tra i due paesi – sicurezza dei confini, immigrazione, e naturalmente la proclamazione della macroregione Adriatico-Ionica”. Per il ministro degli Esteri e vicepremier greco il parametro mediterraneo ”non è una opzione politica. Dobbiamo accettare il nostro comune destino che è europeo e mediterraneo e riaprire la discussione su crescita, coesione sociale, lavoro e la qualità storica del nostro continente”.

Fonte: esteri.it

 

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